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Redazione, 5 luglio 2021 - Comunicato Stampa Consob 5 luglio 2021.

Per il Giudice, la decisone dell'ABF dovrebbe equivalere a quella del CTU ed in quanto tale dovrebbe essere assorbita per la scrittura della sentenza.

E non si tratta di un CTU qualunque pescato negli elenchi presso i tribunali, ma del massimo esperto a disposizione.

L'istituzione del ruolo dell'Arbitro Bancario Finanziario, da parte della Consob è un fatto molto pregevole, lo abbiamo già detto e ci piace ripeterlo perchè è vero, vero.

Purtroppo, il parere dell' "Arbitro" non è vincolante per le parti e di questa condizione di debolezza approfittano alcuni tra i maggiori operatori finanziari presenti sul mercato.

Tra questi "inadempienti" figurano Poste Italiane S.P.A. che, per ben 741 (!) volte hanno tirato dritto, contro il parere dell'ABF. 

Il caso di Poste Italiane S.P.A. è eclatante tra i vari.

Poste Italiane S.P.A. è posseduta da oltre l'80% dal MEF, quindi dallo Stato. 

Come è possibile che un Operatore Finanziario di Stato non sia rispettoso del giudizio espresso da un'istituzione voluta dalla massima Istituzione di Controllo Nazionale Consob?

La questione kafkiana meriterebbe un'Interrogazione Parlamentare.

Peggio di Poste Italiane S.P.A. fa solo IBL Istituto Bancario del Lavoro S.p.A. che accumula 939 inadempienze.

Poi:

Intesa Sanpaolo S.p.A. 270 inadempienze.

Pitagora S.p.A. 205 inadempienze.

 

Barclays Bank PLC 131 inadempienze 

Bibanca S.p.A (già Banca di Sassari S.p.A.) 129 inadempienze

Compass Banca S.p.A. (in qualità di incorporante di Futuro S.p.A.) 200 inadempienze.

Santander Consumer Bank S.p.A. 196 inadempienze.

Conafi Prestitò S.p.A. 272 inadempienze.

Il Comunicato Consob sull'attività dell'ABF:

"Continua a crescere l'attività dell'Arbitro per le Controversie Finanziarie (ACF), l'organismo di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra risparmiatori e intermediari finanziari, istituito dalla Consob nel 2016 e operativo da gennaio 2017."

"Il primo semestre dell'anno ha fatto registrare l'arrivo di 903 nuovi ricorsi (874 nello stesso periodo del 2020). Oltre 8.000 i ricorsi complessivamente ricevuti dall'Arbitro Consob dall'inizio della sua attività ad oggi.

Il Collegio ha accolto il 65% dei ricorsi esaminati (35% rigettati), riconoscendo risarcimenti per complessivi 13,5 milioni di euro (12 milioni di euro nel primo semestre 2020).

Se si tiene conto anche di quanto deciso nei quattro anni precedenti, a metà 2021 le somme complessivamente liquidate a favore dei risparmiatori sfiorano i 100 milioni di euro (97,8 milioni di euro il totale), con una media pro-capite di circa 40.000 euro.

Il valore complessivo delle richieste risarcitorie dei risparmiatori nel primo semestre dell'anno è di quasi 47 milioni di euro (circa 50 milioni di euro nel primo semestre 2020), con un valore medio unitario di 50.000 euro; oltre 200 i ricorsi con richieste di risarcimento di importo superiore a 50.000 euro, fino al massimo previsto di 500.000 euro.

A metà 2021, le richieste di risarcimento complessivamente formulate all'ACF hanno così superato quota 450 milioni di euro.

Il Sud si è confermato, anche nella prima parte del 2021, come l'area di provenienza del maggior numero di ricorsi (41%), precedendo di poco il Nord (40%) e, di molto distanziato, il Centro del Paese (19%).

A fronte dei 903 ricorsi pervenuti, nel primo semestre 2021 sono stati conclusi 918 procedimenti, con un incremento di oltre il 20% rispetto all'omologo dato 2020 (750). In conseguente crescita anche le riunioni tenute dal Collegio (35 nel primo semestre 2021, 27 nello stesso periodo del 2020).

