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Categoria: DALL'ITALIA
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Redazione, 23 luglio 2021.

Il prof. Alfredo Ambrosetti, di economia se ne intende davvero.

E' suo il FORUM AMBROSETTI DI CERNOBBIO.

Con Umberto Colombo, nel lontanissimo 1974,  ebbe l'intuizione di dedicare alle tematiche della ricerca, dell'economia e della sociopolitica non soltanto appuntamenti separati, ma di condensarle in un'unica sessione intensiva e interdipendente: un "forum", appunto.

Dopo la prima tappa a Varese, la scelta  Villa d'Este di Cernobbio, sul lago di Como, giudicata particolarmente strategica per il prestigio strutturale e per l'elevata capacità ricettiva.

La prima edizione, nel 1975, fu lofia, scarsa partecipazione, così che Ambrosetti pensò di lasciar perdere.

Ma, pare che Beniamino Andreatta, che aveva partecipato al primo evento gli confidò di non aver mai imparato così tanto quanto nei tre giorni di Forum.

Così, continuò e anno dopo anno le adesioni crebbero numericamente e di livello, trasformando il "Forum di Cernobbio" in un crocevia strategico per gli ambienti economici, accademici, istituzionali e politici a livello mondiale.

In un'intervista pubblicata da Imola Oggi, la mente del Forum Ambrosetti ha lanciato un'accusa chiara e forte e senza appello contro Arcuri, Conte e Speranza per come hanno gestito l'avvento della pandemia in Italia e per i provvedimenti imposti a centinaia di migliaia di lavoratori impiegati nel settore eno-gastronomico, del turismo, dello spettacolo, delle fiere, etc...

“Speranza, Conte e Arcuri hanno rovinato il Paese”

“Lui, Conte e Arcuri hanno preso decisioni distruggendo ristoranti, bar, locali, il nostro patrimonio eno-gastronomico. Di quei tre, due sono stati esclusi. Resta il terzo”. Domanda Lei da dove ripartirebbe?, gli chiede Paola Bilbarelli nell’intervista. «Farei in fretta nuove elezioni in modo che il Parlamento rispecchi fedelmente il Paese e manderei Speranza in Groenlandia».

Nella ristorazione lavorano un milione e duecentomila persone.

Secondo  Il Management.it, nel 2018 la spesa degli italiani tra bar e ristoranti è stata pari a 84,3 miliardi di euro, l’1,7% in più in termini reali rispetto all’anno precedente. 

Nel 2019 la soglia è stata superata: 86 miliardi.

Il Sole24Ore del 16 gennaio 2020, titolava:

"Il turismo resta il petrolio d’Italia: Oltre 40 miliardi nel 2019, ora diversificare" e 4 milioni e duecentomila persone impiegate, aggiungiamo noi di ifanews.it.

I numeri del 2019 della Fondazione Symbola, che include tutto il settore della “event industry”, e quindi considera anche lo sport, tutta la filiera in un anno produce 96 miliardi di euro (5,3% del PIL) per arrivare a 265 miliardi di euro considerando anche l’indotto (14,8% del PIL). 

Tutto questo è stato spazzato via dalla primavera del 2020 per effetto del divieto di lavoro.

Ripartire, ammesso che sia veramente concesso, sarà molto difficile e ci vorranno molti anni per recuperare i livelli occupazionali persi ed il fatturato che ne finanziava l'attività.