LE BIG TECH DELL'AI LICENZIANO DECINE DI MIGLIAIA DI DIPENDENTI. OGNUNO, E' "SOLO UNA RIGA SU UN FOGLIO DI CALCOLO"

LE BIG TECH DELL'AI LICENZIANO DECINE DI MIGLIAIA DI DIPENDENTI. OGNUNO, E' "SOLO UNA RIGA SU UN FOGLIO DI CALCOLO"

Giannina Puddu, 7 maggio 2026.

Il 2 maggio u.s., il timesofindia.com ha riferito che a maggio 2026, i licenziamenti nel settore tecnologico hanno già superato le 92.000 unità.

Le Big Tech coinvolte dichiarano che i tagli siano indispensabili per poter dirottare la liquidità liberata verso gli investimenti in  data center e chip che richiedono ingenti somme.

Secondo molti analisti, la vera ragione starebbe nell'errore fatto nel 2020 e 2021, quando le assunzioni erano aumentate oltre le effettive necessità per rispondere all'impennata della domanda di servizi digitali causata dal Covid-19.

Errore che, adesso, si intende correggere, ma, probabilmente, compiendone un secondo tanto che, secondo alcuni, una buona parte dei dipendenti licenziati oggi potrebbe essere riassunta tra circa un anno, se saranno ancora disponibili a rientrare nella stessa trappola.

Le scelte attuali hanno generato un forte malcontento anche tra il personale attivo che scopre di vivere in un contesto di estrema precarietà e ingratitudine.

I lavoratori licenziati non sono una semplice "riga su un foglio di calcolo" ma le menti che hanno creato l'IA e che, adesso, la vedono come causa della perdita del loro lavoro e di tutto ciò che ne consegue.

Meta si sta muovendo con la mannaia più grande, avendo già anticipato che il 20 maggio licenzierà 8.000 dipendenti, pari al 10% della sua forza lavoro, mentre non intende coprire i 6.000 posti già vacanti.

Oracle prevede tagli di 20.000-30.000 posti di lavoro con impatto significativo in India.

E' la sostituzione di lavoratori altamente qualificati con strumenti di automazione che gli stessi avevano concepito e realizzato, prima...

Amazon è stata collegata al taglio di oltre 30.000 dipendenti aziendali nell'ambito di più ampi sforzi di riduzione dei costi e di efficienza basati sull'intelligenza artificiale.

Molti dipendenti sono stati informati del loro licenziamento tramite e-mail di prima mattina e questa modalità di "scarico" non favorisce la fedeltà alle aziende per le quali queste operazioni sono un "gioco di dettagli".

L'obiettivo è quello di coltivare e aumentare la fiducia degli investitori che stanno già coltivando sospetti sull'effettiva sostenibilità a medio-lungo termine di questo sistema.

Il licenziamento in massa di questi "cervelli" apre a nuovi rischi e preoccupazioni di ritorsione.

In particolare nel settore della sicurezza informatica, dove una gestione superficiale delle dimissioni rende i sistemi vulnerabili.

Gli ex dipendenti, molto delusi,  potrebbero rubare dati proprietari, elenchi di clienti o segreti commerciali per portarli alla concorrenza o utilizzarli nelle proprie attività.

Potrebbero eliminare deliberatamente file critici, installare malware o interrompere i sistemi aziendali.

Nel caos dei licenziamenti, le aziende potrebbero non revocare immediatamente l'accesso, lasciando account "orfani" che possono essere sfruttati dagli ex dipendenti contro le aziende da cui si sentono traditi.

Potrebbero condividere informazioni riservate o rivelare pratiche etiche e discriminatorie tramite segnalazioni o pubblicazioni online.

Lo sfoltimento coinvolge, soprattutto, i lavoratori tra i 40 e i 50 anni, quelli con i ruoli senior,  i meglio retribuiti e più pericolosi per le competenze tecniche che hanno.

In questo contesto schizofrenico, la Silicon Valley potrebbe subire un grande terremoto che gli "investitori" così cari alle Big Tech, ma spietati nelle loro scelte, potrebbero innescare spinti dalle ritorsioni destabilizzanti dei dipendenti licenziati, grandi depositari della "conoscenza" che sta alla base di tutta questa impalcatura.