Il presidente del comitato Gianpaolo Masu ha depositato al Ministero dell’Ambiente un’articolata istanza tecnica, denunciando una serie di criticità ritenute “rilevanti” su trasparenza, sicurezza degli impianti e monitoraggio ambientale.
Si tratta dell’ennesima segnalazione da parte del Comitato, che torna a chiedere verifiche approfondite e interventi concreti.
“Non siamo davanti a un episodio isolato” attacca il presidente Masu, “ma a un quadro che evidenzia possibili problemi strutturali nella gestione e nei controlli”.
Tra i punti più delicati segnalati nella documentazione inviata al Ministero, compare la presenza di atti tecnici privi di sottoscrizione, elemento che – secondo il Comitato – ne comprometterebbe la validità.
Nel mirino anche l’utilizzo “selettivo” dei dati ambientali: alcune rilevazioni, come quelle comunali, non verrebbero considerate, mentre parametri rilevanti non sarebbero resi pubblici, impedendo una valutazione completa delle emissioni.
Particolarmente critico il capitolo sul monitoraggio delle sostanze inquinanti. Il Comitato segnala l’assenza di controlli sistematici su Btex e idrocarburi non metanici (Nmhc), oltre alla mancanza di dati orari accessibili al pubblico su sostanze con impatto sanitario.
Un passaggio centrale riguarda l’incendio del 2 aprile scorso nell’impianto CCR. Secondo quanto riportato, l’evento – definito dal gestore come “anomalia circoscritta” – presenterebbe invece elementi compatibili con una perdita di processo, preceduta da picchi anomali di inquinanti. “Ci sono indicatori tecnici che non consentono di archiviare l’accaduto come un fatto episodico”, sottolinea Masu.
Dubbi anche su possibili rinvii di manutenzioni rilevanti sugli impianti: “Se venisse confermato che interventi strutturali sono stati posticipati” avverte il presidente, “saremmo di fronte a una questione estremamente grave sul piano della sicurezza industriale”.
A preoccupare il Comitato sono inoltre le segnalazioni arrivate nei giorni successivi all’incendio: nuovi picchi di inquinanti, miasmi persistenti e difficoltà respiratorie lamentate da diversi cittadini. “Elementi che impongono verifiche sulla reale stabilità dell’impianto”, rimarca Masu.
Nel mirino finisce anche il silenzio della politica locale.
“Di fronte a un procedimento così rilevante” accusa, “non si registra alcuna presa di posizione chiara da parte dell’amministrazione comunale né delle forze politiche. Un silenzio incomprensibile”.
Il Comitato assicura che continuerà a seguire da vicino l’iter della revisione AIA, chiedendo controlli rigorosi e trasparenti. “Sarroch non può più essere trattata come un territorio di sacrificio” conclude Giampaolo Masu. “Quello che emerge oggi impone una scelta: continuare a minimizzare oppure affrontare finalmente la realtà”.