SCOZIA. I NUOVI DATA CENTER PROPOSTI CONSUMEREBBERO IL 150% DEL CONSUMO ELETTRICO DI PICCO NAZIONALE

SCOZIA. I NUOVI DATA CENTER PROPOSTI CONSUMEREBBERO IL 150% DEL CONSUMO ELETTRICO DI PICCO NAZIONALE

Giannina Puddu, 5 settembre 2026.

Il processo di "elettrificazione" è imposto per soddisfare i bisogni della "Transizione digitale" sostenuta dall'Intelligenza Artificiale, spinta dalle Big Tech che stanno scommettendo, su questa, migliaia di miliardi di dollari propri e, sempre più spesso, presi a prestito con emissioni obbligazionarie.

Tali emissioni obbligazionarie, offerte a tassi generosi, sono già in aperta competizione con le emissioni statali.

Sempre maggiore la probabilità che gli Stati, fortemente indebitati e dipendenti dagli investitori, non riescano più a collocare i loro titoli rischiando il default.

La domanda elettrica di picco dell'intera Scozia si attesta normalmente al di sotto dei 4.000–5.000 MW.

Solo i  nuovi data center proposti, per funzionare, avrebbero bisogno del 150% del consumo elettrico di tutta la Scozia nei momenti di picco, ovvero, di  una potenza combinata fino a 6.000 megawatt (6 GW).

Il dato scozzese è l'ennesima riprova del fatto che la corsa sfrenata all'incremento della produzione di energia elettrica non serve alle Nazioni, nè ai Popoli, ma a soddisfare le schizofreniche ambizioni dei grandi tecnocrati globali.

Oltre Atlantico, le sette aziende tecnologiche statunitensi a mega-capitalizzazione che dominano gli indici S&P 500 e Nasdaq:
  1. Microsoft (MSFT) – Leader nel software aziendale, nei servizi cloud (Azure) e principale investitore e partner di OpenAI. 
  2. Apple (AAPL) – Il gigante dell'hardware di consumo (iPhone, Mac, iPad) che sta affrontando l'evoluzione dei suoi servizi e l'integrazione dei sistemi di intelligenza artificiale proprietari.
  3. NVIDIA (NVDA) – Il motore hardware assoluto della rivoluzione IA, produttrice dei chip (GPU) indispensabili per l'addestramento dei modelli linguistici più avanzati.
  4. Alphabet (GOOGL) – La holding a cui fa capo Google, dominatrice della ricerca web, della pubblicità online e in forte crescita nei servizi cloud e nei modelli IA Gemini. 
  5. Amazon (AMZN) – Colosso dell'e-commerce e leader globale nell'infrastruttura cloud con AWS (Amazon Web Services). 
  6. Meta Platforms (META) – L'azienda proprietaria di Facebook, Instagram e WhatsApp, focalizzata sulla pubblicità digitale avanzata e sullo sviluppo dell'IA open source (LLaMA). 
  7. Tesla (TSLA) – Il pioniere dei veicoli elettrici, della tecnologia delle batterie e dei sistemi di guida autonoma.
A questi mostri finanziari si somma il cosiddetto  blocco cinese BATX che guida,  sotto l'influenza di Pechino, con Baidu, Alibaba, Tencent e Xiaomi. 
La Cina ha un doppio interesse economico da far valere dominando anche il mercato dei pannelli solari e delle pale eoliche.
Mentre presta il fianco accettando di lasciar devastare i suoi spazi vitali da laghi di pannelli solari e torri eoliche,  l'Unione Europea si interroga (anzichè rispondersi...)  sui rischi legati alla propria sovranità digitale (già persa...) e alla dipendenza dai cloud d'oltreoceano. 
Non si tratta di un "rischio", ma di una assoluta certezza, il gap di competenze tra l'Europa e gli USA e la Cina, sul fronte tecnologico è incolmabile e ciò che è ceduto è perso...
Quindi:
  • stiamo cedendo l'uso del nostro suolo perchè sia devastato;
  • stiamo alimentando il gap tecnologico offrendo "mercato" a questi mostri;
  • stiamo alimentando l'industria e l'economia del blocco americano e cinese, a danno delle nostre;
  • stiamo costruendo la nostra "gabbia digitale" cedendo i nostri "dati" e il loro controllo;
  • stiamo cedendo la nostra "Sovranità" politica poichè la cessione dei "dati" impedisce e impedirà sempre più il controllo su noi stessi. L'indisponibilità dei dati non consente di governare. 

Il Consiglio dello Scottish National Party (SNP), principale partito politico indipendentista e socialdemocratico della Scozia, forza dominante del Parlamento scozzese a partire dagli anni 2000 e 2010, aveva approvato una mozione formale per chiedere lo stop temporaneo alle autorizzazioni di nuovi data center, sollevando preoccupazioni fondate sull'enorme impatto ambientale e sul consumo energetico.

Ma, il governo scozzese ha invece deciso di non applicare tale blocco, optando semplicemente per una stretta sui controlli.

Bill Ramsay, del gruppo sindacale del Partito Nazionale Scozzese,  ha definito questa scelta del governo guidato dal suo stesso partito "antidemocratica" e "politicamente discutibile".
In verità, "politicamente" è un suicidio.
Alla notizia della moratoria approvata, le Big Tech hanno reagito esercitando una fortissima pressione alla quale il Governo scozzese non è stato in grado di resistere...