Redazione, 12 ottobre 2021.

Negli stati indiani  di Rajasthan, Jharkhand e Bihar la corrente elettrica è mancata fino a 14 ore.

Il carbone è la fonte che pesa per il 70% della produzione di energia elettrica in India.

L'invito rivolto ai cittadini è di un uso parsimonioso dell'elettricità.

Intanto, il Maharashtra, lo  stato che si colloca nella nell'area peninsulare occidentale e centrale dell'India, il secondo stato più popoloso dell'India e la terza suddivisione del paese più popolosa al mondo, ha chiuso 13 centrali termiche.

in Punjab tre centrali elettriche hanno interrotto la produzione. 

Nel Punjab, stato confinante con il Pakistan, è stata introdotta l'interruzione di corrente programmata che dura fino a sei ore alla volta.

Questa carenza di fornitura energetica sta suscitando la protesta della popolazione.

E' la prima fase di una forte crisi energetica dovuta, pare, alle scorte di carbone nelle centrali elettriche scese a livelli senza precedenti con conseguenti e diffusi blackout elettrici in tutti gli stati.

E' il panico scatenato dalle riserve di carbone in esaurimento.

I dati diffusi dalla Central Electricity Authority of India, annunciano che quasi l'80% delle centrali a carbone vivono una fase critica.

O supercritica con le  scorte di carbone soggette ad esaurirsi in meno di cinque giorni!

Secondo il primo ministro di Delhi, Arvind Kejriwal, la capitale “potrebbe affrontare un blackout” se le centrali elettriche dovessero affrontare la mancanza di carbone.

Eppure, negli ultimi decenni, in India, la produzione interna di carbone è cresciuta in modo esponenziale.

Parere discordante degli esperti e tra questi quello di Sunil Dahiya, analista del Centro di Ricerca su Energia e Aria Pulita, che afferma: "L'attuale crisi non si manifesta con la carenza di capacità di estrazione del carbone, ma è invece causata da un'errata previsione, pianificazione e stoccaggio di carbone da parte dei generatori di energia e del regolatore energetico nel paese."

L'accusa è rivolta alla Coal India Limited che avrebbe sbagliato il calcolo degli approvvigionamenti di carbone.

Alla crisi interna si somma quella internazionale che condiziona l'importazione per la parte da colmare.

L'attuale crisi energetica globale ha gonfiato i prezzi aggiungendo la sfida finanziaria a quella per la scorta della materia prima.

Purtroppo, nell'ultimo anno, anche l'installazione di fonti di energia rinnovabile ha subito un rallentamento e questo indebolisce l'opportunità dell'alternativa.

 

Il ministro del carbone Pralhad Joshi ha incolpato le forti piogge e l'alto prezzo del carbone internazionale per aver interrotto l'offerta, ma ha insistito sul fatto che in "altri tre o quattro giorni, le cose andranno bene".

L'India ha già in programma di aumentare la sua produzione nazionale di carbone a 1 miliardo di tonnellate entro il 2024, coinvolgendo l'area delle comunità tribali (che vivono le foreste con le maggiori riserve di carbone indiano) che hanno già subito gli effetti dei danni ambientali legati all'estrazione del carbone.

 

 

 

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