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1 giugno 2021 - a cura di Ufficio Stampa Labozeta SPA

Eccellenza tutta italiana, La Da Vinci European Biobank (daVEB)

è una banca di materiale biologico che funziona come unità di servizio universitario a supporto della ricerca scientifica. La daVEB, inserita nel contesto nazionale come membro associato di BBMRI.it (Nodo Nazionale della Infrastruttura di Ricerca Europea delle Biobanche e delle Risorse BioMolecolari), rappresenta un vero e proprio fiore all'occhiello nella regione Toscana.

Questa struttura avanzata, localizzata presso il Polo Scientifico di Sesto Fiorentino, custodisce migliaia di campioni biologici umani (derivati del sangue, urine, cellule e tessuti) prelevati da individui sia sani che malati nell’ambito di progetti di ricerca approvati dai comitati etici competenti.

Una realtà innovativa e competitiva grazie a strumentazioni d’avanguardia che consentono la crioconservazione a -80°C e in vapori di azoto in ambiente monitorato h24 e soprattutto la tracciabilità dei campioni.

Ne abbiamo parlato con Giordana Marcon, direttore tecnico del Da Vinci European Biobank. 

Quali sono le motivazioni che vi hanno spinto alla creazione di una banca biologica?

L’idea di realizzare presso il Campus di Sesto Fiorentino una struttura dedicata alla conservazione di materiali biologici (e dati collegati) è nata dalla necessità dei ricercatori di poter attingere a campioni conservati secondo comprovati standard di qualità, con la certezza che i risultati di analisi sperimentali sui suddetti siano dovuti a caratteristiche intrinseche del campione e non a variabili legate alla sua conservazione.

I campioni biologici conservati presso la daVEB sono fluidi biologici, tessuti, cellule, proteine; i dati sono le informazioni biologiche associate al campione e, nel caso di campioni di origine umana, le informazioni cliniche relative al paziente.

Ci può spiegare in sintesi le fasi più significative dei vostri processi?

La da Vinci European Biobank (daVEB) è una biobanca di ricerca certificata secondo la norma ISO9001:2015 per la “Raccolta, conservazione e distribuzione di campioni biologici e dei dati ad essi collegati per la ricerca scientifica”.

Le operazioni preliminari all’inserimento in biobanca e alla distribuzione dei campioni avvengono nel laboratorio dedicato adiacente al repositorio (daVEB-Lab), corredato delle piattaforme necessarie per colture cellulari umane ed estrazione automatica di acidi nucleici.

I soggetti che desiderano condividere con la comunità scientifica materiale raccolto nell’ambito di progetti di ricerca (creazione di collezioni per ricerca, senza costi a carico del depositante) contattano la daVEB che valuta le caratteristiche della collezione proposta, con il supporto di un Comitato Tecnico-Scientifico.

La possibilità di conservazione dei campioni di origine umana presso la daVEB per futuri scopi di ricerca deve essere prevista nel consenso informato firmato dal paziente al momento della raccolta dei campioni, nell’ambito di un progetto di ricerca approvato dal comitato etico competente.

La distribuzione dei campioni a terzi avviene in seguito alla valutazione di un progetto di ricerca da parte del Comitato Tecnico-Scientifico e dopo aver acquisito il consenso del ricercatore responsabile della raccolta dei campioni.

Il servizio di conservazione di campioni e dei dati associati viene erogato sulla base di un tariffario.

Si accede al servizio attraverso la presentazione di una domanda che riporta dimensioni, caratteristiche e tempi relativi alla collezione da stoccare. La biobanca valuta la compatibilità della richiesta sulla base delle proprie disponibilità di spazio; i campioni rimangono nell’esclusiva disponibilità del depositante.

La biobanca è una struttura estremamente complessa, la cui nascita richiede un know-how di altissimo livello.

La custodia dei campioni è monitorata dalle cosiddette tecnologie abilitanti che riflettano perfettamente l'idea di Industria 4.0. Quindi rappresentano una sicurezza assoluta anche per gli stessi pazienti?

Assolutamente sì, il materiale biologico è al sicuro perché è monitorato giorno e notte. Il repositorio della daVEB è organizzato in due aree per la crioconservazione, una con congelatori meccanici operativi a -80°C, l’altra con tank per la conservazione in vapori di azoto (a temperature < -170°C) in ambiente monitorato h24 attraverso un sistema di supervisione e controllo in grado di acquisire, visualizzare e controllare tutti i segnali provenienti dalle varie apparecchiature, registrando e segnalando agli operatori incaricati (via mail ed sms) eventuali anomalie ed allarmi provenienti dalle macchine/impianti.

Per quanto concerne gli aspetti relativi alla privacy del cittadino, la daVEB ha adeguato le sue procedure ai criteri posti dal garante della privacy.

La daVEB, come membro associato di BBMRI.it (Nodo Nazionale della Infrastruttura di Ricerca Europea delle Biobanche e delle Risorse BioMolecolari (BBMRI-ERIC https://www.bbmri-eric.eu/) è costantemente aggiornata sui vari aspetti del biobanking per ricerca.

Per quanto concerne la ricerca? Chi sono i vostri potenziali clienti?

Possono accedere ai campioni e ai servizi della daVEB sia utenti interni all’Università degli Studi di Firenze che ricercatori di altre istituzioni pubbliche o private: chi ha necessità di campioni biologici per scopi di ricerca oppure chi deve crioconservare in modo sicuro materiale biologico, può contattarci. La daVEB può inoltre fornire supporto per il disaster recovery a piccole biobanche o laboratori di ricerca.

Con quali realtà avete già collaborato?

La da Vinci European Biobank ha collaborato con ricercatori dell’Università degli Studi di Firenze, dell’AOUC di Firenze, di altre università (Siena), di enti pubblici (Ospedale di Prato, Ospedale di Santa Maria Annunziata – Ponte a Niccheri –FI, CNR Firenze) e privati (Giotto Biotech Srl, Next Genomics Srl).

Progetti per il futuro?

Ampliare le collezioni di ricerca e le collaborazioni con enti di fama nazionale ed internazionale, potenziare i servizi da offrire attraverso il laboratorio e infine un obiettivo ambizioso, ma non irraggiungibile, l’accreditamento della biobanca secondo la norma “UNI/ISO 20387 Biotechnology – Biobanking – General requirements for biobanking” del 2018, redatta dal WG2 dell’ISO/TC276 “Biotechnology”, in risposta all’esigenza dei settori ricerca e sviluppo di poter accedere a materiale biologico in grado di garantire la riproducibilità e la comparabilità dei risultati della ricerca.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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