Italo PietraENI: privatizzata ma ancora sotto il controllo dello Stato Italiano, subisce il nuovo attacco. Sotto attacco sin dai tempi di Mattei. Siamo per l'energia alternativa. Ma, non siamo pronti per montare sul nuovo cavallo e, nel mentre, non possiamo restare a piedi mentre tutti corrono con i loro mezzi.

Ricordando Italo Pietra (Godiasco, 3 luglio 1911 – Ponte Nizza, 5 settembre 1991) che è stato giornalista e scrittore italiano:

"Mattei. La pecora nera. Da operaio a dirigente industriale, da partigiano a commesso dello stato. Rilancia l'AGIP invece di liquidarla. L'avventura del metano, la scoperta del terzo mondo, la lotta con le Sette Sorelle (e con i loro amici italiani). I rapporti col la DC nel tempo di De Gasperi:e dopo De Gasperi. Come nascono l'ENI e «Il Giorno». Corruttore incorruttibile: è vero che la corruzione è nata con lui e che è morta dopo di lui? Aveva un debole: creare lavoro. Dicono che è morto al momento giusto: ma giusto per chi? É caduto a un passo dal Sahara, e a due passi dalla Casa Bianca."

Eni ha presentato  i risultati degli approfondimenti tecnici e scientifici condotti da consulenti di fama internazionale su tutti i profili interessati dall’attività industriale del Centro
Olio Val d’Agri: tecnologie adottate dal COVA, qualità delle acque re-iniettate e dell’aria e stato di salute dei dipendenti Eni.
Potenza,  Aprile 2016 - Qualità dell’ambiente, corrette procedure di reiniezione e stato di salute dei dipendenti confermano che tutte le operazioni di Eni presso il Centro Olio Val d’Agri (COVA) sono sempre state svolte nel pieno rispetto della legge. È quanto emerge dagli studi indipendenti di esperti internazionali presentati oggi da Eni a Potenza in una conferenza stampa. Eni rende pubblici per la prima volta i risultati degli approfondimenti tecnici e scientifici condotti da consulenti di fama internazionale su tutti i profili interessati dall’attività industriale del COVA, depositati in giudizio, e che confermano come tutte le operazioni di Eni siano sempre state condotte nel pieno rispetto
dei requisiti normativi e autorizzativi. Irisultati del monitoraggio ambientale e delle perizie ribadiscono, infatti, che lo stato di qualità  dell’ambiente, osservato in tutte le sue matrici circostanti il COVA, è ottimo secondo gli standard normativi vigenti. Infatti, a partire dal 2014, in totale trasparenza e collaborazione con la Procura della Repubblica di Potenza, Eni ha incaricato un gruppo di consulenti di altissimo profilo scientifico per condurre una serie di approfondimenti e studi, volti a fornire un quadro oggettivo sullo stato di qualità ambientale e sanitario dell’area intorno al COVA. Le indagini sono state svolte senza il coinvolgimento del personale Eni per assicurarne la totale indipendenza.
Gli studi hanno riguardato:
1) Tecnologie adottate presso il COVA: la società internazionale ENVIRON ha analizzato le tecnologie applicate presso il COVA per confermare la rispondenza alle Best Available Technologies (BAT) anche tramite un confronto con altre realtà internazionali. Envinron ha concluso che:
 la re iniezione nel mondo risulta di gran lunga l’opzione preferita in termini di impatto ambientale
 gli additivi utilizzati presso il COVA sono della stessa tipologia di quelli utilizzati in altri impianti di re iniezione e le concentrazioni sono dello stesso ordine di grandezza di additivi simili
 il regime autorizzativo alla re-iniezione al “CostaMolina-2” presenta prescrizioni maggiormente restrittive in termini di tutela ambientale delle corrispondenti normative internazionali.
