LA TRASPARENZA NRLLE CASSE DI PREVIDENZA DEI PROFESSIONISTI
Trento, 26 agosto 2026. Di Paolo Rosa, avvocato, già Presidente Cassa Forense
E dunque le Casse di previdenza c.d. privatizzate?
Dalla lettura della norma appena ricordata appare evidente come vi rientrino pure le c.d. Casse privatizzate, ossia fondazioni private che seppur organizzate privatamente, svolgono funzioni pubbliche (previdenza, nonché assistenza in molti casi) secondo la giurisprudenza oramai consolidata ed indiscussa dei giudici di Palazzo Spada.
Enti che gestiscono e coinvolgono il destino previdenziale di oltre 1,5 milioni di liberi professionisti, che hanno allo stato oltre 72 miliardi di euro di patrimonio netto (ultimo dato Adepp di aprile 2017).
Enti che sono inseguiti e appetiti da tutti, che investono miliardi di euro, che intrecciano rapporti economici e politici delicatissimi.
Enti che vengono indirizzati da organi eletti con vari sistemi elettorali e che hanno Consigli di Amministrazione quasi sempre formatisi al proprio interno e con criteri spesso opachi.
Consiglieri di amministrazioni non scelti sempre secondo meriti e capacità, secondo l’esperienza e per l’assenza di conflitti di interessi, ma secondo criteri “politici” (capacità di acquisire il giusto consenso o di mostrarsi utile alla causa).
Organi che operano (quelli di indirizzo, quelli consiliari e altri) senza che rendano conto delle proprie scelte in modo trasparente e comprensibile.
Delibere (salvo rarissime eccezioni, di un paio di Casse su 22) mai pubblicate, verbali mai pubblicati.
Componenti degli organi che una volta eletti non sono verificabili nel proprio operato dagli elettori, in assenza della pubblicazione e dunque lettura dei verbali.
Componenti degli organi che una volta eletti si preoccupano quasi esclusivamente di curare le proprie ambizioni e assai poco gli interessi degli “elettori”.
Ruoli piramidali invertiti, tali per cui la centralità della governance della Cassa viene assunta dal CdA invece che dal Comitato come dovrebbe essere da Statuto.
Ecco, appunto, Statuti e regolamenti (fonti fondamentali) spesso ignorati o applicati con disinvoltura, nel silenzio generale di chi non vuole disturbare il manovratore.
Collegi sindacali che spesso sono garbati, troppo garbati.
Dunque alla fine anche poco indipendenti, mentre questo è il loro ruolo precipuo.
Casse private che pur “vigilate” (e si badi bene, non controllate) ad almeno 5 livelli, tuttavia desiderano non essere assoggettate a controlli che consentano di vedere all’interno della “casa” di vetro cosa accada.
Vetri dunque oscurati.
Tutto questo può accadere, in spregio ai diritti di tutti i contribuenti, ove la Cas(s)a non sia affatto di vetro.
Cassa Forense nella specie ha oltre 10 miliardi di patrimonio netto.
Il Comitato dei Delegati ha mesi or sono respinto (non approvandolo) un mio emendamento al Regolamento Generale, finalizzato ad ottenere la pubblicazione in tempo reale di tutti i verbali, delle delibere del Comitato dei Delegati (e per sunto di quelle del CdA).
Nonché di consentire la diretta streaming del Comitato dei Delegati, soprattutto per le sedute più rilevanti.
Sarebbe poi opportuno sapere chi siano i Consiglieri di Amministrazione, se hanno conflitti di interesse, se e quali siano le loro dichiarazioni dei redditi (loro e dei familiari più stretti), immediatamente prima e durante il mandato.
Questo è il percorso verso la trasparenza.
Occorre dunque impegnarsi, all’interno e soprattutto all’esterno, perché tutto ciò avvenga ".
Non mi pare che le indicazioni dei Colleghi abbiano avuto attuazione.