Nella giornata del 2 febbraio si è svolta l'audizione del Presidente Vegas alla VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui rapporti tra banche e imprese con particolare riferimento agli strumenti di finanziamento

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Modifiche al regolamento di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, concernente la disciplina degli emittenti, adottato con delibera n. 11971 del 14 maggio 1999 e successive modifiche e al regolamento recante norme di attuazione del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 in materia di mercati, adottato con delibera n. 16191 del 29 ottobre 2007 e successive modifiche

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Il valore del debito è diminuito per il secondo mese consecutivo portandosi a 1.883,7 miliardi. Lo rileva Bankitalia nel Supplemento al bollettino statistico di novembre, ripreso da Adnkronos. La diminuzione nominale del debito rispetto al mese precedente (15,8 miliardi), riflette soprattutto il decumulo delle attività del Tesoro presso la Banca d'Italia (-29,0 miliardi, a 15,6 miliardi) controbilanciato dal fabbisogno registrato in questo mese (13,2 miliardi), rileva la banca centrale.

Sul fronte del fabbisogno, escludendo le erogazioni in favore della Grecia e la quota di competenza dell'Italia dei prestiti erogati dall'Efsf, il fabbisogno nei primi nove mesi è diminuito di 5,2 miliardi. Il miglioramento è attribuibile principalmente all'aumento delle entrate fiscali (in particolare il gettito dell'IVA e i proventi delle accise sulle risorse energetiche), parzialmente controbilanciato dall'incremento della spesa per interessi.
 
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In Italia esistono due mercati regolamentati di strumenti finanziari derivati accessibili agli investitori retail entrambi gestiti da Borsa Italiana: il SeDex, dove sono trattati covered warrant (CW) e altri strumenti derivati cartolarizzati, e l'IDEM, dove sono invece trattate opzioni su singole azioni o sull'indice azionario FtseMib. Alcuni strumenti negoziati sui due mercati sono perfettamente identici sotto il profilo economico-finanziario, trattandosi di opzioni con stesso sottostante, scadenza e strike price, ma sono scambiati a prezzi significativamente diversi.

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Sui tassi dei finanziamenti

«A settembre i tassi sui finanziamenti alle società non finanziarie per i prestiti fino a 1 milione di euro sono rimasti sostanzialmente invariati al 4,16% (rispetto al 4,15 di agosto). I tassi sui prestiti di ammontare superiore a tale importo sono aumentati nel mese al 3,05 % (dal 3,00 % del mese precedente)».  «I tassi di interesse, comprensivi di spese accessorie, sui mutui per l'acquisto di abitazioni erogati nel mese alle famiglie sono stabili al 3,69% (3,70 % in agosto) e quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo al 9,24 (9,23% ad agosto). I tassi passivi sui depositi in essere sono cresciuti allo 0,96% dallo 0,94 % di agosto», conclude Bankitalia. (Rem/Col/Adnkronos)

Sulle sofferenze

Sofferenze bancarie in calo a settembre. «Il tasso di crescita sui dodici mesi delle sofferenze è sceso a settembre al 23,4 % (23,9 % in agosto)». La raccolta bancaria è in ripresa. «A settembre il tasso di crescita sui dodici mesi dei depositi del settore privato è stato pari allo 0,2% (0 ad agosto), quello della raccolta obbligazionaria al 5,2% (4,7 % in agosto)», conclude Bankitalia. 

Sulla concessione del credito

«A settembre 2011 il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti alle famiglie è stato pari al 4,5% (4,6 ad agosto), quello dei prestiti alle società non finanziarie al 4,7% (4,9 ad agosto), quello dei prestiti al settore privato al 4,0% (4,1 ad agosto)». È quanto si legge nel supplemento al Bollettino Statistico«Moneta e banche» di Bankitalia. (Rem/Col/Adnkronos)

 

 

 

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La Commissione Consob ha sottoposto alla consultazione dei partecipanti al mercato un documento che contiene proposte di modifica del regolamento emittenti (Re), in attuazione delle deleghe contenute negli artt. 147-ter, comma 1-ter, e 148, comma 1-bis, del Tuf, come modificati dalla legge 12 luglio 2011, n. 120, in materia di equilibrio tra generi nella composizione e nomina degli organi sociali delle società quotate (cc.dd. “quote rosa”).

