BANNER LUCANO SAM

FEDERPETROLIROMA, 14 Febbraio 2017 - LETTERA AL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO CARLO CALENDA

In merito alla situazione inerente l’indotto energetico italiano, FederPetroli Italia ha inviato una lettera al Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda  manifestando un particolare interesse nel poter fornire un elevato contributo tecnico all’attività ministeriale nell’ambito di una nuova e delineata Strategia Energetica Nazionale S.E.N. che da più anni verte in una situazione di stallo penalizzando le aziende del comparto energetico nazionale.

Il Presidente di FederPetroli Italia – Michele Marsiglia nella missiva al Ministro Calenda evidenzia lo stato di crisi che l'indotto energetico nazionale sta attraversando anche a seguito di una sbagliata legislazione che ad oggi ostacola e non permette alle aziende una focalizzazione mirata degli investimenti in Italia.

L'Italia oggi più che mai è considerata Hub strategico europeo e mediterraneo per progetti di sviluppo che da anni sono fermi sulla carta ma che non possono più attendere.

Pin It
Commenta (0 Commenti)

TRUMPA meno di due settimane dalla sua nomina, con un sorprendente "Executive Order On Core Principles for Regulating the United States Financial System", il presidente Donald Trump ha cancellato la riforma di Wall Street e del mercato finanziario americano conosciuta come “Dodd-Frank Act”.

Di Mario Lettieri (già sottosegretario all'economia) e Paolo raimondi (economista)

Le grandi banche “too big to fail” potranno da oggi tornare ad operare come prima delle crisi globale del 2008, senza restrizioni, senza regole e senza controlli più stringenti.

Questa decisione potrebbe avere delle ripercussioni pericolose e devastanti sul fronte economico e finanziario internazionale, soprattutto in Europa.

La Dodd-Frank, voluta da Obama dopo il fallimento della Lehman Brothers, avrebbe dovuto mettere dei freni alle operazioni finanziarie più rischiose. Tra le restrizioni previste c’era quella specifica di mantenere le operazioni speculative entro un limite percentuale delle loro attività. Erano previsti inoltre maggiori controlli per le banche con 50 miliardi di dollari di capitale che venivano considerate di “rischio sistemico”.

Pur non essendo una legge perfetta essa era stata, anche se parziale, una risposta alla crisi.

Come prevedibile, dopo la sua introduzione, il sistema bancario americano ha operato in modo sistematico e continuo per neutralizzarla.

Adesso, con un colpo di penna, Trump, che già in passato l’aveva definita “un disastro che ha danneggiato lo spirito imprenditoriale americano”, la abroga!

Lo abbiamo scritto qualche settimana fa quando Trump indicò Steve Mnuchin come suo ministro delle Tesoro. Ci sembrò che l’arrivo nell’Amministrazione di ex grandi banchieri avrebbe potuto significare una sicura involuzione a favore dei mercati finanziari.

Mnuchin è stato a capo della Goldman Sachs, una della banche più aggressive nel mondo della finanza. Non solo, nella nuova Amministrazione sono stati imbarcati altri grandi banchieri, tra questi Gary Cohn, ex Goldman Sachs, come direttore del Consiglio economico della Casa Bianca, e Wilbur Ross, ex capo della filiale americana della banca Rothschild, come capo del Dipartimento del Commercio.

La decisione di Trump è arrivata dopo il primo incontro del cosiddetto “Strategic and Policy Forum”, che è il suo gruppo di consiglieri privati, tra i quali Jamie Dimon, capo della JP Morgan e Gary Cohn. Quest’ultimo più volte ha dichiarato che le banche americane continueranno ad avere una posizione dominate nei mercati finanziari internazionali “fintanto che non ci escludiamo noi stessi attraverso un sovraccarico di regole”.

In altre parole si ritorna, purtroppo, al leit motiv secondo cui i mercati si autoregolamentano meglio senza interferenze e direttive del governo.

Al termine dell’incontro Trump ha addirittura dichiarato che “ non c’è persona migliore di Jamie Dimon per parlarmi della Dodd-Frank e delle regole del settore bancario”, mostrando un entusiasmo in verità degno di migliore causa.

