BANNER LUCANO SAM

 

Redazione, 23 giugno 2021.

Il PNRR è un documento di 269 pagine!

Quanti cittadini italiani lo hanno letto dal momento che li riguarda direttamente, per il loro futuro e per il futuro dei loro figli e nipoti?

Quanti parlamentari lo hanno letto e capito dal momento che lo hanno approvato impegnando il futuro di tutto il nostro Paese?

Per esempio, alla pagina 58 di questo imponente Piano NAZIONALE DI RIPRESA E RESILIENZA, si trova un regalino generoso fatto, per l'ennesima volta, alle banche a danno dei cittadini.

La "motivazione" offerta è quella di aumentare la competitività del Paese rendendo, di fatto, più leggera la procedura avviata dal "creditore" contro il "debitore" inadempiente. 

Ma, chi volesse, seriamente, rendere più competitivo il nostro Paese avrebbe ben altre leve su cui spingere.

Non si rilevano passaggi sulle "inadempienze" del creditore, per esempio in relazione ai costi totali del credito, nè ad una chiara e definitiva definizione e misurazione del reato di usura.

Questa previsione avvantaggia le banche più che i cittadini italiani e, particolarmente, espone a nuovi rischi la cosiddetta "classe media" che è stata duramente e diffusamente colpita dai provvedimenti per Covid, negli ultimi 18 mesi, privandola, spesso, del "diritto al lavoro" posto a fondamento della nostra Repubblica e ridotta sul lastrico per "ristori" risibili in quanto assolutamente non congrui se non addirittura assenti.

Non pare di rilevare pari attenzione del legislatore su questo fronte.

Sinistra, destra e centro tutti allineati al voto, salvo qualche rara eccezione.

A questo riguardo, Alfredo Belluco - Presidente di FederContribuenti Veneto, ha inviato una lettera aperta al Presidente della repubblica Sergio Mattarella e al Ministro della Giustizia Marta Cartabia:

http://www.qzone.it/index.php/q-themes/marco-fascina/764-alfredo-belluco-lettera-aperta-a-mattarella-e-cartabia-contro-norma-pnrr

Interventi sul processo esecutivo e sui procedimenti speciali (PNRR - pag. 58):

Il settore dell’esecuzione forzata merita un’attenzione particolare in ragione della centralità della realizzazione coattiva del credito ai fini della competitività del sistema paese.

Le linee di intervento che si propongono hanno lo scopo di rendere più celere e spediti i procedimenti esecutivi, intervenendo sotto diversi profili:

• Si abrogano le disposizioni del codice di procedura civile e di altre leggi che si riferiscono alla formula esecutiva e alla spedizione in forma esecutiva, per rendere più semplice l’avvio dell’esecuzione mediante una semplice copia attestata conforme all’originale

• Nel settore dell’esecuzione immobiliare, si prevede una generale riduzione dei termini per il deposito della certificazione ipocatastale, per guadagnare nella fase introduttiva almeno 60 giorni

• Sempre con riferimento alle esecuzioni immobiliari, viene potenziato lo strumento della delega; lo si estende anche ai settori finora rimasti appannaggio del giudice dell’esecuzione (ad es. la fase distributiva); e si prevede un rigido meccanismo di controllo sul delegato, con precise scadenze temporali, onde velocizzare la fase liquidatoria

• Si propongono altresì interventi in punto di custodia, che prevedono che il giudice dell’esecuzione provveda alla sostituzione del debitore nella custodia nominando il custode giudiziario entro quindici giorni dal deposito della documentazione ipocatastale); e di liberazione dell’immobile, che la rendano ove non sia abitato all’esecutato e dal suo nucleo familiare ovvero sia occupato da soggetto privo di titolo opponibile alla procedura al più tardi nel momento in cui pronuncia l’ordinanza con cui è autorizzata la vendita o sono delegate le relative operazioni

• Si introduce il meccanismo della cosiddetta vente privée (vendita diretta del bene pignorato da parte del debitore) che, con i necessari accorgimenti, può favorire una liquidazione “virtuosa” e rapida attraverso la collaborazione del debitore

• Si introducono semplificazioni procedurali nell’espropriazione presso terzi

• Si interviene sulle misure di coercizione indiretta (c.d. astreinte), attribuendo tra l’altro anche al giudice dell’esecuzione il potere di imporre l’astreinte, misura particolarmente utile ove vengano in rilievo titoli esecutivi diversi da un provvedimento di condanna o nel caso in cui la misura di coercizione indiretta non sia stata richiesta al giudice della cognizione

Obiettivi

– L’obiettivo principale della riforma è definire una serie di interventi che garantiscano la semplificazione delle forme e dei tempi del processo esecutivo.

Modalità di attuazione

– Il Piano rafforza la tutela del creditore o dell’avente diritto munito di un titolo esecutivo, mediante l’alleggerimento delle forme, la semplificazione dei modelli processuali, l’accelerazione dei tempi (l’eliminazione di termini superflui e la più sollecita cadenza delle fasi della vendita) e la maggiore effettività.

Infine, si propongono ulteriori interventi nel settore del contenzioso della famiglia.

Il Piano intende sciogliere alcuni problemi legati alla compresenza di organi giudiziari diversi e individuare un rito unitario

 

Pin It

Commenti offerti da CComment