L'impatto degli eventi in Medio Oriente sull'attività di trading
Milano, 26 marzo 2026. Di Fintokei
Significativo aumento degli acquisti nei primi sette giorni successivi allo shock (+27,6% a livello globale, +20,6% in Italia)
Fintokei ha realizzato un'analisi sull'impatto dell'escalation del conflitto in Medio Oriente, avvenuta alla fine di febbraio 2026, sull'attività di trading della sua utenza.
Lo studio confronta i comportamenti degli utenti nel periodo pre-shock (14-27 febbraio 2026) e post-shock (28 febbraio - 12 marzo 2026), rivelando dinamiche interessanti nei volumi di trading e nell'acquisizione di nuovi account.
“In una fase di incertezza geopolitica e volatilità elevata, la domanda vera non è solo quanto aumenta l’operatività sui mercati, ma come cambia il comportamento dei trader” – spiega Marco Martire, country manager Italia di Fintokei.
“Dai nostri dati emerge che lo shock tende a riattivare soprattutto utenti già presenti, più che generare un’ondata strutturale di nuovi ingressi, e soprattutto modifica rapidamente il mix degli strumenti: l’oro reagisce con una fiammata iniziale, ma poi torna verso livelli più stabili, mentre sul petrolio vediamo una crescita più persistente, che prosegue anche nella settimana successiva e coinvolge un numero crescente di trader attivi.
In questo contesto, la gestione del rischio diventa ancora più centrale: discipline come il controllo del drawdown e il rispetto delle regole pesano più della ricerca di performance di impulso”.
Punti salienti dell'analisi:
- Aumento iniziale delle operazioni:si è registrato un significativo aumento degli acquisti nei primi sette giorni successivi allo shock (+27,6% a livello globale[1], +20,6% in Italia), indicando una reazione immediata alla maggiore volatilità dei mercati. Tuttavia, questa tendenza si è normalizzata nella seconda settimana.
- Acquisizione di nuovi account:il tasso di apertura di nuovi conti è diminuito sia a livello globale (-11,3%) che in Italia (-9,7%). Questo suggerisce che l'incremento iniziale dell'attività sia stato guidato principalmente da trader esistenti o di ritorno piuttosto che da un afflusso di nuovi partecipanti. Il calo dei nuovi account in Italia nelle 2 settimane (−15,9%) dovrebbe essere considerato come un dato irrilevante: i numeri assoluti sono esigui (n≈29–38/settimana) e il risultato della prima settimana è stato positivo (+10,1%).
Diversificazione degli strumenti: L'impatto dello shock è stato diversificato tra le classi di attività.
o Oro (XAUUSD): Nonostante un picco temporaneo nelle transazioni nella prima settimana (+11% a livello global e +18% in Italia), l'attività sull'oro è tornata sostanzialmente stabile, con un calo del volume complessivo nelle due settimane successive allo shock. Ciò indica un interesse a breve termine piuttosto che un cambiamento strutturale.
L'attività sull'oro in Italia dovrebbe quindi essere interpretata come un picco di breve durata, non come un cambiamento sostenuto.
La contrazione del volume per transazione nella prima settimana (transazioni +18%, volume −9%) suggerisce che gli operatori abbiano reagito alla volatilità con posizioni più piccole e più frequenti.
o Petrolio (UKOIL e USOIL): Entrambi gli strumenti petroliferi hanno mostrato un aumento "strutturalmente significativo" dell'attività.
Il numero di operazioni e i volumi sono cresciuti in modo accelerato, con la seconda settimana post-shock che ha superato la prima (UKOIL: da 1.137 a 2.114 operazioni; USOIL: da 3.399 a 5.364 operazioni).
Questo trend suggerisce un interesse crescente e duraturo verso il trading di petrolio, trainato da un pool più ampio di trader.
- Il numero di trader attivi sull'oro, a livello globale, ha mostrato un picco temporaneo prima di tornare ai livelli pre-shock (1.498 contro una media pre-shock di circa 1.350), per poi tornare ai livelli pre-shock nella seconda settimana (1.286). In Italia, la prima settimana dopo lo shock (373) è leggermente al di sopra dei livelli pre-shock, mentre la seconda settimana (329) scende nuovamente al di sotto. L'aumento del numero di operazioni sull'oro in Italia nella media delle due settimane è stato quindi determinato più dall'aumento della frequenza da parte dei trader esistenti che dall'ingresso di nuovi partecipanti.
- Il numero dei trader attivi sul petrolio (USOIL) a livello globale è più che raddoppiato dal periodo pre-shock (~97 in media) a quello post-shock (220 nella settimana 1, salendo ulteriormente a 267 nella settimana 2). A differenza dell'oro, questa tendenza non sta regredendo: la seconda settimana è superiore alla prima. Nuovi trader stanno entrando inUSOIL e il gruppo sta crescendo.
- Petrolio (UKOIL) — globale: Stesso andamento dell'USOIL — trader circa 4 volte il livello pre-shock (~17 in media → 66–71), stabile in entrambe le settimane post-shock.
- Petrolio — Italia: I trader attivi su USOIL sono più che raddoppiati (media ~19 pre → 40–43 post) e si stanno mantenendo. UKOIL è passato da 1 trader a 8: un numero assoluto reale ma ancora esiguo.
Sovrapposizione tra strumenti: i dati del totale generale sono notevolmente simili a quelli individuali relativi all'oro, riflettendo il predominio dell'oro come strumento principale.
I trader del petrolio costituiscono in gran parte un sottogruppo distinto; il pool complessivo dei trader della piattaforma non è aumentato in modo significativo dopo lo shock, ma la sua composizione in termini di strumenti si è spostata in modo significativo verso il petrolio.