Intanto l’ordinanza esecutiva impegna il Segretario del Tesoro, che dovrebbe appunto essere Steve Mnuchin nel caso ottenga l’approvazione del Congresso, a preparare entro 4 mesi un rapporto per una nuova regolamentazione del sistema finanziario. Si è ingenui chiedersi chi saranno i veri beneficiari di tali proposte?

Contemporaneamente è stato firmato un altro memorandum presidenziale soppressivo della regola secondo cui i consulenti devono anteporre l’interesse dei loro clienti a qualsiasi altra considerazione. Secondo Trump va invece rafforzato il principio secondo cui i cittadini devono liberamente fare le loro scelte finanziarie. Non è una cosa da poco. Infatti, in questo modo se un risparmiatore accetta di comprare un titolo ad alto rischio, anche senza capire bene i termini dell’operazione, non potrà in seguito lamentarsi delle eventuali perdite

Non è un caso che la stampa finanziaria di Wall Street abbia salutato le citate decisioni come una coraggiosa scelta di ritorno ad una accentuata deregulation. 

Tali decisioni non possono non suscitare diffuse preoccupazioni in quanti continuano a ritenere che l’economia reale debba essere centrale e tutelata rispetto alle attività speculative.

Perciò le dichiarazioni di Trump, circa una nuova legge Glass-Steagall relativa alla separazione delle attività bancarie, suonano false o come delle mere battute elettorali. C’è da sperare che la proposta di legge per reintrodurre la Glass-Steagall, presentata al Congresso da un gruppo bipartisan appena prima dell’emissione dell’ordine esecutivo, venga discussa e approvata.

E’ ancora presto per dare un giudizio definitivo sull’Amministrazione Trump, ma questi segnali sicuramente non depongono bene.

 


Pin It
Commenta (0 Commenti)

Di Matteo Maria Martinoli - Milano

Renzi docet: "Io ci tengo molto ai rapporti umani"  e sulle correnti PD?  "Dopo il ballottaggio entrerò col lanciafiamme". "M5S è andato benissimo a Roma; benino a Torino ma altrove sparisce!" Ma a quali precedenti inesistenti dei grillini, nella maggior parte di questi comuni in cui si presentano per la prima volta, si riferisce il premier? Ma la perla sul perchè le sue promesse di miglioramento arrancano nel PD e nel Paese: "Anche se ho una forte autostima..."  (lo fa capire con caute perifrasi) non tutto dipende da "me"... Verba Renzia

Pin It
Commenta (0 Commenti)

BANDIERA RUSSAE’ partita un’iniziativa italiana per il reintegro nel G8 della Federazione Russa. E’ un’iniziativa giusta, opportuna e che tiene conto anche degli interessi del nostro Paese.

Di mario Lettieri (già sottosegretario all'Economia) e Paolo Raimondi (economista)

I presidenti del Consiglio Italiano del Movimento Europeo (CIME), dell’istituto di ricerche sociali EURISPES e dell’Istituto Italiano per l’Asia e il Mediterraneo (ISIAMED) hanno scritto una lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, sollecitando il nostro governo a farsi promotore di azioni affinché  il presidente Vladimir Putin possa essere al summit di Taormina, al fine di costruire “ponti” e la necessaria, vera e positiva collaborazione di pace per una efficace cooperazione tra i popoli.  

Come è noto, dal primo gennaio  l’Italia ha la presidenza del G7, di cui sono membri anche gli Stati Uniti, il Canada, il Giappone, la Germania, la Francia e la Gran Bretagna. Gli altri Paesi dell'Ue sono rappresentati dalla Commissione europea, che, si ricordi, non può ospitare i vertici ne presiederli.

Quindi a maggio a Taormina si terrà il prossimo summit dei capi di stato e di governo con la presenza di nuovi leader mondiali, come il Presidente americano Donald Trump, il prossimo Presidente francese e il Primo ministro inglese Theresa May.

