Milano, 14 maggio 2021 - A cura di Community Group

In occasione della festa internazionale delle Famiglie,

Lifeed - l’EdTech company che attraverso la piattaforma di formazione digitale life based trasforma le transizioni di vita in efficaci palestre per la formazione delle competenze soft - rende noti alcuni dati sui caregiver, risorse fondamentali per le famiglie, le aziende e la società.

Chi sono i caregiver: lo scenario italiano

L’invecchiamento della popolazione sta generando un aumento dei cosiddetti “caregiver familiari”, ovvero quelle persone che, accanto alla propria attività lavorativa ufficiale e riconosciuta, ne affiancano una seconda, spesso nascosta.

  • In Italia, tra i dipendenti over 50, il 30,5% dichiara di avere almeno una persona anziana e non autosufficiente di cui prendersi cura;

  • Il carico di cura verso gli anziani e i non autosufficienti sembra pesare maggiormente sulle spalle delle donne: il 34% di queste si occupa di genitori anziani e non autosufficienti. Se consideriamo solo gli uomini invece tale percentuale scende a 28,6%, un segmento comunque non irrilevante;

  • Inoltre, il 13,7% degli over 50 appartiene alla cosiddetta Generazione Sandwich, categoria di persone che ha un doppio carico di cura verso anziani da un lato e figli ancora conviventi da accudire.

Spesso essere caregiver è causa di pregiudizi da parte di colleghi e datori di lavoro.

Per anni, infatti, si è pensato che avere a proprio carico la cura di qualcuno fosse una condizione “debilitante”, capace di rendere le persone meno produttive e meno attente: nel nostro Paese, il 54% di coloro che negli anni hanno dichiarato in azienda la condizione di caregiver ammette di essere demotivato perché ha visto svanire l’assegnazione di compiti sfidanti, il 50% ha visto diminuire le possibilità di crescita salariale e di premi, il 46% dichiara un percorso di carriera insoddisfacente.

Le aziende, tuttavia, stanno maturando nuove consapevolezze rispetto alla centralità del benessere dei propri dipendenti, e una nuova percezione di questo ruolo. Infatti, secondo i dati raccolti da Lifeed sui partecipanti ai propri percorsi formativi per caregiver, prendersi cura di qualcuno consente, a dispetto dei luoghi comuni, di sviluppare competenze fondamentali in ambito professionale, come ad esempio:

  • la capacità di visione e gestione del cambiamento (citata dall’89% dei partecipanti);

  • la resilienza (citata dall’86% dei partecipanti);

  • l’empatia (citata dall’86% dei partecipanti);

  • l’autoconsapevolezza (citata dall’85% dei partecipanti);

  • la capacità di leadership (citata dal 72% dei partecipanti).

 

Tra le aziende, quindi, la consapevolezza sulla necessità di accogliere questa dimensione sta crescendo, e sempre di più sono quelle che decidono di valorizzare e offrire supporto a questa ampia fascia di popolazione (secondo la Harvard Business University circa il 73% dei dipendenti aziendali), con l’obiettivo di aiutare la creazione di un nuovo equilibrio tra vita professionale e personale, avere dipendenti più motivati e meno isolati, capaci di diffondere benessere per sé e per l’ambiente circostante, che si sentano meno affaticati e al contempo più coinvolti.

 

 

 

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