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Giannina Puddu, 14 settembre 2021.

Chi conosce il mio lunghissimo e molto duro impegno nell'ambiente finanziario e mi ha ascoltata, negli anni, durante i miei interventi in numerose occasioni, oppure ha letto i miei articoli, oppure le interviste che mi sono state rivolte, può ricordare che ho ripetuto, decine di volte, che LA POLITICA DEVE AVERE IL PRIMATO SULLA FINANZA.

Perchè?

Semplice, perchè, da decenni, è la FINANZA CHE HA IL PRIMATO SULLA POLITICA.

Questa "CASA CAPOVOLTA" si poteva osservare in passato e si vede, sempre meglio, adesso.

Possiamo affermare, per esempio e senza far esplodere uno scandalo, che, in Italia, il Parlamento è relegato ad una mera funzione notarile.

Ma, quella del notaio superficiale, pigro, incompetente e distratto che neppure si preoccupa di verificare se vi siano le condizioni indispensabili per apporre il suo suggello, prima di apporlo.

La Politica non c'è e il Parlamento è un luogo fisico che offre la disponibilità di posti a sedere per 630 deputati e 315 senatori. 

Questo è il ruolo attuale dei nostri parlamentari: occupano dei posti a sedere e siedono.

C'è oggi un Maestro che bacchetta tutti e tutti si fanno bacchettare e questo è Draghi.

Draghi è un esponente di massimo livello dell'ambiente finanziario internazionale.

Nel suo ruolo attuale, è casuale la sua derivazione finanziaria?

No.

Forte, competente, autoritario, decide velocemente l'azione perchè ha una direzione chiara in testa. 

Ha il vento in poppa perchè ha un porto verso cui puntare.

Anche il presidente francese Macron è un prodotto della finanza, aveva lavorato per Banca Rothschild, prima di entrare all'Eliseo.

Non ha la leadership di Draghi e comunque cerca di barcamenarsi tra una piazza incazzata e l'altra, nelle città francesi.

Per onestà intellettuale, c'è  da aggiungere che Draghi ha un compito più facile, in Italia con gli italiani, principi dell'ignavia.

Con i francesi, anche Draghi, farebbe fatica, magari meno di quanta ne faccia Macron...

Chissà?

Ciò che si può osservare è il movimento all'unisono dei due.

Tornando al punto, la "globalizzazione" ottimizzata dallo straordinario sviluppo delle tecnologie, ha avvolto il pianeta con la stessa coperta finanziaria in un brevissimo lasso di tempo. 

Circa 20 anni, da quando i cavi sottomarini di  Internet hanno iniziato a popolare i fondali degli oceani mettendo in contatto diretto ed in tempo reale, tutti e tutto.

Questa "globalizzazione ottimizzata" ha favorito, innanzitutto, la FINANZA. 

Perchè la finanza, dotata della sua imponente potenza, ha messo a frutto, meglio di ogni altra industria, il favore della globalizzazione e della più raffinata e complessa tecnologia.

In più c'è che, la Finanza, per la sua impalpabile offerta, ha modo di svolgere tutta la sua attività nel web, il mondo parallelo.

"Le grida" nei saloni affollati delle borse, sono un  ricordo lontano.

Ormai, per qualunque operazione finanziaria, basta un click.

Con un semplice click si possono vendere miliardi di obbligazioni di Stato, di qualunque Stato, comprimendone il valore, alzando lo spread, mortificando il rating e con esso il grado di affidabilità dello Stato.

Domina, in questo ambiente, ancora il mercato americano.

Ciò che accade nei listini USA ha la capacità di condizionare tutto il mercato finanziario.

La finanza, le banche e i banchieri, pur essendo industrie private, godono di privilegi giganteschi ai quali nessun altro imprenditore può accedere.

Hanno l'obbligo di riserve proprie in percentuali minime, possono drenare, facendone  patrimonio della casa, le risorse dei privati, delle imprese, degli enti pubblici, tutte.

E dispongono di questi oceani di liquidità come se fossero loro perchè, di fatto, grazie alle regole che si sono scritti da sé, gli appartengono dal momento in cui siano depositati nei loro conti correnti.

Grazie alle straordinarie risorse che servono anche a finanziare l'attività pubblicitaria e dei media, grazie alle leve disponibili, la FINANZA si è presa il potere di condizionare il destino della Nazioni. 

Quindi, ha il primato sulla Politica.

La Politica, molle e/o complice, ha subito lasciando fare, salvo poi pentirsi inutilmente, come Merkel,  e dopo, a danni fatti, come in Europa con l'austerity che aveva massacrato il popolo greco e indebolito, ulteriormente, anzichè rafforzare, tutta l'economia dell'unione eccezion fatta per la Germania che paga dazio e in parte, solo oggi.

Tutt'ora, la politica è inerte e/o complice.

