Sardegna, annunciato lo sciopero della Forestale: organici insufficienti e sistema sempre poi fragile.

Sardegna, annunciato lo sciopero della Forestale: organici insufficienti e sistema sempre poi fragile.

Cagliari, 30 giugno 2026. Di Elia Sanna

La Forestale sarda apre una fase di forte mobilitazione sindacale, annuncia uno o due giorni di sciopero e proclama lo stato di agitazione, al termine dell’assemblea dei lavoratori convocata al Teatro comunale di Terralba.

Nel corso dell’incontro è stata delineata una situazione definita “non più sostenibile” sul piano degli organici, dell’organizzazione del servizio e delle condizioni operative.

Questo avviene nel momento peggiore di una stagione che si pronuncia drammatica a causa delle condizioni meteorologiche.

Dall’inizio della campagna regionale antincendio, secondo i dati dell’assessorato regionale  della  Difesa dell’Ambiente, sono stati già superati i 500 incendi nell’isola.

A guidare la protesta sono le sigle Safor Cisl, Uil-FPL CFVA e Fesal-RAS, rappresentate dai segretari Ignazio Masala, Carmelo Prestileo e Gianluca Pinna con Marco Meloni.

Le organizzazioni sindacali hanno annunciato la proclamazione di una giornata di sciopero già nel mese di luglio, con la possibilità di arrivare a due giornate complessive nel caso in cui non arrivino risposte ritenute adeguate dalla politica regionale.

Una scelta che tiene conto anche dei vincoli normativi: nel mese di agosto, infatti, non sono consentite astensioni dal lavoro per il comparto.

Al centro della vertenza c’è la progressiva riduzione del personale del Corpo forestale e di vigilanza ambientale, a fronte di un aumento della complessità delle attività legate alla tutela del territorio e alla gestione degli incendi.

Secondo quanto emerso in assemblea, il nuovo concorso regionale non sarebbe sufficiente a compensare il numero dei pensionamenti previsti nei prossimi anni.

Particolarmente critica la situazione demografica interna: circa metà degli oltre mille operatori attualmente in servizio risulta prossima alla quiescenza.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di criticità: solo 480 unità sarebbero risultate idonee nella prima fase di selezione per l’impiego diretto nelle attività antincendio, con inevitabili ricadute sulla capacità operativa del Corpo.

Nel corso del dibattito è stato evidenziato il rischio di un progressivo indebolimento della struttura pubblica, con un crescente ricorso a volontariato ed esternalizzazioni.

“Si sta andando verso un sistema che fa sempre più affidamento su volontari ed esternalizzazioni, mentre il ruolo della Forestale viene progressivamente ridimensionato” è uno dei passaggi riportati dai sindacati.

“Noi praticamente stiamo affrontando una campagna antincendio che come tutti possono vedere è particolarmente difficile” ha detto Ignazio Masala, “viste le abbondanti precipitazioni invernali e la vegetazione che si è sviluppata a primavera.

Ci troviamo ad affrontare una nuova estate di incendi, favoriti anche dalle altissime temperature, con il personale ridotto.

In alcune stazioni non si riesce neppure a formare le pattuglie sufficienti a svolgere il normale servizio antincendio.

Davanti a questo scenario come forestale abbiamo necessità di avere un ricambio generazionale e continuo.

Nonostante si sia appena concluso un nuovo concorso per l’assunzione di 96 agenti” ha aggiunto Masala, “purtroppo il numero degli agenti previsti era 600 è solo 480 sono risultati idonei, è che dovranno ancora sostenere le visite mediche e le prove fisiche.

Quindi c’è il chiaro rischio che questi numeri si riducano ancora.

La cosa più preoccupante è che questo numero di agenti non sarà sufficiente a sostituire i colleghi che andranno in pensione.

Oggi ricordo che nel Corpo forestale della Sardegna abbiamo un’età media di 60 anni è quindi, questo personale si trova ad affrontare gli incendi con un’età che non consente di portare a termine tutte le attività previste.

Va aggiunto che oltre al personale anziano, molti non sono idonei a svolgere l’attività antincendio.

Una su tutte le funzioni di coordinamento che spetta proprio al Corpo Forestale, nell’apparato regionale dell’antincendio.

In soldoni” ha concluso Ignazio Masala, “senza un forestale non si può richiedere la presenza dei mezzi aerei, non si possono coordinare le operazioni con la Protezione civile (Forestas e barracelli) vanificando  così la prontezza dell’intervento che è quanto mai fondamentale”.

Le organizzazioni denunciano inoltre una cronica insufficienza di investimenti regionali nel comparto e chiedono interventi strutturali anche sul piano economico e contrattuale, evidenziando disparità rispetto ad altri settori del pubblico impiego regionale in termini retributivi e di progressioni di carriera.

Ulteriori criticità riguardano il parco mezzi, giudicato inadeguato.

Nel corso dell’assemblea è stato segnalato che diversi veicoli continuerebbero a essere utilizzati nonostante i danni riportati durante precedenti campagne antincendio, senza un completo rinnovo del parco operativo.

Il tentativo di mediazione avviato dal prefetto non ha finora prodotto risultati concreti.

Per questo motivo la vertenza entra ora in una fase più avanzata, con la prospettiva di ulteriori azioni di protesta qualora non arrivino risposte ritenute soddisfacenti dalle rappresentanze dei lavoratori.