LA NORVEGIA NON PIU' "BATTERIA VERDE" D'EUROPA IGNORA LE INDICAZIONI DI BRUXELLES...
Giannina Puddu, 26 agosto 2026.
Nel 1972 un primo referendum vide il 53,5% dei voti contrari all'ingresso della Norvegia nell'UE.
Nel 1994, un secondo referendum respinse nuovamente l'adesione con il 52,2% dei voti.
I norvegesi non hanno voluto perdere il controllo totale delle risorse di petrolio, del gas naturale, della pesca e la piena sovranità sulle politiche agricole e nazionali.
Fatti i conti, ex post, i norvegesi hanno fatto la scelta giusta.
Attualmente, il PIL pro capite norvegese è superiore a 90.000-100.000 dollari spinto dalle esportazioni di petrolio e gas naturale e dal fondo sovrano nazionale.
E' pari a circa il doppio della media dell'Unione Europea (la quale si attesta sui 41.600 euro standard di potere d'acquisto) ampiamente superiore a economie forti come Germania, Paesi Bassi, Francia e Italia.
Oggi, anche sul fronte "Green" la Norvegia che ha deciso di assumere il pieno controllo della sua politica energetica, ignorando le direttive di Bruxelles.
- L'esportazione di energia attraverso i collegamenti con il continente fa salire i costi della bolletta per i cittadini e per le aziende norvegesi.
- Il governo norvegese vuole affermare la sua sovranità energetica gestendo le proprie risorse idroelettriche in autonomia, senza subordinare le scelte nazionali alle richieste della rete europea.
- Per Oslo, pretendere che i bacini idrici norvegesi potessero fare da bilanciamento stabile per l'intero mercato elettrico del continente era un'idea superata e imperfetta.
Le esplorazioni artiche andranno avanti a prescindere dalle pressioni o dai divieti ecologici proposti dall'Unione Europea.
Reuters ha riportato che Oslo punta a mantenere la produzione di idrocarburi e rifiuta una maggiore e profonda integrazione della rete elettrica con i paesi terzi.
Dalla crisi ucraina, la Norvegia è diventata il principale fornitore di gas naturale in Europa, soddisfacendo circa il 30% del fabbisogno di gas sia dell'Unione Europea che del Regno Unito.
Il ministro dell'Energia Terje Aasland ha affemato che la Norvegia cesserà la costruzione di nuovi interconnettori per il trasferimento dell'energia elettrica verso Paesi terzi.
La Norvegia produce quasi ogni anno un surplus di energia rinnovabile, grazie a una vasta rete di bacini idrici e corsi d'acqua che alimentano centrali idroelettriche, che esporta in Europa tramite cavi elettrici transfrontalieri.
La Norvegia produce circa il 98% della sua energia elettrica grazie a una fitta rete di centrali idroelettriche.
Ma, l'idea che la Norvegia sia "la batteria verde" d'Europa, secondo il ministro, è ormai superata.
"Era un'idea sbagliata", ha detto Aasland.
La costruzione di nuove interconnessioni elettriche con la Gran Bretagna e la Germania, per esempio, ha urtato i norvegesi a causa dell'aumento dei prezzi dell'elettricità e reso la Norvegia più vulnerabile alle fluttuazioni dei prezzi continentali.