2) Qualità delle acque re-iniettate e dell’aria: la SGS s.a. di Ginevra, prima società nel mondo per attività di certificazione di analisi ambientali e monitoraggio ambientale, ha condotto un’attività di monitoraggio in campo e di analisi della qualità delle acque di strato re-iniettate in giacimento per un periodo di 75 giorni continuativi, 24 ore su 24, in più punti dello stabilimento con 660 campioni di monitoraggio, per un totale di 166.320 parametri misurati. Sulla qualità dell’aria, in aggiunta a all’attività di monitoraggio sulle emissioni, a fine febbraio 2016 è partito un nuovo monitoraggio per l’aria al COVA e dintorni per un mese in stagione fredda. I risultati di tali approfondimenti forniscono
un quadro analitico in cui:
 nelle acque di produzione, sia in quelle reiniettate in giacimento sia in quelle smaltite come rifiuto liquido che in quelle di contro-lavaggio, il contenuto di acqua rilevato è sempre prossimo al 99%. Mentre, i Sali assommano intorno all’1%;
 l’acqua di produzione reiniettata in giacimento e smaltita come rifiuto, oltre che quella di controlavaggio, NON è pericolosa né da un punto di vista sostanziale né secondo la normativa sui rifiuti;
 è corretta la classificazione CER operata dal produttore del rifiuto: 16.10.02 «Soluzioni acquose di scarto diverse da quelle di cui alla voce 160101»;
 La MDEA è in concentrazioni medie di 115mg/L, di molto al di sotto del limite di pericolosità secondo la legge sui rifiuti (200000mg/L al 1/06/16; 10000 dal 1/06/16). Il TEG è in concentrazioni medie di 4mg/L e non ha un limite di riferimento perché non è incluso nell’elenco delle sostanze pericolose.
3) Qualità dell’aria: Sulla qualità dell’aria, in aggiunta all’attività di monitoraggio delle emissioni, a fine febbraio 2016 è partito un nuovo monitoraggio per l’aria al COVA e dintorni, effettuato da SGS, per un mese in stagione fredda. Dai risultati emerge che la qualità dell’aria nell’area indagata nell’intorno del COVA appare caratterizzata da livelli di concentrazione che si attestano su valori significativamente inferiori ai rispettivi limiti normativi.
4) Stato di salute dei dipendenti Eni: Eni ha chiesto di esaminare il quadro clinico dei dipendenti che, in un arco temporale di 16 anni (1998-2015), hanno prestato – e prestano ancora oggi – la propria attività lavorativa, anche in forma occasionale, presso lo stabilimento e gli uffici afferenti sia dei dipendenti che lavorano esclusivamente sulle aree pozzo. Sono state esaminate 688 cartelle sanitarie e di rischio da cui è emerso che oltre 90% dei lavoratori è in sostanziale buona salute. L’analisi complessiva delle cartelle dei dipendenti Eni in forza sia nel Centro Olio sia nelle aree pozzo ha evidenziato 6 casi di tumore, tutti non correlabili ai fattori di rischio espositivi presenti in impianto. Il dato è altamente significativo perché fornisce una rappresentazione di chi è maggiormente esposto al rischio cancerogeno, dando quindi un’utile chiave di confronto con il dato sanitario nell’intorno dello stabilimento.
Eni ribadisce che salute, sicurezza e ambiente sono la priorità assoluta dell’azienda. Un impegno confermato dagli investimenti che, solo in Italia, dal 2009 al 2015, sono stati pari a 6,1 miliardi di euro in salute, ambiente, sicurezza e bonifiche, con in previsione per i prossimi 4 anni ulteriori 3,4 miliardi.

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viggianoMarsiglia, Presidente FEDERPETROLI ITALIA

<<Con l'annuncio del blocco dei contratti con i fornitori dell'indotto industriale del Centro Oli (COVA) di Viaggiano (Potenza) in Basilicata e la cassa integrazione, ENI commette un suicidio aziendale. Chiediamo come FederPetroli Italia, che si rifletta, prima di fare altre operazioni azzardate da parte dell'azienda energetica di Stato>> le parole del Presidente di FederPetroli Italia - Michele Marsiglia dopo la decisione dell'ENI di bloccare i contratti con i fornitori e la cassa integrazione dei lavoratori del sito industriale di Viggiano.