E’ noto che, dal 1998 fino al 2014, al G8 ha partecipato anche la Federazione Russa. A seguito della crisi in Ucraina, del referendum in Crimea e delle conseguenti sanzioni, è stata impedita tale partecipazione.

Pertanto a Taormina, purtroppo, potrebbe non esserci, ancora una volta, il Presidente della Federazione Russa. In merito riteniamo che il meeting potrebbe essere l’occasione per l’Italia per spingere verso la riapertura di un dialogo costruttivo con Mosca. La Russia, non sfugge a nessuno, è un partner importante. Lo è ancor di più per l’Unione europea, se davvero si vuole agire per affrontare le tante questioni globali. La soluzione di problemi quali quello della sicurezza e delle migrazioni e ovviamente quelli relativi ai costruendi nuovi assetti pacifici e multipolari, non può prescindere dal coinvolgimento della Russia.

Si ricordi che il 2016 si è purtroppo chiuso con il massacro terroristico di cittadini inermi nel mercatino di Natale a Berlino e il 2017 è cominciato con l’orrendo attentato di Istanbul. Sono eventi che pongono al centro della politica europea ed internazionale la questione della sicurezza e della pacificazione e risoluzione dei troppi conflitti regionali  che, come dice il Papa, nel loro insieme, anche se a pezzi, costituiscono la terza guerra mondiale.

Le grandi istituzioni internazionali, a cominciare dall’ONU e dall’Unione europea, sono chiamate ad assumere delle  responsabilità dirette. Ma anche i vertici G20, G7 e G8 sono importanti organismi di coordinamento per affrontare le cause delle tante tensioni legate soprattutto alle maggiori sfide economiche e geopolitiche e dare indicazioni sulle soluzioni più adeguate e condivise.

Perciò riteniamo positivo che il primo ministro Gentiloni abbia già sottolineato la necessità per tutti di abbandonare la logica della guerra fredda, senza rinunciare ai principi, Lo sono anche le recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri, Angelino Alfano, che sembra sollecitare il rientro della Russia nel G8.

Ciò potrebbe aiutare anche la stessa Unione europea a recuperare un ruolo più incisivo nel contesto internazionale. Il vertice di Taormina, città di grande storia proiettata nel Mediterraneo, potrebbe, quindi, essere davvero l’occasione per aprire nuove prospettive di cooperazione e crescita comune.

L’esclusione della Russia sarebbe non solo inopportuna e ingiustificata, ma darebbe l’impressione di una decisione negativa esclusiva dell’Europa, tenuto conto delle più recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti.

Mancando la Russia, oltre alla Cina e all’India che non vi hanno mai fatto parte, il G7 rischia di essere visto nel mondo come un club di amici dell’Occidente. Un club di Paesi che, rispetto al loro Pil, sicuramente occupano le prime posizioni mondiali, ma hanno economie in prolungata stagnazione.

Si rammenti che le perduranti sanzioni incrociate con la Russia penalizzano esclusivamente le economie europee. In proporzione, è l’Italia a rimetterci di più. Se ciò è vero, come è vero, il nostro Paese non può non cogliere l’opportunità di Taormina per assumere un ruolo più incisivo ed avere un maggiore spazio nella scena internazionale, a partire dal Mediterraneo e dalla stessa Europa.

 

Pin It
Commenta (0 Commenti)
Di Matteo Maria Martinoli - Milano 
La normativa appena approvata dal parlamento, viola, palesemente e in diversi
articoli, la Costituzione Italiana istituendo nuove, ma confuse formazioni sociali
composte da una coppia non unita in matrimonio. Non resta che confidare nelle
autonome e libere personali valutazioni dell'attuale primo cittadino d'Italia e già
giudicecostituzionale Sergio Mattarella. Infatti l'Art.74 della Costituzione recita:
"Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio
motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione. Se le Camere approvano
nuovamente la legge, questa deve essere promulgata." In ogni caso se e quando venisse promulgata una tale legge
ordinaria il cui effetto è lo stravolgimento costituzionale, senza ricorso al corretto iter di modifica(utilizzato
efficaciamente nella riforma del Senato), ciascun cittadino unito in matrimonio potrà adire alla Corte Costituzionale
ed essa dovrebbe inesorabilmente dichiararne l'incostituzionalità. Non si migliora la società ampliando il giro
d'affari di burocrati e matrimonialisti.

