LA "METANIZZAZIONE" DELLA SARDEGNA. I LEGAMI CON ISRAELE DELLE AZIENDE CHE LA PROPONGONO...
Giannina Puddu, 7 dicembre 2025.
Il Global Movement to Gaza cittadino ha presentato, il 9 dicembre, presso la sala conferenze del liceo classico “De Castro” di Oristano, il report “La trappola di Fiume Santo – Gli interessi di EPH e Snam nel business del gas in Sardegna”.
Tra i relatori, Paola Matova ed Elena Gerebizza di ReCommon, Associazione che lotta contro gli abusi di potere e il saccheggio dei territori per creare spazi di trasformazione nella società, in Italia, in Europa e nel mondo.
Il focus sui piani per la metanizzazione della Sardegna e sui legami che le aziende coinvolte intrattengono con Israele.
L'obiettivo dichiarato dagli organizzatori è stato quello “di informare la popolazione riguardo le problematicità associate ai piani energetici per la metanizzazione della Sardegna, e per sviluppare una consapevolezza critica utile a comprendere la situazione nella sua complessità”.
Al riguardo, già nel 2019, Il Manifesto Sardo aveva osservato:
Nella zona baricentrica di Oristano – S. Giusta sono stati autorizzati tre depositi costieri (IVI Petrolifera, Higas, Edison) per uno stoccaggio complessivo pari a 28 mila metri cubi: anch’essi avrebbero dovuto esser sottoposti a una valutazione degli impatti ambientali cumulativi, non svolta.
Un altro terminal con deposito costiero gnl e impianto di rigassificazione è quello progettato dalla Isgas Energit Multiutilies s.p.a. (22.068 metri cubi di stoccaggio, 720.000 metri cubi di stoccaggio nel corso di un anno) nel porto canale di Cagliari, attualmente assoggettato a procedimento di V.I.A., un altro ancora è quello proposto dal Consorzio Industriale Provinciale (C.I.P.) di Sassari nella zona industriale di Porto Torres.
La stima del consumo annuo di gas naturale in Sardegna effettuata dalla Snam è pari a 722 milioni di metri cubi.
Emerge, quindi, come palesemente sovradimensionata la realizzazione dei cinque depositi costieri progettati o già autorizzati (il solo deposito costiero del porto canale di Cagliari ne movimenterebbe 720 milioni di metri cubi all’anno).
Il disegno è quello di far diventare la Sardegna una piattaforma di stoccaggio energetico?