Continua Marsiglia <<Certamente con un  sequestro la situazione non è facile e sta comportando all'azienda ed a tutto l'indotto energetico una grande perdita economica, ma a soli pochi giorni dal sequestro non si possono decretare decisioni così azzardate e da kamikaze. Adesso non c'è più in gioco solo un logo con un cane a sei zampe ma il destino di aziende, lavoratori e famiglie.

Ad un grande colosso energetico mondiale come ENI, basta un'inchiesta per destabilizzare lo scenario industriale? Sembra del tutto esagerato. Se l'ENI avesse investito in questi ultimi anni sul terriotorio italiano con una diversificazione di attività e secondo una chiara Strategia Energetica in diversi segmenti dell'energia, sicuramente non si sarebbe arrivati a tutto questo, è evidente che oggi l'azienda verte in una situazione di stallo nelle attività strategiche e produttive. Stanno sbagliando la politica di sviluppo industriale e questo è un errore che pagheranno tutte le aziende.

Stiamo facendo di tutto per creare lavoro, rendere più semplici gli accreditamenti per le aziende, puntare su una eco-sostenibilità per ristabilire un equilibrio industriale e sociale ed invece assistiamo a queste decisioni che non si sa di chi. Chi si assume la responsabilità di queste decisioni? Non penso gli azionisti ENI ed i tanti lavoratori>>

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Il Consiglio di Amministrazione di Credem, presieduto da Giorgio Ferrari, ha approvato nella seduta odierna i risultati individuali e consolidati del primo trimestre 2015

“La crescita che abbiamo registrato nel 2014 sta proseguendo nel primo scorcio dell’anno anche nell’attuale contesto di mercato. Nel solo comparto dei prestiti, nei primi tre mesi dell’esercizio, siamo cresciuti del 6,6% anno su anno per uno stock di oltre 1,3 miliardi di euro. Continueremo nel corso del 2015 ad investire sullo sviluppo commerciale sia con l’assunzione di professionisti sia con nuovi prodotti e servizi adatti a seguire l’evoluzione delle esigenze della nostra clientela. Quest’ultima sta aumentando numericamente in modo costante confortandoci del lavoro finora svolto e stimolandoci a ricercare soluzioni innovative, sempre nel rispetto di una crescita equilibrata e sostenibile”, ha dichiarato Adolfo Bizzocchi, Direttore Generale Credem.

 A fine marzo 2015 il Gruppo Credem ha assunto 73 persone(3) ed aumentato del 6,6% a/a i prestiti(1) con un incremento dello stock di circa 1,3 miliardi di euro a/a in valore assoluto, di cui 182 milioni di euro di nuovi mutui (+51,5% a/a), mantenendo elevata la qualità dell’attivo. La raccolta(1) complessiva da clientela è cresciuta dell’11,8% a/a, +6 miliardi circa in valore assoluto rispetto al fine marzo 2014. L’utile netto consolidato è pari a 84 milioni di euro in crescita del 47,4% a/a rispetto a 57 milioni di euro di fine marzo 2014 beneficiando principalmente dei proventi da trading.

