LA STORIA DI SAN MARTINO SRL. LA "SUA ACQUA", ECCELLENZA RICONOSCIUTA A LIVELLO MONDIALE
Giannina Puddu, 20 luglio 2026.
L'acqua della fonte San Martino sgorga, con la sua naturale effervescenza, nell'altopiano del Coros che si trova nel Nord-Ovest della Sardegna, iperminerale e vulcanica, ricca di preziosi sali minerali come calcio, magnesio, fosforo.
E' considerata un'eccellenza a livello gobale.
Ha ottenuto, per molti anni, le "Tre Stelle d'Oro" e l'en plein al prestigioso Superior Taste Award di Bruxelles, la prima acqua in Italia a ottenere i massimi riconoscimenti da parte di chef e sommelier stellati nel mondo.
Nel 2022, la Procura europea (EPPO), per il tramite del pm Alberto Pioletti, nato a Sassari, aveva avviato indagini contro la "San Martino" per una presunta "distrazione" di fondi europei.
Ma, quattro anni dopo, nel giugno 2026, il Tribunale di Sassari, al termine del processo di primo grado, ha assolto la società San Martino Srl con formula piena, stabilendo che i fondi europei non erano stati spostati o utilizzati in modo illecito.
Ma, gli impianti della società si erano fermati nell'aprile 2025.
L'Assoluzione piena per la San Martino Srl pronunciata dal collegio del tribunale di Sassari presieduto da Giancosimo Mura (a latere Sara Pelicci e Stefania Mosca Angelucci), che ha accolto le argomentazioni della difesa rappresentata dall’avvocato Carlo De Cesaro.
La stampa aveva dato risalto alla notizia delle indagini in corso e delle accuse rivolte alla società, innescando un irreversibile blocco della liquidità e la perdita di credibilità commerciale della San Martino srl.
- Contrazione del credito: I maxi-sequestri preventivi e l'eco mediatica dell'inchiesta (riguardante presunte frodi fiscali) hanno spinto gli istituti bancari a revocare o congelare le linee di credito. Ciò ha causato un'immediata crisi di liquidità necessaria per la gestione operativa, l'acquisto delle materie prime e il pagamento dei fornitori.
- Blocco dell'operatività: La gestione delle procedure cautelari ha paralizzato i flussi di cassa aziendali, rendendo impossibile far fronte al pagamento regolare degli stipendi dei dipendenti.
- Perdita di quote di mercato: L'incertezza legata all'indagine e le ripetute interruzioni nella produzione hanno spinto la grande distribuzione organizzata e i partner commerciali a sostituire il prodotto, facendo crollare i volumi di vendita e il fatturato.
- Dissoluzione della continuità aziendale: L'impossibilità di far fronte ai debiti accumulati e la totale mancanza di liquidità hanno portato inevitabilmente all'insolvenza irreversibile, certificata dal fallimento decretato dai giudici nonostante la successiva totale assoluzione nel merito delle accuse contestate.
Il 3 aprile del 2025 è stata dichiarata la Liquidazione Giudiziale dal Tribunale di Sassari che, dunque, aveva bloccato la San Martino Srl di Codrongianos respingendo la proposta di concordato preventivo.
Si era mossa la politica, con l’assessore regionale al Lavoro Desirè Manca che aveva assicurato che la Regione era pronta a intervenire e il 4 agosto 2025 era stato firmato un accordo quadro per la tutela occupazionale dei lavoratori e per la valorizzazione dello stabilimento.
E' intervenuto il Gruppo San Benedetto subentrato per salvaguardare la produzione e tutelare l'occupazione con la "benedizione" dei sindacati.
Dispone di poli produttivi distribuiti su tutto il territorio italiano per ridurre le tratte.
Nell'ottobre 2025, lo stesso Gruppo, ha rilevato lo stabilimento di Villasor, in provincia di Cagliari, rimasto inattivo per circa due anni con l’obiettivo di riportare sul mercato le acque minerali Sandalia e Giara.
Enrico Zoppas, Presidente e Amministratore Delegato di Acqua Minerale San Benedetto S.p.A., aveva espresso la sua grande soddisfazione, consolidando la sua presenza in Sardegna.