Dopo un avvio d’anno positivo, a marzo i mercati globali hanno subito una brusca correzione, innescata dal conflitto tra Stati Uniti/Israele e Iran e dal conseguente rialzo dei prezzi energetici legato alle tensioni sullo Stretto di Hormuz.
Le borse di Germania, Europa e Giappone sono state le più colpite, mentre gli Stati Uniti hanno mostrato maggiore resilienza grazie a una minore dipendenza energetica dal Medio Oriente.
A livello settoriale, energia e utility hanno sovraperformato, mentre industriali, materie prime, immobiliare e consumi sono rimasti sotto pressione.
L’incertezza geopolitica è destinata a persistere nei prossimi mesi.
In particolare, i prezzi dell'energia potrebbero mantenersi su livelli elevati ancora per qualche tempo, continuando a pesare sull'economia globale.
Indipendentemente dall'evoluzione della guerra, è probabile che gli investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale e i data center continuino.
Di conseguenza, selezionati titoli tecnologici, legati all'IA, industriali ed energetici rimangono promettenti. Il settore energetico potrebbe inoltre registrare buone performance grazie alle imminenti revisioni degli utili.
A livello regionale, gli Stati Uniti offrono potenziale per i prossimi mesi, poiché sono meno colpiti dal conflitto in Medio Oriente rispetto ad Asia ed Europa.
Nel segmento obbligazionario, le scadenze a medio termine rimangono promettenti.
I motori della ripresa - IA e autonomia energetica:
Nel breve termine, il mercato potrebbe assistere a una ripresa tecnica trainata da un possibile allentamento delle tensioni in Medio Oriente.
Un simile scenario favorirebbe un rimbalzo, sostenuto dal superamento dell'attuale sentiment negativo e dal riposizionamento degli investitori che finora hanno mantenuto un atteggiamento prudente.
La spesa destinata a IA, semiconduttori e data center sembra procedere su un binario indipendente dalle crisi geopolitiche.
Gli hyperscaler continuano infatti a potenziare la propria capacità infrastrutturale, rendendo i titoli tecnologici legati all'IA particolarmente promettenti. Parallelamente, le recenti correzioni subite dai "Magnifici 7" hanno azzerato il premio di valutazione rispetto agli indici generali, riportando i multipli del settore tech ai livelli del 2021 e rendendo i prezzi attuali decisamente più equilibrati.
L’autosufficienza energetica protegge l'economia americana dai rincari di gas e petrolio in modo più efficace rispetto a Europa o Asia, una resilienza confermata anche dalla robustezza degli indici dei responsabili degli acquisti.
Infine, il settore bancario beneficia di curve dei rendimenti che si mantengono ripide verso l'alto.
In assenza di una recessione, questo scenario configura un ambiente operativo favorevole per gli istituti di credito. Anche i timori legati alle turbolenze nel private equity appaiono ridimensionati, come sottolineato recentemente dal CEO di J.P. Morgan Jamie Dimon, che non li considera un rischio primario per la stabilità del sistema.
I freni alla crescita - Geopolitica e liquidità
L'incertezza geopolitica rappresenta un rischio persistente, poiché l'esito finale dei negoziati tra Stati Uniti e Iran rimane imprevedibile.
Dato che entrambe le parti entreranno probabilmente in trattativa con richieste molto molto elevate, non è affatto escluso che il conflitto possa riaccendersi.
Parallelamente, si potrebbe osservare un rallentamento economico globale alimentato dai prezzi di petrolio, gas ed energia, destinati a mantenersi elevati nei prossimi mesi a causa di criticità logistiche e capacità produttiva distrutta.
Di conseguenza, la disponibilità di fonti energetiche continuerà a ostacolare la crescita economica mondiale per diverso tempo, con il rischio che anche gli utili societari del primo trimestre risultino deludenti.
In questo scenario, il private equity risulta un’asset class molto rischiosa, segnata da una certa debolezza e condizionata dalle difficoltà del segmento del credito privato.
Al momento, infatti, sembra sempre più complicato realizzare delle exit di successo. Anche il settore dei consumi risente dell'aumento dei costi dell'energia, che comprime la capacità di spesa delle famiglie, mentre il comparto dei beni di prima necessità continua a mostrare performance sottotono.
Infine, si attendono per quest'anno diverse quotazioni importanti, con voci sempre più insistenti su un possibile debutto in borsa di SpaceX.
Si tratta di operazioni che potrebbero sottrarre una notevole liquidità al mercato complessivo.