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Categoria: News
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In seguito all'intervento a Ballarò del presidente di Assofinance, intendo avvalorare la tesi di sottostima del rischio sistemico che il mondo della finanza sta oggi correndo. Paradossalmente si dovrebbe dire che Lei sia stata fin troppo “morbida” nell’esprimere una posizione che è sostanzialmente self-evident. Il fatto che poi la reazione sia stata così scomposta è sintomo di un “nervo scoperto” che si è andato a toccare, seppur con mano fin troppo leggera.

Chi come noi da anni si occupa di strumenti finanziari “avariati” (vd. derivati, mutui e leasing usurari, anatocismo su conti correnti, etc. – ad es. si consulti. il mio ultimo intervento su Soldi-online: http://www.soldionline.it/guide/diritti-investitore/i-concetti-di-anatocismo-e-usura) sa fino troppo bene che concetti come usura, truffa, se non addirittura estorsione non sono -ahimè!- esclusivo appannaggio di loschi individui e/o associazioni criminali ai margini della società.

Al contrario figure istituzionali - e ben più “rassicuranti”- come Direttori di filiali bancarie, Responsabili Corporate di grandi gruppi bancari e i vertici stessi delle Banche, tanto calorosamente difese dal dott. Abete, sono spessissimo alla ribalta della cronaca giudiziaria in processi civili e penali a loro carico, nei quali molti di noi (il sottoscritto compreso) sono consulenti di parte delle Aziende (CTP) se non periti di tribunale (CTU)  o consulenti tecnici degli organi inquirenti (Pubblici Ministeri).
Sulle ragioni della crisi, quindi, se qualcosa è da imputare ai consulenti finanziari indipendenti non è tanto “l’allarmismo” o il “catastrofismo”, bensì, semmai, la frammentazione degli stessi in troppe “parrocchie” (passatemi il termine!) che finisce di fare il gioco proprio delle banche.
 
Simone Galimberti, associato Assofinance

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