Ponte sullo Stretto, tra geologia e ingegneria: il confronto serrato tra esperti e promotori.

Ponte sullo Stretto, tra geologia e ingegneria: il confronto serrato tra esperti e promotori.

Cagliari, 12 agosto 2025. Di Elia Sanna

Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina continua a dividere il mondo tecnico-scientifico.

Da un lato, geologi e ricercatori sollevano dubbi sulla sicurezza sismica e sull’adeguatezza degli studi preliminari;
dall’altro, le istituzioni e la società proponente assicurano la solidità e la completezza delle analisi condotte.
Uno dei pareri più critici arriva da Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv, l’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia: “il valore di accelerazione sismica previsto, 0,58 g, è drammaticamente sottostimato, perché in eventi recenti abbiamo registrato fino a 0,95 g” e ha sottolineato “la mancanza di studi approfonditi sulla faglia di Cannitello, che è ritenuta potenzialmente attiva vicino al pilone calabrese”.

Anche Valerio Agnesi, geologo dell’Università di Palermo, invita alla prudenza: “Le mappe di pericolosità sismica usate non tengono conto degli aggiornamenti post-2011.
Sarebbe opportuno attendere la nuova carta geologica nazionale dell’ISPRA, attesa nei prossimi anni”.

Non si discosta dall’analisi anche Mauro Corrao, presidente dell’Ordine dei Geologi di Sicilia, osserva che “il progetto ignora elementi tettonici aggiornati e studi di microzonazione indispensabili in un’area così complessa”.
Ma riconosce però un aspetto positivo: “La lunghezza del ponte non amplificherà l’onda sismica e, in caso di un terremoto come quello del 1908, il ponte resterebbe in piedi, a differenza delle città vicine”.

Il Comitato tecnico-scientifico incaricato di esaminare il progetto, pur confermando la conformità alle normative NTC2018, ha elencato 68 osservazioni tecniche e 22 raccomandazioni su aspetti come “geotecnica, microzonazione, fondali, maremoto e vento estremo”, ancora da completare.

Anche il divulgatore scientifico Mario Tozzi, ha più volte segnalato “la complessità geotettonica dello stretto, definito un “graben” in fase di sollevamento, sono scettico sul fatto che le tecniche ingegneristiche possano compensare tali dinamiche”.

Dal fronte dei promotori, la Società Stretto di Messina ribadisce la piena sicurezza dell’opera: “Sono stati condotti approfonditi studi geologici e geodinamici, con esperti della Sapienza e dell’INGV, e i terreni di fondazione garantiscono ampi margini di sicurezza anche in caso di sisma estremo”.

Il Ministro per i rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, ha assicurato che “tutte le faglie della zona sono state identificate, censite e monitorate” e che “i piloni sono posizionati in aree prive di faglie attive”.

Il confronto, dunque, resta aperto: tra la prudenza dei geologi e le rassicurazioni degli ingegneri, la sfida è conciliare un’opera di ingegneria senza precedenti con le complessità geotettoniche di uno degli scenari naturali più delicati del Mediterraneo.

Il progetto definitivo, del collegamento stabile tra la Sicilia e la Calabria del Ponte sullo Stretto di Messina, è stato approvato dal Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile (CIPESS) nella seduta del 6 agosto 2025.

Secondo quanto evidenziato nella nota stampa dal CIPESS, il costo dell'opera è di 13,532 miliardi di euro, interamente coperto con finanziamenti pubblici già disponibili a seguito delle leggi di bilancio 2024 e 2025.