Sarroch, nuove emissioni dalla raffineria: non bastano più fotografie e segnalazioni. SERVE RIGORE!

Sarroch, nuove emissioni dalla raffineria: non bastano più fotografie e segnalazioni. SERVE RIGORE!

Cagliari, 20 luglio 2026. Di Elia Sanna

L’ennesima colonna di fumo scuro proveniente dall’area industriale di Sarroch riaccende i riflettori su una situazione che, secondo residenti e comitati civici, non può più essere considerata episodica.
Le immagini diffuse nel pomeriggio hanno fatto rapidamente il giro dei social, alimentando ancora una volta interrogativi e preoccupazioni tra la popolazione.
A denunciare l’accaduto è stato Giampaolo Masu, presidente del Comitato civico Ambiente e Salute di Sarroch.
“Questo pomeriggio è stata documentata una consistente fumosità scura, apparentemente proveniente da una delle torce dello stabilimento Sarlux, mentre risultavano attive anche altre torce”.
Il presidente del Comitato precisa che “dalla sola immagine non è possibile stabilire cause, sostanze emesse o natura dell’evento”.
Proprio per questo, nelle prossime ore sarà inviata una Pec urgente agli enti competenti per chiedere chiarimenti, accertamenti e l’immediata conservazione dei dati impiantistici e ambientali relativi all’episodio.
“I cittadini non possono continuare a conoscere questi episodi soltanto attraverso fotografie e segnalazioni dal territorio.
Attendiamo risposte ufficiali”conclude Masu.
L’episodio, tuttavia, si inserisce in un contesto che da tempo suscita allarme nella comunità locale.
Le immagini di questa sera sono state osservate da migliaia di persone presenti nel centro abitato e da numerosi automobilisti di rientro dalle località balneari.
Una visibilità così ampia rende inevitabile una domanda: possibile che un fenomeno di tale evidenza non sia stato rilevato anche dagli organismi preposti ai controlli?

È proprio su questo punto che si concentra la richiesta di trasparenza avanzata da cittadini e comitati.
Da mesi vengono documentate, anche dagli organi di informazione, fotografie e segnalazioni di emissioni provenienti dall’area industriale.

Eppure, allo stato, non risultano rese pubbliche spiegazioni puntuali in grado di rassicurare la popolazione sulla natura di questi fenomeni.

Non è corretto affermare, in assenza di analisi ufficiali, quali sostanze siano state emesse né attribuire loro una specifica pericolosità.
Ma proprio questa incertezza rende ancora più urgente che gli enti competenti effettuino tutti gli accertamenti necessari e ne comunichino tempestivamente gli esiti. In una vicenda che riguarda la salute pubblica e la tutela dell’ambiente, il silenzio istituzionale rischia infatti di alimentare sfiducia e preoccupazione.

I cittadini hanno diritto a conoscere cosa stia accadendo, quali verifiche siano state eseguite e quali risultati abbiano prodotto.

Dopo mesi di segnalazioni, fotografie e denunce provenienti dal territorio, non sono più sufficienti rassicurazioni generiche: servono controlli rigorosi, dati verificabili e risposte ufficiali.
Solo così sarà possibile ristabilire un rapporto di fiducia tra istituzioni e comunità locale.
Nuove emissioni dalla raffineria: non bastano più fotografie e segnalazioni.
Serve rigore.