Il 12 luglio 2011 è stata approvata la legge n. 120 con la quale, analogamente a quanto avvenuto in diversi ordinamenti europei, sono state introdotte in Italia le quote di genere per la composizione degli organi sociali delle società quotate (nonché delle società a controllo pubblico).

I nuovi commi 1-ter dell’art. 147-ter e 1-bis dell’art. 148 del Tuf impongono alle società quotate il rispetto di un criterio di composizione di genere degli organi sociali, in base al quale al genere meno rappresentato spetta almeno un terzo degli organi di amministrazione e controllo.

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La Financial Services Authority (Fsa), autorità di vigilanza del Regno Unito, segnala che le società:
 
- Greenfield and Associates (www.greenfieldconsultancy.com), con sede dichiarata a New York;
 
- Westgate & Greene Associates (www.westgategreene.com), con sede dichiarata a Singapore;
 
- Castle Rock Corporate Finance (www.castlerock-cf.com), con sede dichiarata a Tokyo;
 
- Alderton Consultants (www.alderton-consultants.com), con sede dichiarata a Zurigo;
 
- Warren Fisher & Associates (www.warrenfisherassociates.com), con sede dichiarata a New York;
 
stanno offrendo servizi di investimento senza la prevista autorizzazione.
 
* * *
 
La Finanstilsynet, autorità di vigilanza norvegese, segnala che le società:
 
- Bergmann & Co International (www.bergmannco-international.com), con sede dichiarata a Hong Kong;
 
- McPherson Gordon ltd (www.mcphersongordon.com), con sede dichiarata a St Louiss (Missouri);
 
stanno offrendo servizi di investimento senza la prevista autorizzazione.
 
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L'Esma (European Securities and Markets Authority), l’autorità europea per i mercati finanziari alla quale partecipa anche la Consob, ha pubblicato il parere finale per la regolamentazione dei fondi alternativi che ricadono sotto la direttiva Aifmd (Directive on Alternative Investment Fund Managers). Il documento (Esma/2011/379) è stato elaborato dal gruppo di esperti sul risparmio gestito guidato dal presidente della Consob, Giuseppe Vegas, all’esito di ampie consultazioni dei partecipanti al mercato (v. “Consob Informa” n. 29 e n. 33/2011). Il testo è stato trasmesso il 16 novembre 2011 alla Commissione europea che metterà a punto le relative misure di attuazione sulla base del parere dell’autorità europea.
 
La regolamentazione proposta dall’Esma definisce una cornice normativa complessiva per i fondi alternativi (principalmente hedge funds, fondi di private equity e di real estate), per le società di gestione e per le banche depositarie. Il documento intende inoltre contribuire agli obiettivi della direttiva Aimfd: aumentare la trasparenza, prevenire l’insorgere di rischi sistemici e conseguire una più ampia tutela degli investitori. Il parere indica, tra l’altro, i principi generali e le soglie dimensionali che consentono di valutare se un gestore sia o meno assoggettato alla direttiva,  unitamente ai requisiti di trasparenza e alle condizioni di impiego della leva finanziaria che dovranno essere adottati dalle società di gestione.
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La fase di crisi finanziaria che, negli ultimi anni, ha interessato taluni emittenti esteri ha determinato un più ampio ricorso a operazioni di ristrutturazione del debito, anche attraverso offerte di scambio (e/o di acquisto e scambio) dei titoli obbligazionari originariamente emessi - e presenti anche nei portafogli della clientela retail italiana - con altri strumenti finanziari o con una somma in denaro a titolo di "rimborso" anticipato, seppure parziale rispetto al valore nominale del titolo.
 