Un ulteriore, deciso incremento dell'attività istruttoria e decisionale è programmato per la seconda parte dell'anno, in coerenza con il dichiarato obiettivo di ricondurre, entro il prossimo anno, il termine di conclusione dei procedimenti al tempo standard di 180 giorni.

In deciso aumento (+50%) i provvedimenti di estinzione anticipata dei procedimenti assunti dal Presidente, su richiesta dei ricorrenti interessati (152 nel primo semestre 2021, 107 nello stesso periodo del 2020).

Si tratta di un trend che va valutato positivamente, in quanto in massima parte correlato a casi in cui le parti sono pervenute in autonomia ad una composizione bonaria della controversia, rivelatasi soluzione concretamente praticabile solo dopo l'avvio da parte del risparmiatore del procedimento dinanzi all'ACF.

In tendenziale e apprezzabile decrescita, invece, i casi di irricevibilità/inammissibilità dei ricorsi per riscontrate e non sanabili irregolarità formali: 113 nella prima parte dell'anno in corso, mentre erano stati 242 nel corso dell'intero 2020 e 290 nel 2019.

Gli intermediari sinora coinvolti nei procedimenti dinanzi all'Arbitro sono 195, di cui 71 nel primo semestre di quest'anno; nel complesso, sono 1.177 gli intermediari aderenti al sistema ACF al 30 giugno scorso.

L'area in cui si annidano le maggiori criticità nei rapporti tra investitori retail e intermediari continua ad essere quella dell'informativa propedeutica all'investimento.

Troppo spesso i risparmiatori che si rivolgono all'ACF, oltre a non riconoscersi nel loro profilo di investitori per come delineato nell'apposito questionario MiFid, contestano di non aver ricevuto informazioni chiare ed adeguate su cui poter fondare scelte d'investimento consapevoli.

Si tratta di problematica che il Collegio ACF si trova pressoché sistematicamente ad affrontare e sulla quale sono stati oramai definiti numerosi e consolidati orientamenti di carattere generale nelle quasi 4.000 decisioni finora pubblicate e liberamente consultabili sul sito istituzionale (www.acf.consob.it).

Orientamenti a cui è bene che gli intermediari si uniformino adeguando di conseguenza le loro prassi operative, così da sterilizzare sul nascere o, quantomeno, minimizzare i casi di successivo contenzioso.

Proprio in funzione di ciò e quale contributo per la migliore fruibilità degli orientamenti, dal corrente mese di luglio sarà pubblicata sul sito, con cadenza mensile, una rassegna di "massime" tratte dalle decisioni assunte dal Collegio e ritenute di maggior interesse per gli intermediari ma anche per i risparmiatori.

Per gli investitori retail è prevista inoltre la pubblicazione, nella seconda parte dell'anno, di una guida pratica che, traendo spunto dai casi che vengono via via esaminati, individui le buone e le cattive prassi riscontrate.

L'obiettivo è quello di ingenerare consapevolezza informativa e comportamentale nei piccoli risparmiatori, che troppo spesso si affidano in modo indiscriminato e tendono a deresponsabilizzarsi, salvo poi dolersi dell'esito degli investimenti effettuati.

Si ricorda, infine, che dal 1° ottobre prossimo entreranno in vigore le modifiche al regolamento ACF, recentemente approvate dalla Consob a conclusione della consultazione pubblica condotta lo scorso anno.

Tra le novità di rilievo vanno segnalate le previsioni volte ad agevolare ulteriormente la composizione bonaria e diretta della controversia tra le parti e l'adempimento delle decisioni da parte degli intermediari soccombenti (quali, la possibilità per le parti di ottenere la sospensione del procedimento arbitrale in caso di avvio di trattative per trovare un accordo; il rinvio della pubblicazione della notizia di mancato adempimento ove le parti avviino una negoziazione volta a raggiungere un accordo sulla base della decisione ACF; la possibilità di adempimento tardivo, con cancellazione in questo caso della notizia di mancato adempimento), oltre alla prevista standardizzazione della nuova modulistica del procedimento, che sarà resa disponibile sul sito web dell'Arbitro entro il prossimo mese di settembre."

 

 

 

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