Pin It
Commenta (0 Commenti)

SI O NO 2Di Matteo Maria Martinoli - Milano

Ogni cittadino almeno venticinquenne della Repubblica Italiana aveva a disposizione almeno cinque schede ogni quinquennio per eleggere i propri rappresentanti:

rispettivamente a Comune (e nei comini più grandi una scheda aggiuntiva per la Circoscrizione), Provincia, Regione, Camera e Senato. Dal 3 aprile 2014 la riforma Del Rio ha tolto al cittadino la scheda per le elezioni provinciali. Dal 4 dicembre 2016, in caso di vittoria dei SI, la riforma Boschi  eliminerà  anche la scheda per il Senato. Naturalmente spetta alla maggioranza dei votanti stabilire se si tratta anche di una diminuzione della propria sovranità o soltanto di un risparmio tipografico.

Pin It
Commenta (0 Commenti)

voloDi Giorgio Ornano

Riportiamo "in media" l'ex "classe media", prima che superi la depressione e torni a vot[l]are.
Renzi oscilla tra colpi d’ ala da statista come la decisa posizione umanitaria pro migranti a la giusta opposizione all’ austerità che soffoca l’ economia in tutta Europa e scivolamenti da furbetto del quartierino, tipo il mancato accorpamento di date tra il referendum sulle trivelle e le amministrative per sabotare il quorum, gettando dalla finestra un sacco di soldi e l’ invito poco democratico a non votarlo, il tutto condito con la consueta arroganza che fece scrivere a un grande giornalista come Ferruccio De Bortoli un articolo memorabile” Il nemico allo specchio” ,nel senso che Renzi doveva temere , più di altri, se stesso. E siccome De Bortoli, allora direttore del “ Corriere della sera”, non scriveva a caso accennò anche a massoni vicini al patto del Nazareno con le parole “sospetti di stantio odore di massoneria”- Al tempo quel riferimento sorprese molti. Ora quelle parole si dimostrano realistiche per l’ aiuto numericamente decisivo dato da Verdini al Governo , ma, soprattutto, per le frequentazioni del padre della Boschi con un individuo impresentabile come Flavio Carboni, sempre al centro di fatti criminali ( non fu lui ad accompagnare Calvi all’ appuntamento con la morte a Londra ?), anche se fu assolto nei 3 gradi di giudizio per questa storia, ma condannato per altri pesanti crimini. Tutto questo a dimostrazione che il giglio magico che attornia Renzi non é propriamente immacolato. E ora il caso Guidi. Renzi definisce inopportuna la telefonata del Ministro al fidanzato faccendiere Gianluca Gemelli. Semanticamente l’ aggettivo é una inappropriata limitazione del fatto, che io definirei piuttosto un indecente, vergognoso conflitto di interessi. A meno che inopportuno si riferisse al fatto che la Guidi si sia fatta beccare al telefono anziché comunicare la notizia a voce. Ah. l’ amour che induce a fretta frenetiche !Tra l’ altro ulteriori intercettazioni alzano il coperchio di un vaso di Pandora da cui escono miasmi mefitici che svelano pessimi rapporti tra ministri e sottosegretari: una grana cui Renzi avrebbe fatto volentieri a meno. Si noti che la Guidi rivela anche un linguaggio piuttosto volgare e un non velato razzismo quanto accenna a sguattere guatemalteche . Una persona inadeguata all’ alta carica ricoperta.
Lo scandalo Panama Papers dimostra quanto sia diffusa a livello cosmico l’evasione, anche perché Panama é solo la punta di un iceberg. Ben altri, più consistenti paradisi fiscali esistono al mondo : Dubai, Lussemburgo, Singapore, isole caraibiche e della Manica, Cipro e, fino a poco tempo fa, in Vaticano e S.Marino. La Svizzera, obtorto collo, ha dovuto
mettersi a posto dopo le micidiali multe comminate dagli USA alle banche elvetiche. Stime americane valutano ii depositi nei paradisi fiscali almeno 121 miliardi di dollari, Non é un caso che molti ingenti depositi abbiano lasciato le banche svizzere per trovare più segreta impermeabilità in cassette di sicurezza private nel Canton Ticino. Una curiosità : malgrado la politica di Obama di inflessibile contrasto all’ evasione, paradossalmente alcuni stati americani brillano per essere sicuri paradisi fiscali ( Nevada, Delaware e Wyoming). Naturalmente, tra i frequentatori della società panamense di consulenza finanziaria non potevano mancare gli italiani, recordman di evasione fiscali in Europa. Ne vedremo delle belle quando sarà completa la lista degli italiani coinvolti. Questi paradisi fiscali confermano quanto sia riprovevole la benevolenza dimostrata da Renzi verso gli evasori.