Occupando lo spazio che questa ha lasciato vuoto si sono fatti avanti altri, armati di competenze informatiche, matematiche, tecniche, usando gli stessi cavi in fondo agli oceani.

Nuovi attori che intendono creare un nuovo potere, che lo hanno già creato e che si pone come alternativo a quello della "finanza classica" e onnivora.

Gli attori delle criptovalute.

Le cripto sono state concepite per superare il dominio della finanza classica e sostituire il vecchio potere abbinato ad essa.

Nelle prime fasi si è lasciato fare, contando in una implosione autonoma.

Ma, l'implosione non c'è stata.

Anzi, la crescita e la diffusione delle cripto hanno registrato momenti di forte accelerazione così da portare, per esempio, il valore di Bitcoin da 1309,03$ per dollaro del suo debutto il 5 ottobre 2009 agli oltre 45.000$ di valore di oggi.

Una grande quantità di altre cripto si è affacciata sul mercato con destini diversi, come per qualunque altra merce/servizio ai suoi albori.

I governi e le authority finanziarie del mondo hanno osservato con spocchia e ridicolizzando il fenomeno fino a questi ultimi anni, nel momento in cui hanno dovuto prendere atto del pericoloso favore crescente dei mercati.

Le reazioni sono e sono state diverse.

Lo stato di El Salvador ha appena annunciato l'uso del Bitcoin come moneta legale al pari del dollaro.

Molti detrattori interni ed esterni.

Ma, anche sostenitori che prevedono che altri Paesi potrebbero seguire. 

Per il  governo salvadoregno, l'introduzione di Bitcoin favorisce l’inclusione finanziaria superando lo stato attuale che vede  circa il 70% dei cittadini privato del diritto all'accesso ai servizi finanziari tradizionali.

Al governo del Salvador interessano moltissimo anche le rimesse che i migranti inviano a casa e pesano per oltre il 24% del PIL.

L'agilità delle cripto apre nuovi scenari e offre opportunità perse fin qui nelle maglie strette della finanza classica.

La Cina si è dichiarata acerrima nemica delle cripto in casa ma cavalcando il nuovo business fuori dai propri confini.

Il governo cinese è abilissimo.

Riesce ad avere la botte piena e la moglie ubriaca.

Ha la vista acuta, vede le minacce di sistema e le blocca, vede il profitto e se lo prende, in casa d'altri.

Ha pure introdotto la versione digitale dello yuan e si porta avanti rispetto ai concorrenti mondiali, anticipando quella che potrebbe essere la prossima evoluzione con la digitalizzazione di tutte le valute.

Autorevoli fabbriche finanziarie hanno già ottenuto il permesso per il collocamento di strumenti finanziari costruiti sulle cripto.

Sul fronte monetario, nei prossimi anni, sarà il caos e le banche e le monete, nella versione a cui siamo abituati, non ci saranno più.

Sarà un  caos mai visto prima.

E, dal caos, emergerà un nuovo equilibrio finanziario e politico.

Un tornado di violenza estrema che si sta preparando mentre le menti più lucide del vecchio mondo lo percepiscono nell'aria, sentono l'elettricità che monta.

Le banche centrali sono, ormai apertamente, in stato di allerta ma non hanno ancora chiara la strategia. 

Digitalizzare tutte le vecchie monete entrando in competizione diretta o distruggere l'ambiente cripto?

La scelta sarà fatta dopo aver misurato le forze, quelle oscure dei nuovi attori cripto rispetto alle loro.

Sceglieranno la prima soluzione se riterranno di poter contare sulla loro assoluta maggiore forza.

Ma, saranno in grado di raccogliere queste informazioni?

Nel dubbio, la SEC è passata all'attacco.

A New York, cuore pulsante della finanza classica mondiale, la SEC minaccia Coinbase sul  fronte Lend.

Il management di Coinbase replica in modo critico e lancia l'accusa di un "atteggiamento sospetto".

La SEC si è chiusa nel suo palazzo e Brian Armstrong, AD di Coinbase, dichiara:

"Rifiutano di fornire spiegazioni per iscritto all'industria su cosa dovrebbe essere consentito e perché, lanciandosi invece in tattiche di intimidazione dietro le quinte"

Il Presidente della SEC, Gary Gensler ha sostenuto che  i cripto asset non sono diversi da altri strumenti finanziari quando si parla di tutela degli investitori, lotta alle attività illecite e mantenimento della stabilità finanziaria. (ANSA). 

E' l'inizio delle prime schermaglie, volte ad obbligare il "nemico" a materializzarsi per prenderne le misure.

Ma, è molto fitta l'oscurità che lo avvolge e la guerra contro un "nemico" invisibile è stracarica di insidie.

Per Draghi, Macron e tutti i loro amici concentrati nella navigazione, i porti certi su cui puntare, nel frattempo, potrebbero essere stati smantellati.

 

 

 

 
 
 
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