Alcuni emittenti, come consentito dalla normativa comunitaria, hanno preferito non realizzare l'operazione di scambio attraverso un'offerta al pubblico in senso proprio, avvalendosi delle esenzioni previste dalla Direttiva 2003/71/CE (la Direttiva Prospetto), e, quindi, non procedendo alla pubblicazione di un prospetto informativo né nel proprio Paese di origine, né, tantomeno, in Italia.
 
Le operazioni di scambio sono state, di norma, accompagnate da annunci resi dall'emittente sul proprio sito internet e realizzate attraverso documenti non sottoposti alla preventiva approvazione da parte di Autorità di vigilanza, mediante un'informativa fornita ai depositari centralizzati dei relativi titoli.
 
In alcuni casi, detti annunci contenevano limitazioni fattuali alla possibilità per i portatori retail di conferire i propri titoli in cambio dei "nuovi" o del "rimborso parziale" programmato, limitando, a titolo esemplificativo, l'offerta a "investitori qualificati" o a portatori di titoli per un ammontare superiore a 50.000 Euro.
 
In altre occasioni, gli offerenti, attraverso apposite clausole riportate nei relativi annunci, hanno espressamente escluso gli investitori italiani dalla possibilità di partecipare all'offerta, prevedendo, oltre al divieto di procedere alla distribuzione di documentazione relativa alla proposta di acquisto o di scambio in Italia, anche l'inefficacia di eventuali adesioni provenienti da tali investitori.
 
Si è, inoltre, osservato che, talora, gli investitori anche italiani hanno visto automaticamente modificati termini e condizioni del proprio prestito obbligazionario per effetto di una decisione assunta dalla maggioranza degli obbligazionisti, ad esito di una procedura di "consent solicitation".(1)
 
La mancata promozione in Italia di offerte pubbliche di scambio promosse da emittenti esteri - dovuta, secondo gli offerenti, all'eccessiva onerosità delle procedure previste dal nostro ordinamento – non è un fenomeno nuovo e la Consob, già a partire dal 2009(2), aveva preso atto di tale circostanza e adottato talune misure interpretative in materia di redazione dei documenti di offerta, per ovviare ad una prassi che comprometteva la parità di trattamento degli investitori italiani rispetto a quelli di altri Paesi europei. Successivamente, sono state introdotte semplificazioni legislative e regolamentari volte a consentire lo svolgimento in Italia di offerte pubbliche di scambio aventi ad oggetto titoli di debito attraverso l'applicazione diretta della normativa di recepimento della Direttiva Prospetto, in luogo della specifica normativa italiana in materia di offerta pubblica di acquisto e scambio.
 
Inoltre, in occasione delle modifiche al Regolamento Emittenti relative alla disciplina delle Offerte pubbliche di acquisto e di scambio(3), è stato introdotto un ampio regime di esenzioni anche in relazione a numerose fattispecie aventi ad oggetto titoli di debito.(4)
 
Infine, nell'ambito delle consultazioni relative alle suddette modifiche regolamentari, ha formato oggetto di approfondimenti anche l'istituto delle consent solicitation: ad esito di tale dibattito, riconsiderando precedenti orientamenti e alla luce dell'analisi comparata, si è ritenuto che tali operazioni siano estranee alla categoria delle offerte pubbliche di acquisto e scambio, delle quali costituisce elemento essenziale l'accettazione della proposta da parte di ogni singolo oblato(5). Conseguentemente, anche gli obbligazionisti italiani possono ricevere informazioni e partecipare alle suddette deliberazioni senza che l'emittente incorra in alcun obbligo informativo nei loro confronti, ulteriore rispetto a quelli normalmente adempiuti in occasione di tali modifiche.
 
