Giannina Puddu, 12 ottobre 2021.

Per Andrea Orlando, Ministro del Lavoro,  non è ammesso l'esercizio della libera scelta, non è possibile coltivare dubbi, è vietato ragionare con la propria testa, vige l'obbligo di offrire il braccio alla siringa del vaccino.

Senza esplicitare l'obbligo ma prevedendo una severissima punizione a molte cinghiate sulla pelle dei "trasgressori", come se l'obbligo fosse vigente.

Grillo e Salvini, con maggiore generosità, avevano lanciato l'ipotesi di fornire, almeno gratuitamente, i tamponi ai lavoratori non vaccinati.

Orlando ha risposto con un secco NIET motivando: "io ho sempre detto una cosa, mi sembra ragionevole pensare a tutte le forme possibili di calmierazione ma far diventare il tampone gratuito significa dire sostanzialmente che chi si è vaccinato ha sbagliato".

La sua apertura con quell' "io" è già di per sé inquietante.

Come se intendesse una sorta di coincidenza tra il suo "io" parlante e la verità assoluta che, quindi per la sua assolutezza , deve essere ripetuta e ricordata come tale.

Il fatto che lui abbia "sempre detto", significa solo questo: che lui ha sempre detto e non che ciò che ha sempre detto sia giusto.

Potrebbe anche essere sbagliato, da un altro punto di vista, pure legittimo e si saprà, prima o poi.

A prescindere dai torti e dalle ragioni di chi si si fa iniettare il vaccino per covid e chi, invece lo teme e non vuole averlo in corpo, pare surreale uno scenario, come quello prossimo, nel quale i lavoratori siano costretti a pagarsi un tampone per andare a lavorare.

Dice: "ragionevole pensare a tutte le forme possibili di calmierazione".

Ma, è stato fatto?

A che prezzo?

Si legge:

I ragazzi tra i 12 e i 18 anni possono recarsi nelle farmacie e nelle strutture sanitarie autorizzate dal SSN aderenti al protocollo per avere un tampone rapido a 8 euro.

Per gli over 18, invece, il test ha un costo di 15 euro.

Più di 8.500 farmacie hanno aderito.

Quindi, il prezzo calmierato è soggetto all'adesione volontaria delle farmacie e delle SSN.

Che ne sarà degli sfigati tra i più sfigati che vivono in piccoli centri nei quali ci sia una sola farmacia (o SSN) che non applichi il prezzo calmierato?

A quale esborso saranno esposti?

E, comunque, in una famiglia normale, in cui i genitori lavoratori abbiano paura del vaccino covid, quindi non siano vaccinati e non abbiano ovviamente vaccinato neanche  il figlio, l'uscita mensile per tamponi (pur a prezzo calmierato) sarebbe almeno pari a 15,00€ x 2 volte a settimana, x 4 settimane x marito e moglie, quindi tutto ancora moltiplicato per due.

Più 8,00€ x 2 volte a settimana per 4 settimane per mandare a scuola il figlio.

Il totale minimo di spesa mese per tamponi per  famiglia media sarebbe pari a 304,00€, su un calcolo fatto per difetto, dando per scontate 4 settimane/mese e che bastino 2 tamponi a settimana.

Per chi, invece, non avesse la possibilità di rifornirsi presso una farmacia o presso una sede SSN aderenti al protocollo di calmierazione, il costo mensile potrebbe lievitare alquanto.

Tenuto conto dei miseri stipendi medi italiani, questo nuovo carico pare davvero fuori luogo.

Oltre a questo, che è il "costo finanziario", c'è pure uno sbattimento notevole, al quale i lavoratori che hanno paura del vaccino covid saranno obbligati con il green pass, legato a tutta l'attività necessaria per prenotare i tamponi in tempo, andare a farsi fare i tamponi e tornare indietro dopo essersi fatti tamponare.

E' il secondo costo, la seconda cinghiata inflitta.

Il  "costo temporale", ovvero tutto il tempo che sarà sottratto agli affetti, alla famiglia, agli hobby, al riposo di questi lavoratori puniti perchè colpevoli di avere paura di un vaccino.

Il terzo costo, la terza cinghiata inflitta, sarà il " costo psicologico", nuova ansia pesante da aggiungere allo stress già tipico delle giornate di chi deve recarsi al lavoro per vivere.

Tamponarsi, sarà anche aggiungere all'elenco nuovi impegni, nuove code, nuove scadenze ripetitive, stressanti e mortificanti.

Non crede il signor Orlando, Ministro del "lavoro", nato politicamente nel PCI (di Gramsci e Berlinguer!), che 2 cinghiate siano già più che sufficienti per punire i lavoratori colpevoli di avere paura del vaccino covid?

Serve proprio anche la terza?

Orlando si pone come il "padre-padrone" che con pervicace accanimento e  insensibile alla sofferenza del figlio, lo punisce in modo sproporzionato alla sua colpa che, peraltro nel caso, sarà tutta da provare.

Non è che abbiano più ragione Salvini e Grillo che chiedono che i tamponi siano offerti gratuitamente?

Nella peggiore delle ipotesi, potrebbe essere lo stato a fare acquisti all'ingrosso, al costo minimo possibile e rivenderli, attraverso le strutture sanitarie, ai lavoratori coinvolti ad un prezzo che potrebbe essere pari a 5,00€ al pezzo e non 15,00€.

Viene da chiedersi, infine, quale sarebbe stata la posizione di grandi uomini come ,Pertini, Lama, Gramsci, Berlinguer, Moro, Spadolini, Falcone, Borsellino e altri, in questa situazione che supera di gran lunga la più fervida fantasia?

 

 

 

 

 

 

 

 

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