Stupefacente poi il commento del Ministro Poletti “ Questo é il Governo più a sinistra che L’Italia abbia mai avuto “ Mi viene in mente l’ addio alla madre di Compare Turiddu nella Cavalleria Rusticana “ Mamma quel vino é generoso, oggi troppi bicchieri ne ho tracannati” . Poletti, era Sangiovese o Lambrusco ? Tanto di sinistra che quando il governo di Hollande ha tentato una riproposizione del Job Acts ,poco é mancato che in Francia scoppiasse una rivoluzione. Ma i francesi hanno i cosiddetti, mentre gli italiani si limitano a brontolare, iniziando dalla remissiva opposizione interna del PD.
Ma i guai maggiori di Renzi derivano dall’ aver mancato l’ uscita dalla recessione, mentre i suoi trionfalistici annunci economici vengono sempre implacabilmente smentiti da Bruxelles che ridimensiona al ribasso le nostre stime.
Non si esce dalla crisi perché non ripartono i consumi.

Provo ad indicare quelli che, secondo me, ne sono i motivi principali :

A) la pressione fiscale, diretta e indiretta, continua a crescere, malgrado le fandonie renziane. Il prezzo dei carburanti, gasolio da riscaldamento compreso, é sceso in misura ridicola rispetto al pesante crollo del petrolio, causa le fortissime accise, i pedaggi autostradali sono aumentati in maniera scandalosa al pari dell’ acqua, il costo di un francobollo é salito da 0,70 a 0,95, il che, per le aziende, é un fortissimo aumento e, sicuramente ho omesso altri balzelli. Il Governo, nello sbandierato annuncio di diminuzione imposte, ha scelto come priorità di tagliare le imposte sulla casa esentando anche immobili di lusso. La misura, oltre ad essere un’ imposta regressiva non ha rilanciato i consumi e ha dato fastidio all’ Europa dove non esiste esenzione sulla prima casa. Personalmente avrei iniziato a dare un taglio all’Irpef, misura più incisiva nel rilancio dell’ economia e più equa.

B) Le somme enormi nascoste all’ estero dagli evasori in gran parte sono indisponibili per investimenti in Italia ed é proprio la carenza di investimenti che frena la ripresa.

C)Il massacro dei pensionati scelti come vittime sacrificali. Secondo studi dell’ottima CGIA , i pensionati negli ultimi 15 anni hanno perso il 30% del loro potere d’ acquisto. In questo quadro appare iniquo il blocco dell’ adeguamento delle pensioni all’ inflazione imposto dalla legge Fornero ed ora rinnovato. I pensionati superano i 16 milioni di persone, evidente quindi il loro peso sulla’ economia nazionale, anche perché delle loro pensioni beneficiano coniugi e spesso-si legge-figli e nipoti disoccupati. A spanne, quindi, almeno 25 milioni di italiani. Il governo Renzi li ha esclusi dal regalo elettorale dei famosi €.80,00 non hanno partecipato per ragioni anagrafiche al bonus bebè, infine quando é stato fatto balenare un aumento di €80,00 per le pensioni minime, per magia questa possibilità é sparita dal DEF. E’stata inoltre ignorata la decisione della Corte Costituzionale ( cosa mai vista !) di ripristinare l’ adeguamento delle pensioni al caro vita perché troppo costoso. I soldi invece ci sarebbero se smettessimo di fare regali ad evasione e corruzione. L’ insospettabile dr. Cantone valuta che la corruzione, solo nella Sanità, valga almeno 6 mdl.di €. E’ noto che un paese cresce quando la classe media é forte. Folle colpire i pensionati che ne costituiscono il nerbo. Risultato : aumentano tanto il numero dei poveri che il numero dei troppo ricchi, il che é iniquo oltre che stupido perché anche l’ex classe media prima o poi finalmente vota.

