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Giannina Puddu, 9 luglio 2021.

Per chi vive l'ambiente finanziario con buon grado di intensità, come attore integrato o critico, Beppe Scienza, da decenni, è una voce che conta.

Nato nel febbraio del 1950, si era laureato in matematica nell'anno 1974, a Torino.

Entra nelle pieghe dell'industria del Risparmio e della Previdenza con l'occhio di chi, da tecnico raffinato, sta dalla parte contrattuale debole, quella dei risparmiatori ai quali cerca di aprire un occhio se non due.

E' docente universitario, ancora a Torino, dove è titolare della cattedra  "Metodi per le scelte finanziarie e previdenziali" del corso di Laurea in Matematica.

Scrive per molti giornali e ne critica alcuni e, tra questi in particolare, IlSole24Ore, Corsera e Il Mondo cui muove le accuse di scarsa competenza e di atteggiamenti eccessivamente ossequiosi nei confronti delle varie forme di risparmio gestito e di previdenza integrativa.

Al suo attivo numerose pubblicazioni e l'ultima, fresca d'inchiostro, VIVA I CONTANTI pubblicato da Ponte Alle Grazie nel marzo 2021 che ne anticipa il contenuto come segue:

Il contante sarebbe il ricettacolo di ogni nefandezza: strumento per l'evasione fiscale, grimaldello della criminalità organizzata, causa di 10 miliardi di costi per l'Italia e addirittura fonte di contagio.

C'è qualcosa di vero dietro queste accuse?

La cosiddetta War on Cash, la guerra ai contanti, ottiene i risultati che si prefigge?

O è solo un'invenzione delle banche, in combutta con Paypal, Visa, Nexi ecc., per raschiare via soldi a risparmiatori, commercianti e artigiani?

In questo libro, Beppe Scienza, fra i più acuti critici del sistema finanziario e bancario, ci conduce al cuore della disinformazione, fornendoci i mezzi per smontarla, e spiega i vantaggi del denaro contante, inviso alla Banca d'Italia ma strenuamente difeso dalle banche centrali di Unione Europea e Germania, dove è ancor più apprezzato che in Italia.

"Viva i contanti" descrive anche vantaggi e svantaggi delle principali alternative peri risparmi e la previdenza, evidenziando l'insostituibile funzione di riserva di valore delle banconote e fornendo diversi utili suggerimenti a tutti i risparmiatori.

Ho intervistato il prof. Beppe Scienza su VIVA I CONTANTI:

I nostri ultimi governi hanno condotto una battaglia, su vari fronti, per accerchiare gli italiani e spingerli verso l'eliminazione del contante con il pretesto di combattere, in tal modo l'evasione fiscale. In quest'azione surreale, lei, prof. Scienza, ha visto uno o più attori principali?

Il Partito Democratico da parecchi anni appare come la forza politica più favorevole alle banche. La posizione del M5S invece è contraddittoria, perché per vari aspetti è critica nei loro confronti. Aggiungo che Beppe Grillo, nel suo blog con Gianroberto Casaleggio, pubblicò un mio post a favore dei contanti con l’eloquente titolo “L’indecenza delle banche”. Dopo la sospensione del cashback molti del M5S sono però insorti a difenderlo. Credo che alcuni di loro abbiano creduto alla frottola della sua funzione salvifica contro l’evasione fiscale.

2) Si sono inventati il cash-back. Una follia, dal nostro punto di vista. Cosa ne pensa?

Un grossissimo favore all’establishment finanziario a danno, in prima istanza, dei contribuenti perché il cashback come la lotteria degli scontrini attingono al bilancio dello Stato. Ma in seconda istanza a danno anche di commercianti, esercenti, artigiani ecc. su cui ricadono le commissioni dei pagamenti elettronici.

Contrariamente alle frottole che scrivono i giornalisti amici (o peggio) delle banche, i pagamenti in contanti restano quelli più convenienti per il commercio.

3) Qualcuno ha stimato che questa bizzarra iniziativa costerà alle casse pubbliche, già sofferenti, circa 5 miliardi. Secondo lei?

Il costo di 4,7 miliardi è un dato pubblico. Per fortuna ora possiamo dire che tale era il costo previsto, ma interrompendo o comunque sospendendo l’iniziativa, il costo per l’Erario dovrebbe ridursi di molto.

4) La stessa BCE, in una sua lettera, aveva scritto, tra l'altro: 

“… la possibilità di pagare in contanti rimane particolarmente importante per taluni gruppi sociali che, per varie legittime ragioni, preferiscono utilizzare il contante piuttosto che altri strumenti di pagamento. Il contante è anche generalmente apprezzato come strumento di pagamento in quanto, quale moneta legale, è ampiamente accettata, è rapida e agevola il controllo sulla spesa di chi paga. Costituisce, inoltre, un mezzo di pagamento che consente ai cittadini di regolare istantaneamente un’operazione ed è l’unico metodo di regolamento in denaro di banca centrale e al valore nominale che non consente legalmente di imporre tariffe per il suo utilizzo. Inoltre, i pagamenti in contanti non richiedono un’infrastruttura tecnica funzionale con i relativi investimenti, e sono sempre disponibili; ciò riveste particolare importanza in caso di indisponibilità dei pagamenti elettronici. Inoltre, i pagamenti in contanti agevolano l’inclusione dell’intera popolazione nell’economia consentendole di regolare, in tal modo, qualsiasi tipo di operazione finanziaria”.

Qual è il suo commento prof. Scienza?

Lo stesso che vale per analoghe posizioni della Bundesbank, la banca centrale tedesca: si vede come, alla Bundesbank prima e alla Bce poi, stiano a cuore gli interessi dei cittadini eventualmente a scapito di quelli dei banchieri, mentre per la Banca d’Italia è il contrario.

5) Quale anticipazione del suo libro può offrire ai nostri lettori?

Ora che Viva i contanti è ormai uscito, più che anticipazioni può essere utile un’aggiunta.

In particolare per le difficoltà che moltissimi incontrano in banca, per prelevare appunto contanti dal loro conto corrente.

Se non basta quanto consigliato nel libro, il passo successivo più efficace è l’invio di un reclamo formale scritto alla banca per raccomandata o alla pec, chiedendo di indicare il giorno in cui il cliente potrà ritirare la somma desiderata in contanti.

Beppe Scienza chiude con un consiglio pratico che è nel suo stile ed estremamente utile perchè è vero che, alla richiesta di prelievo di contanti accade spesso e non dovrebbe accadere, il bancario di turno incaricato alla cassa, cerchi di scoraggiare il prelievo agitando lo spettro delle "segnalazioni" se non peggio.

Un surreale capovolgimento di ruolo che vede il cliente della banca (che ha conferito i suoi danari alla banca in un rapporto fiduciario - chi deposita i soldi presso una banca X si sta fidando di quella banca come custode diligente) nella condizione di doversi giustificare nel momento in cui ha bisogno dei "suoi soldi", per fatti suoi insindacabili. 

Per chi volesse leggere ciò che scrive Beppe Scienza: https://www.ilrisparmiotradito.it/libri/viva-i-contanti

 

 

 

 

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