 Risultati economici consolidati

 Il margine di intermediazione cresce del 23,2% a/a a 353,1 milioni di euro rispetto a 286,7 milioni di euro a fine marzo 2014. Il margine finanziario(4) si attesta a 106,2 milioni di euro rispetto a 123,6 milioni di euro dello stesso periodo del 2014 (-14,1% a/a) influenzato dai tassi applicati alla clientela per supportare lo sviluppo commerciale e dal riposizionamento del portafoglio di proprietà da titoli governativi italiani, con ristretti margini di ulteriore apprezzamento di valore, a titoli governativi europei “core” e sovranazionali di analoga scadenza. Tale ricomposizione ha invece positivamente influenzato il margine servizi(5)(6) che infatti è in crescita del 51,4% a/a a 246,9 milioni di euro rispetto a 163,1 milioni di euro a fine marzo 2014. Nel dettaglio, è in forte crescita l’aggregato trading titoli, cambi e derivati, ma anche il contributo della gestione assicurativa vita di Gruppo e le commissioni, in particolare quelle relative ai prodotti gestiti.

 Per quanto riguarda i costi operativi(6), questi hanno raggiunto 175,5 milioni di euro rispetto a 166,7 milioni di euro di fine primo trimestre 2014 (+5,3% a/a) in coerenza con gli investimenti per la crescita commerciale e lo sviluppo del Gruppo. Le spese amministrative sono pari a 55 milioni di euro (+1,9% rispetto a marzo 2014), mentre le spese relative al personale si attestano a 120,5 milioni di euro (+6,9% a/a).

 l cost/income(7) è pari a 49,7% in contrazione sia rispetto al 58,1% di fine marzo 2014 sia rispetto al 61,3% di fine 2014.

Il risultato lordo di gestione segna +48% a/a attestandosi a 177,6 milioni di euro rispetto a 120 milioni di euro dello stesso periodo del 2014. Gli ammortamenti sono pari a 9,5 milioni di euro rispetto a 9,2 milioni di euro nel primo trimestre 2014 (+3,3% a/a). Il risultato operativo cresce del 51,7% a/a per raggiungere 168,1 milioni di euro rispetto a 110,8 milioni di euro nello stesso periodo del 2014.

 Gli accantonamenti per rischi ed oneri ammontano a 9,4 milioni di euro (2,3 milioni di euro a fine marzo 2014) e comprendono 5,1 milioni di euro relativi alla prima quota annuale di contribuzione al Fondo Nazionale per la Risoluzione previsto dalla Direttiva BRRD (Bank Recovery and Resolution Directive). Le rettifiche nette di valore su crediti(1) sono pari a 36,8 milioni di euro rispetto a 13,5 milioni di euro nel primo trimestre 2014. In particolare si è proceduto, a seguito di un aggiornamento delle policy creditizie coerente con uno scenario economico ancora particolarmente debole e con il rigoroso approccio valutativo applicato dal Gruppo, all’incremento del livello di copertura dei crediti problematici e dei crediti in bonis, sia rispetto a marzo 2014 sia rispetto a dicembre 2014. Il saldo delle componenti straordinarie è pari a 5,4 milioni di euro (-1,6 milioni di euro a fine marzo 2014).

 L’utile ante imposte è di 127,3 milioni di euro, +36,3% rispetto a 93,4 milioni di euro nello stesso periodo del 2014. Le imposte sul reddito sono pari a 43,3 milioni di euro (+19% rispetto a 36,4 milioni di euro a fine marzo 2014). L’utile netto consolidato raggiunge gli 84 milioni di euro, in crescita del 47,4% rispetto a 57 milioni di euro nel primo trimestre 2014 beneficiando principalmente dei proventi da trading.

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OILGAS CLIMATE INITIATIVE

Il Commissario europeo per l’Unione energetica, Maroš Šefčovič,ha incontrato  l’AD di Eni Claudio Descalzi

Ufficio Stampa ENI

Roma, 3 dicembre 2015 - Il Vice-Presidente della Commissione europea e Commissario europeo per l’Unione Energetica, Maroš Šefčovič, ha incontrato a Roma l’Amministratore Delegato di Eni, Claudio Descalzi nella sede della società.

