BANNER LUCANO SAM

Redazione, 24 maggio 2021.

Dottor Matteo Biancolini,

ci racconta il suo percorso di studi e professionale?

Dopo una laurea in Finanza e Risk Management ho lavorato per alcuni anni nel mondo della consulenza finanziaria e aziendale. Non condividendo il modello in conflitto di interessi del mondo del risparmio gestito, ho scelto di conseguire un master in Consulenza Finanziaria Indipendente, ottenere l’iscrizione all’Albo Unico (OCF) e svolgere la mia professione in totale autonomia.

Oltre ad essere iscritto a NAFOP (l'associazione nazionale di categoria) in qualità di Consulente Finanziario Indipendente svolgendo consulenze private e personalizzate, nel 2016 ho avviato un progetto di educazione finanziaria a tutto tondo per insegnare, a chiunque desiderasse impararlo, come gestire in autonomia il proprio patrimonio.

Inizialmente con l’apertura di un Blog e poi attraverso Investitore Strategico, un servizio di informazione finanziaria indipendente per gestire ed investire i propri capitali in autonomia.

Spaziando dalla formazione all’informazione finanziaria, Investitore Strategico vuole aprire gli occhi al mondo rispetto ai limiti del risparmio gestito, svelare la verità riguardo al conflitto di interessi e proteggere i risparmiatori dalle esche mediatiche lanciate sul web da falsi esperti finanziari. 

 

  1. Abbiamo visto che lei è iscritto all'OCF come consulente autonomo; quale vantaggio ha maturato in seguito a tale iscrizione?

L’iscrizione all’albo unico dei consulenti finanziari autonomi garantisce la netta distinzione tra i soggetti che possono fare consulenza finanziaria in materia di investimenti in modo indipendente e chi invece non ha le competenze e le qualifiche necessarie per farlo. Il superamento della prova d’esame e del percorso di iscrizione certifica le competenze e i requisiti di indipendenza necessari per svolgere questa professione. Finalmente esiste un metodo chiaro ed inequivocabile per aiutare i risparmiatori a selezionare il miglior soggetto in grado di assisterli.

  1. Quale sviluppo ha registrato, negli ultimi anni, del ruolo del "consulente autonomo" rispetto alla sensibilità dei risparmiatori?

Il consulente indipendente è una figura ancora relativamente nuova nel panorama italiano dei soggetti che possono aiutare i risparmiatori nella gestione dei propri patrimoni, ma in fortissima crescita in termini di visibilità e percezione per via dell’indubbia capacità di risolvere il conflitto di interessi tipico del mondo del risparmio gestito.

Siamo ancora agli albori di un percorso che necessità di tanta sensibilizzazione per far emergere i vantaggi di affidarsi alla consulenza di un soggetto completamente indipendente, oltre ai servizi consulenziali aggiuntivi in ambito previdenziale, assicurativo, immobiliare e patrimoniale, spesso nuovi e mai provati, che possono essere offerti accanto alla costruzione e gestione di un portafoglio di investimento.

E’ una vera e propria rivoluzione copernicana che sta travolgendo il mondo della consulenza finanziaria.

  1. Quali sono le maggiori difficoltà nel percorso professionale di un "consulente autonomo"?

L’ostacolo più grande è il superamento di alcune barriere culturali che vedono ancora la banca, le poste, le assicurazioni o l’ex-promotore finanziario come gli unici punti di riferimento per i bisogni di gestione del proprio patrimonio, spesso senza essere consapevoli di come in realtà questo rapporto sia macchiato da un modello in conflitto di interessi di cui non si conosce nemmeno la natura. L’altro aspetto su cui lavorare è che non è ancora diffusa la conoscenza dell’esistenza di un’alternativa che risolve tale problema. Queste convinzioni culturali hanno radici molto profonde che derivano da decenni in cui l’unico modello era quello bancario, perciò è normale che serva del tempo per far emergere e consolidare l’alternativa che, una volta conosciuta e approfondita, diventa velocemente la scelta preferita.

  1. Cosa ne pensa di questa nuova definizione che ha sostituito la precedente di "consulente finanziario indipendente"?

Consulente Finanziario Indipendente è la vera definizione di questo ruolo e di questa figura professionale.

L’adozione della parola “autonomo” e contemporaneamente delle parole “consulente finanziario” anche alla categoria degli ex-promotori finanziari è stata chiaramente una mossa fatta per confondere le acque e la percezione dei risparmiatori. A conferma di tutto ciò abbiamo molti soggetti del mondo del risparmio gestito che si presentano troncando una parte del loro nome ufficiale (abilitato all’offerta fuori sede), ovvero proprio quella che ha un richiamo di natura commerciale e fa risaltare il tema del conflitto di interessi (offerta fuori sede per conto di chi?). Allo stesso tempo vediamo alcuni soggetti che addirittura si presentano impropriamente come “indipendenti”, pur non essendo iscritti nell’apposita sezione dell’albo e non avendone quindi i requisiti. Evidentemente la definizione piace e richiama correttamente un modello a totale servizio del risparmaitore.

Sono comunque convinto che arriveremo presto a sistemare questa stortura e a riappropriarci della definizione di “consulenti finanziari indipendenti”.

  1. Quale futuro per la CFI, in Italia, dal suo punto di vista?

La tendenza è in forte sviluppo e i numeri parlano chiaro. Le iscrizioni alla sezione dei consulenti autonomi è in grande aumento, mentre quelle della sezione degli ex-promotori è in deciso declino.

Nei prossimi anni assisteremo ad un forte deflusso delle masse in gestione da parte delle banche e dei soggetti del risparmio gestito (assicurazioni, poste, private banker ecc…) verso consulenti finanziari indipendenti e società di consulenza indipendente.

L’effetto che ne deriverà sarà un generalizzato aumento del livello di consapevolezza ed educazione finanziaria, una sostanziale riduzione dei costi e dei rischi legati alla gestione dei capitali e un netto miglioramento nella protezione e gestione dei patrimoni dei risparmiatori.

Vedremo sempre più persone che copriranno i rischi personali con le polizze assicurative, proteggeranno il loro futuro con l’utilizzo dei fondi pensione ed entreranno sui mercati finanziari con maggiore consapevolezza data dalla costruzione di una pianificazione finanziaria e di una strategia adeguata al proprio profilo di investitori.

Il beneficio finale vedrà un impatto sociale positivo e di sensibile miglioramento nella gestione della propria vita, attraverso un corretto supporto della propria sfera economica e finanziaria.

Pin It

Commenti offerti da CComment