Libello umano, troppo umano. Riflessioni giuridiche sull’intelligenza artificiale
Giannina Puddu, 3 giugno 2026.
La geniale e giovane amica Chiara Zarcone, Cultore della materia in Diritto Penale, iscritta all’Ordine degli Avvocati della città di Torino dove è titolare dello Studio legale omonimo, affiancando alla libera professione una costante attività di ricerca ed approfondimento, collaborando con riviste specializzate tra le quali Questione Giustizia, si è appena espressa con il saggio Libello umano, troppo umano. Riflessioni giuridiche sull’intelligenza artificiale.
L'opera, con prefazione di Otello Lupacchini e pubblicata da Edizioni Ex Libris nella Collana Lo Zibaldone, sarà disponibile sul mercato a partire dal 15 giugno 2026.
Chiara Zarcone, attraverso la sua lente "giuridica", ha svolto un compito di assoluta attualità per rispondere alla domanda che sta attraversando, ormai, ogni attore sociale in ogni angolo del pianeta, a fronte della nuova rivoluzione dettata dallo sviluppo dell'IA: l'intelligenza artificiale potrà sostituire l'intelligenza umana?
La prima domanda obbligatoria, trascina per i capelli la seconda: Con quali effetti sociali?
L'IA è già considerata la quinta rivoluzione industriale; rispetto alle precedenti, automatizza e potenzia le capacità intellettuali, sconvolgendo i vecchi confini della creatività, del lavoro, della nostra interazione con la stessa tecnologia e pare tendere, insidiosamente, a sostituirci in ogni nostra azione e riflessione...
Ci sono macchine che stanno pompando, da anni, fiumi di denaro sullo sviluppo dell'IA che, dal 2013, ha divorato 1.600 miliardi di dollari.
Per il 2026, la spesa mondiale in infrastrutture, servizi e software ha un valore stimato di circa 2.500 miliardi e si prevede che gli investimenti supereranno i 3.300 miliardi entro il 2027.
Gli USA e la Cina dominano il mercato globale e si sfidano anche su questo piano.
Preoccupano, altresì, le infrastrutture indispensabili all'IA, processori specializzati come le GPU (Graphics Processing Unit), gli acceleratori IA (es. i processori Trainium di AWS) e le TPU, i data center, le reti ad altissima velocità (banda ultralarga), i sistemi di archiviazione dati (storage) scalabili, necessari per muovere i dataset enormi richiesti dal Machine Learning, le piattaforme software (es. Kubernetes, TensorFlow, PyTorch) che permettono di gestire i carichi di lavoro e ottimizzare il funzionamento dei modelli.
Tutta roba che necessita di quantità inquietanti di energia elettrica e di acqua...
Le stime prevedono che i consumi annuali dei soli data center raggiungeranno quote comprese tra 85 e 134 TWh, con l'Agenzia Internazionale dell'Energia che stima che la domanda di elettricità per i data center possa raggiungere i 945 TWh a livello globale entro il 2030.
Il kW (Kilowatt) misura la potenza istantanea, cioè la velocità con cui l'energia viene erogata o assorbita. Il TWh (Terawattora) misura la quantità di energia prodotta o consumata nel tempo.
Il rapporto è: 1 TWh = 1.000.000.000 kWh!!!
Pertanto, questa quinta rivoluzione ci sta portando in un nuovo mondo elettrico nel quale sofisticate macchine cercheranno di sostituirsi ai nostri cervelli...
Il nuovo saggio di Chiara Zarcone indaga sulle possibili conseguenze nell'ambiente giuridico che coinvolge, in particolare, avvocati e giudici nell'esercizio delle loro delicate funzioni, con una sintesi eloquente: la tecnica che dovrebbe servire l'uomo sta aprendo la nuova strada che ne annienta la volontà.
La massima insidia sta nel fatto che queste macchine, proprio in quanto tali, saranno, comunque, impostate dai loro proprietari che, grazie a questo vantaggio, saranno i nuovi imperatori globali.
Per evitare tale deriva epocale e, forse, definitiva, servirebbe una superiore volontà politica, giustappunto, espressa dai leader politici che, invece, da inferiori, pare subiscano supinamente la follia paranoica degli uomini più ricchi del pianeta.
Questo fenomeno conferma, se fosse ancora necessario, che il Primato è della Finanza, mentre la Politica lo ha perso, pur essendone legittima depositaria.
L'Abstract del saggio di Chiara Zarcone: