Nuova centrale eolica in Gallura, il GrIG: “Sardegna sotto assedio della speculazione energetica”
Cagliari, 19 novembre 2025. Di Elia Sanna
Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha presentato un intervento formale contro il nuovo progetto di centrale eolica “Eolia”, previsto in Gallura nei territori di Berchidda, Monti, Telti, Olbia e Padru.
L’impianto, proposto da una società con sede in Lombardia, prevede l’installazione di 25 aerogeneratori alti circa 200 metri, oltre a strade, cavidotti e infrastrutture elettriche in aree ricche di corsi d’acqua, boschi e macchia mediterranea.
Secondo il GrIG, il progetto interessa zone di alto pregio ambientale e paesaggistico, comprese aree tutelate e siti della Rete Natura 2000, oltre a territori colpiti da incendi recenti dove vige il divieto di nuove attività produttive.
L’associazione denuncia anche la totale assenza di una valutazione sugli impatti cumulativi con altri impianti già autorizzati o in corso di autorizzazione nella stessa area.
Da qui la richiesta al Ministero dell’Ambiente di respingere il progetto, definito dall’associazione come un nuovo tassello dell’ “aggressione energetica” che sta investendo la Sardegna.
Per il GrIG, il problema ha ormai assunto una dimensione allarmante: la Regione rischia di diventare una piattaforma energetica al servizio di interessi esterni, con un numero di impianti proposti e in fase di connessione alla rete nazionale enormemente superiore al fabbisogno dell’Isola.
Le richieste di nuovi impianti superano infatti di molte volte gli obiettivi nazionali previsti al 2030, mentre il territorio sardo produce già oggi più energia di quanta ne consumi.
L’associazione parla apertamente di “sostituzione paesaggistica e culturale”, con la prospettiva che vaste aree naturali vengano trasformate in distese di impianti industriali, senza benefici reali per i cittadini.
“Le energie rinnovabili sono indispensabili”, sottolinea Stefano Deliperi presidente del GrIG, “ma non possono diventare l’alibi per una speculazione che danneggia ambiente, economia e identità dei territori”.
Il sacrosanto passaggio all’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile (sole, vento, acqua) dalle fonti fossili tradizionali (carbone, petrolio, gas naturale) in assenza di pianificazione e anche di semplice buon senso sta favorendo le peggiori iniziative di speculazione energetica.
“E’ ora che ciascuno di noi faccia sentire la sua voce”
Rimarca Deliperi, “firma, diffondi e fai firmare la petizione popolare”
Si all’energia rinnovabile, no alla speculazione energetica!
La petizione popolare, promossa dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG), si firma qui https://chng.it/MNPNNM9Q62. “Ormai siamo in 22 mila ad averlo già fatto Siamo ancora in tempo per cambiare registro.
In meglio, naturalmente” ha concluso Stefano Deliperi.