Con riferimento a tali aspetti, occorre altresì ribadire il consolidato orientamento della Consob(6), secondo il quale, anche in assenza di un prospetto/documento di offerta rivolto agli investitori italiani, "nella normativa nazionale non vi sono disposizioni che precludano la possibilità per i soggetti residenti in Italia di cedere i propri titoli nel corso di un'offerta che non sia promossa anche in Italia. La mancata predisposizione della documentazione relativa all'offerta pubblica ... comporta infatti esclusivamente che l'offerente non possa svolgere alcuna attività promozionale e/o di carattere informativo in Italia. La mancata accettazione delle adesioni provenienti da soggetti residenti in Italia non trova pertanto alcun fondamento in disposizioni normative o regolamentari italiane".
 
Tutto ciò considerato, al fine di evitare che la scelta dell'emittente di non predisporre un prospetto/documento di offerta per l'operazione di scambio finisca per tradursi in limitazioni fattuali dei diritti dei portatori dei titoli oggetto dello scambio, risulta opportuno, alla luce delle caratteristiche delle fattispecie sopra riportate, richiamare l'attenzione del pubblico e degli operatori su alcuni principi.
 
In particolare, tenuto conto che la relazione tra l'emittente/offerente e l'investitore al dettaglio non è di tipo diretto ma transita di norma per un intermediario che – seppure con diverse modalità (e correlate responsabilità), svolge una funzione di filtro nell'interesse del risparmiatore - va considerato che, pur in presenza di un'operazione di scambio per la quale non sia stato pubblicato un prospetto/documento d'offerta o comunque non rivolta a investitori italiani, sussiste, in ogni caso, il dovere dell'intermediario, che svolge per il proprio cliente, specie al dettaglio, il servizio accessorio di "custodia ed amministrazione titoli"(7), di "operare in modo che [i clienti] siano sempre adeguatamente informati"(8).
 
Deve, infatti, ritenersi che informare il portatore di un titolo oggetto di un'operazione di scambio dell'esistenza dell'iniziativa stessa, delle sue caratteristiche e delle conseguenze che può comportare per l'investimento interessato, rientri fra i doveri dell'intermediario di protezione dell'interesse del cliente e non determini di per sé alcuna ipotesi di offerta al pubblico.
 
E, d'altra parte, trattandosi di necessaria informativa al cliente su un'operazione che riguarda i titoli da esso già detenuti (e non di promozione dell'adesione ad un'offerta) i relativi "esiti" potranno anche essere diversi dalla raccolta (o meno) di "ordini" di procedere allo scambio, potendo, ad esempio, il cliente - anche con l'assistenza dell'intermediario che nel suo interesse svolge un servizio accessorio e di investimento - decidere di vendere il titolo sul mercato prima della scadenza dell'operazione di scambio.
 
IL PRESIDENTE
Giuseppe Vegas
 
_______________
 
1. Si tratta di quelle operazioni societarie in cui i titolari di prodotti finanziari sono chiamati ad approvare modifiche dei termini, condizioni o altre clausole dei relativi regolamenti o statuti, mediante concorso ad una deliberazione o altra decisione che abbia il potere di vincolare anche i titolari assenti, astenuti o dissenzienti.
 
2. Cfr. la comunicazione DEM/9034174 del 16 aprile 2009.
 
3. Cfr. Delibera Consob n. 17731 del 5 aprile 2011.
 
4. Cfr. in particolare art. 35-bis commi 3 e 4 del Regolamento n. 11971/99.
 
5. Cfr. Documento di esiti della seconda consultazione del 5 aprile 2011, pag. 2.
 
6. Cfr. la comunicazione Consob DEM/7085669 del 24 settembre 2007, richiamato nella citata comunicazione Consob DEM/9034174 del 16 aprile 2009.
 
7. Cfr. Art. 1, c. 6, let. a), del TUF.
 
8. Cfr. art 21, comma 1, lett. b) del TUF.
 
 
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