Pin It
Commenta (0 Commenti)

insetti DORATIAnche negli Usa non è tutto oro quello che luccica. Nel mondo non è adeguata l’attenzione all’andamento del debito degli Stati Uniti. La realtà è che esso, insieme ad altri indicatori economici, segna rosso costante.

Di Mario Lettieri e Paolo Raimondi

E’ come per le automobili, quando il cruscotto segnala un problema, anche se la macchina ancora cammina non è consigliabile continuare a guidare come se nulla fosse.
E’ un dato inoppugnabile che ciò che avviene negli Usa non riguarda solo gli americani perché esso riverbera i suoi effetti nel resto del mondo.
All’inizio del 2016 il debito pubblico federale americano ha raggiunto i 19.200 miliardi di dollari, pari a circa il 105% del Pil. Alla fine del 2007 era di 9.200 miliardi pari al 65% del Prodotto interno lordo. Nel 2000 era di 5.600 miliardi. In pratica si è più che triplicato. Perciò per il sistema americano è il suo tasso di crescita, o meglio, di accelerazione della sua crescita esponenziale che deve preoccupare maggiormente.
Lo stesso andamento si è avuto per il debito delle corporation private non finanziarie che oggi è pari a 6.600 miliardi di dollari. Era di 3.300 miliardi nel 2007ed è raddoppiato.
Di conseguenza non ci si deve stupire dell’attuale stratosferica cifra di quasi 64.000 miliardi di debito totale (governo federale, singoli stati, enti locali, business, famiglie e ipoteche). Era di 28.600 miliardi nel 2000. Si sottolinea che oggi è evidente che è più che raddoppiato.
In pratica si tratta in gran parte di “debito sporco”. Fatto per tappare i buchi di bilancio, per evitare i fallimenti  di banche e corporation e non per sostenere investimenti e sviluppo. La spia rivelatrice è il perenne deficit di bilancio degli Usa. Nel 2009 esso aveva raggiunto l’incredibile vetta di 1.413 miliardi di dollari portando gli Usa fino alla soglia della bancarotta. Anche il 2015 si è chiuso con un deficit di 438 miliardi.
Significativo quanto preoccupante è il crollo della bilancia commerciale. Dal 2000 ad oggi gli Usa hanno accumulato un deficit commerciale di oltre 8.630 miliardi di dollari. Dallo scoppio della crisi ad oggi è aumentato di ben 3.500 miliardi. Sarebbe ancora peggiore se si considerasse soltanto la bilancia commerciare di beni reali che dal 2000 è in negativo per oltre 10.500 miliardi. Quasi 4.700 miliardi a partire dal 2009.
E’ evidente che l’avanzo commerciale nel settore dei servizi ne attenua la portata. Anche se nei servizi convivono quelli dell’ingegneristica e quelli finanziari, dove la componente speculativa è notevole.
E’ quindi naturale chiedersi come facciano gli Usa a continuare a stampare e a spendere dollari quando l’economia sottostante,come visto, non è tanto solida.
Il tutto sembra molto simile al gioco delle tre carte.
La prima è sicuramente il Quantitative easing, cioè la decisione a suo tempo adottata dalla Federal Reserve di immettere nuova liquidità nel sistema.
L’effetto è ben visibile nella crescita straordinaria del bilancio della Fed che è passato da 860 miliardi di dollari del 2007 ai circa 4.500 miliardi di oggi. La decisione della Fed e del governo di Washington anche se ha una valenza monetaria è soprattutto politica. Secondo noi la situazione non può durare all’infinito. I nodi prima o poi verranno al pettine.
La seconda carta è il debito pubblico americano, finora largamente scaricato sulle ‘spalle’ del resto del mondo che, in verità, per varie ragioni ha assecondato tale tendenza.
Infatti circa 6.000 miliardi di dollari di obbligazione del Tesoro Usa sono in mani straniere. La Cina  da sola ne ha 1250 miliardi ed il Giappone ne possiede ben 1.133 miliardi. La Fed ha in bilancio T-bond fino a 2.500 miliardi.
La terza carta si chiama derivati otc (over the counter), cioè quelli trattati al di fuori dei mercati regolamentati e tenuti fuori dai bilanci. Si sottolinea che, a seguito del tasso di interesse zero, il’ammontare complessivo di tali derivati a livello mondiale è sceso a 500.000 miliardi di dollari. Però di questi ben 180 mila sono nella banche americane. Come è noto, i derivati sono un mezzo per generare nuova liquidità quando se ne ha bisogno. Sono titoli creati attraverso una forte leva finanziaria e con alti rischi. Possono anche essere messi in garanzia per ottenere dei prestiti veri dalla Fed o dalla Bce.
Fin tanto che gli Usa riescono a scaricare il proprio debito sul resto del mondo e sui propri cittadini  avranno mano libera per creare la liquidità necessaria per continuare a comprare a debito e finanziare spese di ogni tipo prescindendo, purtroppo, dalla loro effettiva capacità economica e finanziaria.

