Oltre nove famiglie italiane su dieci si trovano in condizioni di «debolezza economica». Una su quattro non è in grado di affrontare spese impreviste. Emerge da uno studio del Forum Ania-Consumatori, ripreso da Ansa, in collaborazione con l'Università di Milano si 3.202 capi famiglie, presentata oggi a Roma. Il 94% dei nuclei familiari, infatti, potrebbe essere in difficoltà di fronte a shock economici come la perdita del posto di lavoro, infortuni o malattie.
 
Il 70% riuscrirebbe a far fronte a grosse uscite impreviste solo con difficoltà. Tra gli elementi che aumentano la vulnerabilità economica: lo stato di separato o divorziato, l'essere donna e il risiedere al Sud. Al contrario, la fragilità diminuisce all'aumentare del livello di istruzione, con lavori a tempo indeterminato e la proprietà della casa in cui si vive. Incidono anche sul rischio caratteristiche psicologiche come l'impulsività e la scarsa attitudine a sostenere sacrifici. Secondo il presidente del Censis, Giuseppe De Rita, questo atteggiamento è dovuto a «un'angoscia diffusa, eravamo poveri, siamo diventati ceto medio e poi agiati. Ormai tutti, e se non noi i nostri figli, dovremo scendere di qualche gradino, se non di qualche puano. E questa convinzione porta ad assumere scelte irrazionali» come l'assenza di misure di prevenzione, ha detto.
 
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