Le banche europee continuano a sovraperformare il mercato
Milano, 7 settembre 2026. Di Jacco de Winter, Investment Content Manager, ING
Le azioni delle banche europee si confermano ancora una volta tra le migliori del mercato azionario.
Nonostante i timori legati all’intelligenza artificiale, al private credit e alle tensioni geopolitiche, il settore guadagna oltre il 25% da inizio anno.
Le banche europee sono state tra i settori con le migliori performance anche lo scorso anno, con l’indice MSCI Europe Banks in rialzo del 76% (total return in euro).
È poi seguito un periodo turbolento, caratterizzato dai timori per il potenziale impatto dell’intelligenza artificiale, per l’esposizione al private credit e per le conseguenze macroeconomiche del conflitto in Medio Oriente.
Nonostante ciò, quest’anno il settore ha registrato nuovamente una performance molto positiva, con un rialzo superiore al 25%, quasi il doppio del +13,7% messo a segno dal più ampio indice MSCI Europe.
Anche banche olandesi come ABN Amro e ING hanno continuato a riscuotere il favore degli investitori, con rendimenti rispettivamente del 47% e del 33% da inizio anno (dati al 02/09/2026).
I timori legati all’IA e al private credit sembrano eccessivi
Come molti altri settori, anche quello bancario ha dovuto fare i conti con le preoccupazioni per i possibili effetti dirompenti dell’intelligenza artificiale.
Ad esempio: con gli agenti di IA in grado di cercare automaticamente i conti di risparmio che offrono i tassi più elevati, si è temuto inizialmente che la concorrenza nella raccolta dei depositi potesse intensificarsi.
Sono emersi poi timori sulla sostenibilità a lungo termine del wealth management.
Tuttavia, considerata la natura delicata delle materie finanziarie e l’importanza del rapporto umano, appare improbabile che i clienti affidino su larga scala queste attività ad agenti di intelligenza artificiale.
Allo stesso tempo, l’IA potrebbe aiutare le banche a ridurre significativamente i costi legati ai controlli di compliance, all’individuazione delle frodi e al servizio clienti.
All’inizio dell’anno sono emerse anche preoccupazioni per l’esposizione delle banche al private credit.
Per molti istituti, tuttavia, tale esposizione si è rivelata relativamente limitata e spesso indiretta, principalmente attraverso fondi di investimento. Di conseguenza, i timori si sono attenuati quando è apparso chiaro che difficilmente si sarebbero materializzate perdite su larga scala.
I tassi di interesse più elevati giocano a favore delle banche
Le potenziali conseguenze macroeconomiche del conflitto in Medio Oriente restano un’importante fonte di preoccupazione. Le banche sono particolarmente sensibili a un indebolimento dell’economia, che può tradursi in maggiori perdite sui crediti e in una minore crescita dei finanziamenti.
Tuttavia, la disoccupazione rimane vicina ai minimi storici e negli ultimi anni le banche hanno continuato a ridurre il rischio di credito nei propri portafogli.
Il conflitto in Medio Oriente ha inoltre contribuito all’aumento dell’inflazione e, di conseguenza, dei tassi di interesse. Per le banche questo si è rivelato positivo. Gli attuali livelli dei tassi sostengono i margini di interesse, grazie all’ampliamento della differenza tra il costo della raccolta e i ricavi generati dai prestiti. A questo si aggiunge la continua crescita delle nuove erogazioni, che ha ulteriormente sostenuto i ricavi da interessi.
La redditività è migliorata strutturalmente
Negli ultimi anni le banche hanno inoltre lavorato per ridurre la propria dipendenza dal margine di interesse, sviluppando maggiormente le attività che generano commissioni, come l’asset management. Insieme a una rigorosa disciplina sui costi, questa maggiore diversificazione dei ricavi ha contribuito a un miglioramento strutturale della redditività.
Anche sul fronte delle valutazioni il settore rimane relativamente interessante. Le banche europee trattano a poco più di 10 volte gli utili attesi nei prossimi dodici mesi, una valutazione ancora inferiore di oltre il 30% rispetto a quella del mercato azionario europeo nel suo complesso.
Uno dei settori più interessanti in Europa
Molti dei timori che hanno pesato sulle banche negli ultimi mesi, almeno finora, non si sono concretizzati. Nel frattempo, il settore continua a beneficiare di tassi di interesse più elevati, solide posizioni patrimoniali e di una redditività strutturalmente migliorata.
Dopo i forti rialzi degli ultimi due anni, le banche europee non possono più essere considerate eccezionalmente convenienti. Tuttavia, la combinazione di una solida crescita degli utili, valutazioni ancora interessanti e bilanci robusti continua a rendere il settore bancario uno dei più interessanti del mercato azionario europeo.