Durante l’incontro si è discusso, tra le altre cose, di sicurezza energetica, delle prospettive di sviluppo del bacino di levante nel mediterraneo orientale, del ruolo dell'Italia come crocevia del mercato del gas europeo e dell'esigenza di un sistema di trasporto interconnesso tra i vari paesi europei,nell’ambito della strategia dell’Unione Energetica Europea portata avanti dallo stesso Vice Presidente UE. Durante il colloquio, in riferimento alla Conferenza sul Clima di Parigi, è stato affrontato il paradosso dell'uso del carbone nel mix energetico europeo.

L'incontro ha offerto all’AD di Eni l’opportunità di confermare al Vice Presidente Ue l’impegno della società verso le sfide poste dal cambiamento climatico.

Eni fa anche parte della Oil&Gas Climate Initiative, una iniziativa volontaria di alcune grandi società del settore energetico, che si propone di catalizzare azioni concrete sui cambiamenti climatici attraverso la collaborazione e la condivisione di best practice. Eni è inoltre tra i primi firmatari del progetto Global Gas Flaring Reductionpromosso dalla Banca Mondiale.

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Asti, 30 aprile 2015 - Il Consiglio di Amministrazione di Banca C.R. Asti S.p.A., riunitosi sotto la presidenza del dottor Aldo Pia, facendo seguito alla deliberazione già assunta in data 19 marzo 2015, ha approvato all’unanimità la proposta di aumento del capitale sociale a pagamento che sarà sottoposta all’approvazione dell’assemblea straordinaria degli azionisti.

La proposta prevede un aumento del capitale sociale a pagamento, scindibile, per un controvalore complessivo massimo di Euro 200 milioni circa, incluso il sovrapprezzo, da offrire in opzione a tutti gli azionisti della Banca e al pubblico (in relazione alle azioni che non siano state sottoscritte nell’ambito dell’offerta in opzione, anche a seguito dell’esercizio del diritto di prelazione da parte degli aventi diritto ai sensi dell’art. 2441, comma 3, del cod. civ.).  La proposta prevede inoltre che il prezzo di sottoscrizione sia compreso tra un minimo di Euro 12,50 ed un massimo di Euro 14,50 per ciascuna azione, incluso il sovrapprezzo.  La forchetta di prezzo è stata determinata sulla base di metodologie di valutazione di comune applicazione (post distribuzione dei dividendi relativi all’esercizio 2014) e applicando uno sconto in linea con le prassi di mercato per operazioni similari effettuate nell’anno 2014. L’Assemblea straordinaria degli Azionisti sarà chiamata, in sede di approvazione dell’aumento di capitale, a conferire al Consiglio di Amministrazione i necessari poteri per definire, tra l’altro, le modalità ed i termini dell’aumento di capitale e, in prossimità dell’avvio dell’operazione, il prezzo di sottoscrizione delle azioni ordinarie di nuova emissione, il numero massimo di nuove azioni ordinarie da emettere e il relativo rapporto di opzione.

Il prezzo di sottoscrizione così definito contribuirà alla base di calcolo per la determinazione del valore teorico del diritto di opzione. L’assemblea straordinaria degli azionisti sarà convocata per il giorno 28 maggio 2015, in prima convocazione, e, occorrendo, in seconda convocazione, il 29 maggio 2015. Si prevede che l’offerta relativa all’aumento di capitale possa avvenire nel secondo/terzo trimestre del 2015, subordinatamente al rilascio delle autorizzazioni da parte di Banca d’Italia, all’approvazione assembleare, nonché all’approvazione del Prospetto Informativo da parte di Consob. Come già anticipato con comunicato stampa del 19 marzo scorso, il principale obiettivo dell’aumento di capitale consiste nell’incrementare il livello di patrimonializzazione della Banca e del Gruppo al fine di garantire un’adeguata dotazione di mezzi propri a supporto delle proprie prospettive strategiche. Il presente comunicato e le informazioni ivi contenute non includono o costituiscono un’offerta di sottoscrizione di strumenti finanziari, o una sollecitazione di un’offerta a sottoscrivere strumenti finanziari né in Italia né negli Stati Uniti, in Australia, Canada o Giappone né in qualsiasi altro Paese in cui tale offerta o sollecitazione sarebbe soggetta all’autorizzazione da parte di autorità locali o comunque vietata ai sensi di legge (gli “Altri Paesi”). Il presente comunicato, parte di esso o la sua distribuzione non possono costituire la base di, né può essere fatto affidamento sullo stesso rispetto a, un eventuale accordo o decisione di investimento. Qualsiasi decisione di investimento potrà essere basata esclusivamente sul Prospetto Informativo che la Banca dovrà pubblicare prima dell’avvio dell’offerta ai sensi di legge.

