LA CRISI DEL SISTEMA CALCIO IN ITALIA

LA CRISI DEL SISTEMA CALCIO IN ITALIA

Trento, 2 aprile 2026. Di Paolo Rosa, avvocato, già Presidente Cassa Forense

Ma ci voleva l’esclusione dal terzo mondiale consecutivo per rendersene conto?

Il Ministro dello Sport e il CONI che cosa hanno fatto sin qui per raddrizzare una barca che stava affondando?

È troppo facile oggi chiedere le dimissioni di Gravina pensando al commissariamento.

Intanto Il Sole 24Ore del 2 aprile 2026, alla pag. 10, certifica che il danno economico, conseguente all’ultima eliminazione, può superare i 100 milioni fra diritti sportivi e pubblicità.

Si parla di rinnovamento ma, per rinnovare il calcio, occorre demolire tutto e provvedere alla sua ricostruzione con persone che conoscano a fondo il mondo del calcio e che siano oneste, intellettualmente e professionalmente.

Ricordo che nel 2011 il giocatore Baggio, da presidente del settore tecnico FIGC, presentò uno studio di 900 pagine per cambiare il sistema e coltivare talenti.

Il dossier è finito nel cestino con le dimissioni di Baggio.

Al centro di quel progetto vi erano i giovani con un percorso formativo unico, condiviso a livello nazionale, capace di mettere tecnica, creatività e qualità individuale nel mondo del calcio.

L’idea era chiara: formare calciatore migliori, ma soprattutto persone migliori.

Ritrovare i valori al di là della mercificazione dei talenti.

La conseguenza negativa di non aver dato attuazione a quel progetto è che oggi le squadre italiane sono formate per 10/11esimi da giocatori stranieri e che il Como, molto spesso, ne schiera addirittura 11.

Forse è il caso di richiamare Baggio dandogli pieni poteri per la ricostruzione del calcio italiano.

Ci vorrebbe coraggio che forse non c’è, perché gli interessi di bottega sono prevalenti.