Pin It
Commenta (0 Commenti)

aristotele196E questo suo stato può, in certe condizioni, renderlo anche libero di non votare. Conservando la sua condizione di "buon cittadino". [NDR]

Di Matteo Maria Martinoli - Milano

I telegiornali di ieri (11/04/2016), hanno offerto gli aberranti interventi pubblici dei vertici  Italiani e dell'Unione europea rispettivamente
contro il diritto costituzionalmente sancito dell'elettore di non partecipare a referendum (costituzionalmente soltanto il voto per l'elezione del parlamento è un dovere civico) e contro l'obiezione di coscienza nei confronti dell'aborto procurato (prevista dalla stessa legge 194).
Ovviamente nessuno (dal più eccelso costituzionalista al "re" degli ignoranti) considera cattivi tutti i cittadini minorenni per il semplice fatto che, non essendo elettori, non votano. Chi davvero potrebbe considerare cattivi cittadini la stragrande maggioranza degli elettori che si è astenuta dal partecipare in molteplici referendum, ultimo dei quali quello sulla legge 40 nel 2015 (75%)? Sarebbe un po' come se qualche guru della nonviolenza denigrasse violentemente l'obiezione di coscienza: incredibile! Se è sempre vero lo slogan che se non ti occupi di politica sarà la politica a occuparsi di te; diviene oggi importante chiarire in quali casi sia falsa l'argomentazione conseguente, secondo la quale l'assente avrebbe sempre torto. Secondo l'espressione aristotelica l'uomo è un animale politico (un essere sociale-relazionale) perciò quando si disinteressa del bene comune genera un duplice effetto: è meno libero e priva del suo contributo personale il bene comune, quindi impoverisce e incattivisce l'intera umanità. Ma quando un impegno coscienzioso e uno studio approfondito della concreta situazione storica in cui si trova, conducono una persona, una comunità o un popolo alla consapevolezza che determinate istituzioni politiche siano ostili e impermeabili alla costruzione del bene comune non parteciparvi diverrebbe oltre che moralmente doveroso, anche politicamente utile al ripristino della libertà e dei diritti umani.
La Rosa Bianca durante il nazismo, i dissidenti chiusi nei lager sovietici e in Italia dal non expedit di Pio IX alla scomunica di Pio XII verso aderenti ed elettori del PCI, possono essere oggi valutate come pavidi disimpegni o non piuttosto come reazioni capaci di rovesciare ideologie disumane e cerchie anticlericali che marciavano a tappe forzate verso Stati totalitari?

Pin It
Commenta (0 Commenti)