 

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La scoperta supergiant in seguito al suo pieno sviluppo potrà garantire la soddisfazione della domanda egiziana di gas naturale per decenni. In base ai dati acquisiti in pozzo e alle evidenze geofisiche a disposizione, il giacimento può avere un potenziale fino a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto e rappresentare quindi una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale, situata in un permesso detenuto da Eni al 100%.

L’Ad di Eni Claudio Descalzi nelle scorse ore si è recato al Cairo per illustrare il nuovo successo esplorativo ai vertici istituzionali del Paese San Donato Milanese (MI), 30 agosto 2015 – Eni ha effettuato una scoperta di gas di rilevanza mondiale nell'offshore egiziano del Mar Mediterraneo, presso il prospetto esplorativo denominato Zohr. Il pozzo Zohr 1X, attraverso il quale è stata effettuata la scoperta, è situato a 1.450 metri di profondità d’acqua, nel blocco Shorouk, siglato nel gennaio 2014 con il Ministero del Petrolio egiziano e con la Egyptian Natural Gas Holding Company (EGAS) a seguito di una gara internazionale competitiva.
Dalle informazioni geologiche e geofisiche disponibili, e dai dati acquisiti nel pozzo di scoperta, il giacimento supergiant presenta un potenziale di risorse fino a 850 miliardi di metri cubi di gas in posto (5,5 miliardi di barili di olio equivalente) e un’estensione di circa 100 chilometri quadrati. Zohr rappresenta la più grande scoperta di gas mai effettuata in Egitto e nel mar Mediterraneo e può diventare una delle maggiori scoperte di gas a livello mondiale. Questo successo esplorativo offrirà un contributo fondamentale nel soddisfare la domanda egiziana di gas naturale per decenni.
Eni svolgerà nell’immediato le attività di delineazione del giacimento per assicurare lo sviluppo accelerato della scoperta che sfrutti al meglio le infrastrutture già esistenti, a mare e a terra.
Il pozzo  Zohr 1X, che è stato perforato a 4.131 metri di profondità complessiva, ha incontrato circa 630 metri di colonna di idrocarburi in una sequenza carbonatica di età Miocenica con ottime proprietà della roccia serbatoio. La struttura di Zohr presenta anche un potenziale a maggiore profondità, che sarà investigato in futuro attraverso un pozzo dedicato.
L’Amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, si è recato nelle scorse ore al Cairo per aggiornare il Presidente egiziano, Abdel Fattah Al-Sisi, su questo importante successo, e per parlare della nuova scoperta con il Primo Ministro del paese, Ibrahim Mahlab, e con il Ministro del Petrolio e delle Risorse Minerarie, Sherif Ismail.
L’AD di Eni ha commentato: “E’ un giorno davvero importante per la nostra società e le persone di Eni. Questo importante risultato è la conferma delle nostre competenze e delle nostre capacità di innovazione tecnologica con immediata applicazione operativa, e dimostra soprattutto lo spirito di forte collaborazione tra tutte le componenti aziendali che sono alla base di questi grandi successi. La strategia che ci ha portato a insistere nella ricerca nelle aree mature di paesi che conosciamo da decenni si e' dimostrata vincente, a riprova che l’Egitto presenta ancora un grande potenziale. Questa scoperta storica sarà in grado di trasformare lo scenario energetico di un intero paese, che ci accoglie da oltre 60 anni. L'esplorazione si conferma al centro della nostra strategia di crescita: negli ultimi 7 anni abbiamo scoperto 10 miliardi di barili di risorse e 300 milioni negli ultimi sei mesi, confermando così la posizione di Eni al top dell'industria. Questa scoperta assume un valore ancora maggiore poiché fatta in Egitto, paese strategico per Eni, dove possono essere sfruttate importanti sinergie con le istallazioni esistenti permettendoci una rapida messa in produzione”.
Eni, attraverso la controllata IEOC Production BV, detiene nella licenza di Shorouk la quota del 100% e ne è l’operatore. Eni e’ presente in Egitto dal 1954, dove opera attraverso IEOC, ed e’ stata storicamente precursore nell’ esplorazione e sfruttamento delle risorse gas nel paese fin dalla scoperta del Campo di Abu Maadi nel 1967. Ricorrendo a nuovi modelli esplorativi e massimizzando l’utilizzo di nuove tecnologie operative, Eni, attraverso le compagnie operative pariteticamente partecipate con EGPC, AGIBA e PETROBEL, ha raddoppiato negli ultimi 3 anni la produzione di olio nelle concessioni del Western Desert e di Abu Rudeis nel Golfo di Suez e dato nuovo impulso produttivo nell’onshore del Delta del Nilo in seguito alla scoperta di Nidoco NW 2 (Nooros prospect) già in produzione.
Eni è il principale produttore di idrocarburi nel Paese con una produzione equity di circa 200 mila barili di olio equivalente al giorno.

