SARROCH. INQUINAMENTO SARAS. REPORT TENUTI NASCOSTI. L’assessore all’Ambiente Tolu ammette l’esistenza di report ARPAS mai pubblicati

SARROCH. INQUINAMENTO SARAS. REPORT TENUTI NASCOSTI. L’assessore all’Ambiente Tolu ammette l’esistenza di report ARPAS mai pubblicati
Salvatore Mattana, ex Sindaco, Sarroch; Angelo Dessì, Sindaco Sarroch; Gabriella Orrù , Capogruppo di maggioranza; Guendalina Vargiu, Presidente Consiglio Comunale; Settimio Guarrata, AD Saras

Giannina Puddu, 27 novembre 2025.

Dal territorio di Sarroch sta emergendo un quadro dai tratti sconcertanti, nel quale le "Istituzioni" hanno offerto la loro peggiore declinazione possibile, danneggiando i cittadini che finanzano i loro stipendi e che ne hanno legittimato il ruolo. 

Se, quanto appare fosse confermato dalle indagini in corso e suggellato da adeguate ed esemplari condanne da parte dei Giudici coinvolti, si avrebbe il profilo netto del peggiore amministratore pubblico sardo, un esempio dell'esatto contrario di ciò che dovrebbe essere nell'esercizio del suo ruolo, tanto da potersi ergere a "Maestro del Male".

Insomma, uno schifo assoluto.

Riferisce il Comitato Ambiente Salute Sarroch:

Durante la seduta (durante il Consiglio Comunale Straordinario del 24 novembre dedicato alle emissioni odorigene), l’Assessore all’Ambiente Luca Tolu ha dichiarato testualmente:

«Abbiamo una decina di report ARPAS che abbiamo chiesto in questi quattro anni…»

Una frase che apre uno scenario istituzionale allarmante:

  • Report esistenti, noti all’Amministrazione

  • Mai pubblicati

  • Mai consegnati ai cittadini

  • Mai discussi in Consiglio

Le domande che scattano sono: perchè hanno agito in questo modo? Quali vantaggi hanno ottenuto per sè?

Perchè, in mancanza di benefici per sè, sarebbero pure idioti, oltre che scorretti.

Si spera che le risposte arrivino dalla Magistratura, dall'alto della sua autorevolezza che non vorremmo mai mettere in discussione.

Perchè, come "cittadini", in un Paese Democratico, abbiamo bisogno di un punto di riferimento certo, imparziale e leale.

Due giorni fa,  il 25 novembre 2025, il Comitato Civico per la Tutela Ambientale e della Salute di Sarroch, per il tramite del suo Rappresentante Legale, Giovanni Paolo Masu, ha indirizzato al Comune di Sarroch e, particolarmente, al Sindaco pro tempore Sig. Angelo Dessì, al Presidente del Consiglio Comunale, Sig.ra Guendalina Vargiu, al Segretario Comunale – RPCT, Dott.ssa Marcella Tropia, a tutti i Consiglieri comunali, alla Consigliera Capogruppo “Entu Estu” Sig.ra Gabriella Orrù  e p.c. alla Prefettura di Cagliari, la richiesta formale di dimissioni della capogruppo di maggioranza Gabriella Orrù per dichiarazioni istituzionalmente inadeguate, gravemente minimizzanti e potenzialmente lesive dell’interesse pubblico nella seduta consiliare del 24.11.2025.

A seguito di dettagliata motivazione, la ragione che ha giustificato in sintesi  la richiesta di dimissioni è Manifesta Inadeguatezza Istituzionale.

L'accusa è gravissima e infamante, una roba per cui nascondersi a vita, coperti di vergogna.

Del resto, sul tavolo non ci sono "bruscolini", ma la salute dei cittadini e dell'ambiente.

Aspettiamo di vedere gli sviluppi e sarebbe ora, giacchè, da decenni, il territorio e i residenti di Sarroch e dintorni sono afflitti dagli effetti dell'ingombrante presenza della più grande raffineria del Mediterraneo, senza che nessuno li abbia tutelati in modo serio ed efficace.

Ex Saras della famiglia Rovatti, dal settembre 2024 è stata delistata in borsa a seguito dell'acquisizione da parte della società olandese Vitol.

Vitol è un  colosso petrolifero che fattura centinatia di miliardi di dollari l'anno,  fondata a Rotterdam nel 1966, ha scelto di abbandonare la quotazione per assicurarsi il controllo totale di Saras.

Vitol ha ereditato una situazione scabrosa che, nell'agosto di quest'anno, ha indotto  la Procura di Cagliari ad affermare che le torce della raffineria Sarlux (ex Saras) di Sarroch – che avrebbero dovuto attivarsi solo in emergenza – sarebbero rimaste in funzione quotidianamente dal 2019 al 2024, diffondendo nell’aria polveri sottili e benzene oltre i limiti di legge [L'Unione Sarda del 28 agosto 2025].

La Procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ad Settimio Guarrata, del responsabile ambientale e sicurezza Walter Cocco, del referente per la prevenzione Fabio Corvetto e della stessa Sarlux.

Il 16 dicembre 2014, Il Manifesto sardo aveva pubblicato un testo nel quale, tra l'altro, si leggeva:

I 75 bambini delle scuole elementari e medie di Sarroch (CA) costituenti il campione della ricerca “presentano incrementi significativi di danni e di alterazioni del Dna rispetto al campione di confronto estratto dalle aree di campagna” (Burcei, in Provincia di Cagliari).
Questo è uno dei passaggi fondamentali della ricerca svolta da otto ricercatori di assoluta fama internazionale (Marco Peluso, Armelle Munnia, Marcello Ceppi, Roger W. Giese, Dolores Catelan, Franca Rusconi, Roger W.L. Godschalk e Annibale Biggeri) e pubblicata nel 2013 sulla prestigiosa rivista internazionale di epidemiologia dell’Università di Oxford “Mutagenesis”.

La rchiesta di rinvio a giudizio della Procura di Cagliari sarà trattata in udienza preliminare il 4 dicembre.
Le accuse sono chiare e pesanti: disastro ambientale e, in subordine, getto pericoloso di cose.
Su Fabio Corvetto pesa anche l'accusa di avere  ostacolato i controlli.
Parti civili Regione, Comune, ministero e le associazioni Donne Ambiente Sardegna e Sardegna Pulita che fecero scattare l'avvio delle indagini.
La presenza della Regione e del Comune di Sarroch, nel ruolo di "parti civili" è surreale, dal momento che è chiara la loro inerzia pluridecennale, dimostrata fin qui, tanto che la questione è ancora tutta da lavorare nei tribunali...
E, si potrebbe parlare di "inerzia colpevole" che si cerca di coprire saltando sul carro dei vincitori mentre è prossimo al traguardo...
Ma, è noto che il "carro" è stato spinto dal basso, dalla gente che non ne può più, che ha studiato, che ha indagato, che ha messo insieme i pezzi, con abilità, per affermare il suo sacrosanto diritto alla salute, alla verità, contro il gaslighting applicato sin qui, ma ormai giunto al suo precipizio.