SARDEGNA. E' POSSIBILE EVITARE GLI INCENDI CON INTERVENTI DI ADEGUATA PREVENZIONE. SE SI VUOLE...

SARDEGNA.  E' POSSIBILE EVITARE GLI INCENDI CON INTERVENTI DI ADEGUATA PREVENZIONE. SE SI VUOLE...
Michele Chessa direttore Ispettorato della Forestale di Oristano.

Cagliari, 27 giugno 2025. Di Elia Sanna

In Sardegna, la stagione estiva coincide puntualmente con l’allarme incendi. A sole tre settimane dall’inizio ufficiale della campagna antincendio, l’isola ha già registrato centinaia di roghi. Un dato preoccupante che conferma un’amara realtà: le fiamme arrivano quasi sempre prima dei soccorsi.

Oggi le forze antincendio si trovano spesso costrette a intervenire in emergenza, quando l’incendio è già in atto, le fiamme sono alte e i danni in parte compiuti.

Elicotteri e squadre di terra lavorano incessantemente per contenere il fuoco, ma il sistema appare sempre più orientato al pronto intervento piuttosto che alla prevenzione.

E proprio sulla prevenzione si è concentrata l’attenzione dell’Ispettorato forestale di Oristano, promotore di un’esercitazione sul fuoco prescritto tenutasi ieri mattina alle pendici del Monte Arci.

L’iniziativa ha coinvolto il personale del GAUF (Gruppo Analisi e Uso del Fuoco) di Fenosu, i barracelli e le squadre della Protezione civile dei Comuni di Cuglieri, Simaxis, Solarussa, e dell’Unione dei Comuni della Marmilla.

A coordinare le operazioni, il direttore dell’Ispettorato forestale di Oristano, Michele Chessa, che ha ribadito con forza la necessità di un cambio di paradigma: “Purtroppo stiamo diventando sempre più una macchina di pronto soccorso. Aspettiamo l’incendio per intervenire, come chi aspetta un tumore per poi sperare che la chemioterapia funzioni. Serve un cambio culturale e operativo: la prevenzione non può più essere l’eccezione.”

L’attività dimostrativa ha illustrato l’utilizzo del fuoco prescritto, una tecnica attraverso cui viene deliberatamente bruciata parte della vegetazione in condizioni controllate per creare fasce di discontinuità e ridurre la massa combustibile.

“Con questa tecnica” ha spiegato Chessa, “possiamo modificare il comportamento degli incendi più severi, rendendo il territorio più resiliente. Ma dobbiamo fare i conti con limiti importanti: la tipologia della vegetazione, le condizioni meteo e la capacità operativa.”

Le fasce di sicurezza, predisposte anche nei compendi dell’Agenzia Forestas, vengono realizzate in collaborazione con le comunità locali.

“Oggi siamo nel territorio di Marrubiu” ha concluso Michele Chessa, “dove il personale della stazione forestale svolge costantemente questo tipo di attività sul Monte Arci, stimolando anche gli agricoltori ad adottare buone pratiche per proteggere le proprie aziende.”

Dello stesso avviso Efisio Pala, del Gauf: “Realizziamo da anni queste fasce di sicurezza attorno al Monte Arci. La vegetazione è tanta e cresce rapidamente, ma grazie a queste azioni siamo riusciti a salvare il monte lo scorso anno.

Anche gli agricoltori ci aiutano creando una prima barriera lungo la pedemontana.”

L’importanza dell’attività preventiva è ribadita anche da Gianfranco Putzulu, sempre del Gauf Fenosu: “Oggi siamo qui con i volontari della Protezione civile e dei barracelli perché siamo in piena campagna antincendi.

Ma a Suni, ogni anno, realizziamo questa esercitazione da oltre 13 anni, con gli Ispettorati di tutta la Sardegna. È una vera palestra per prepararsi agli incendi reali. Le fiamme che affrontiamo raggiungono anche due metri d’altezza: ci avviciniamo molto alle condizioni reali.”

Lino Magari, anch’egli del Gauf, ha sottolineato infine l’obiettivo strategico dell’intervento: “Con il fuoco prescritto abbassiamo la biomassa e quindi la potenza degli incendi futuri. Le statistiche parlano chiaro: laddove si è intervenuti preventivamente, si è ridotto il numero e la violenza degli incendi.”

A confermare l’importanza dell’aspetto formativo è anche il sindaco di Solarussa, Mario Tendas, che ha commentato: “L’esercitazione di ieri mattina costituiva la seconda parte di un percorso formativo. In precedenza, i volontari delle sezioni di Protezione civile e delle Compagnie barraccellari hanno partecipato a sei ore di lezioni teoriche sulle attività legate all’antincendio boschivo (AIB). Abbiamo dato un riscontro pratico e operativo alle conoscenze apprese in aula.”

“Il corso fornisce certamente elementi conoscitivi molto utili per iniziare – ha aggiunto Tendas – ma è fondamentale svolgere anche attività sul campo per acquisire nuove competenze e fornire un contributo concreto alla lotta contro gli incendi.”

Un approccio integrato, tra prevenzione, formazione e collaborazione tra enti, che potrebbe rappresentare la vera svolta nella protezione del patrimonio ambientale sardo.