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Vi segnaliamo un interessante e originale contributo del Professor Santorsola, Ordinario di Economia degli intermediari Finanziari, Università Parthenope di Napoli. 

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Roma, 3 luglio 2015 – Eni comunica che il Prof. Luigi Zingales* ha rassegnato le proprie dimissioni dal Consiglio d’Amministrazione di Eni.
Il Consiglio ringrazia il Prof. Zingales per il fattivo contributo dato in questi mesi.
Il Consiglio di Amministrazione procederà alla sostituzione del Consigliere dimissionario ai sensi di legge.
Riportiamo di seguito la lettera che il Prof. Zingales ha inviato al Consiglio d’Amministrazione e al Presidente del Collegio Sindacale Eni:
Cari colleghi,
Con la presente vi comunico le mie irrevocabili dimissioni da consigliere di amministrazione di Eni spa, effettive dal ricevimento della presente lettera, per non riconciliabili differenze di opinione sul ruolo del consiglio nella gestione della società. Vi sarei grato se poteste chiedere alla struttura Eni di assolvere le comunicazioni di rito nel caso di dimissioni di un consigliere e inviare un comunicato stampa con la notizia e le motivazioni di cui sopra.
Faccio il mio migliore augurio di successo all’Eni e a tutti i suoi dipendenti, che ammiro per la dedizione con cui lavorano.
* Consigliere indipendente, componente del Comitato Controllo e Rischi e del Comitato per le Nomine.

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Segnaliamo l’ultimo comunicato stampa di una delle società del gruppo Legg Mason – Royce – specializzata nell’azionario small cap. Secondo il gestore selezionare società nei settori difensivi non è più di per sé una strategia avversa al rischio. Legg Mason Global Asset Management  è una società di gestione patrimoniale che opera su scala globale, con attivi in gestione (AUM) pari a 654mldUSD al 31 maggio 2013. Legg Mason offre soluzioni di gestione attiva degli asset presso numerosi centri d’investimento presenti in tutto il mondo. La sede ufficiale si trova a Baltimora, Maryland, e le azioni ordinarie della società sono quotate alla borsa di New York (simbolo: LM).

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