SILENTI ENASARCO: CALDERONE, INTERVIENE O NON INTERVIENE?

SILENTI ENASARCO: CALDERONE, INTERVIENE O NON INTERVIENE?
Marina Elvira Calderone, dal 2022 ministro del lavoro e delle politiche sociali nel governo Meloni.

Giannina Puddu, 10 febbraio 2026.

Da AI Google:

La questione dei "silenti Enasarco" riguarda circa 700.000 agenti di commercio che, pur avendo versato contributi obbligatori, non maturano la pensione per mancato raggiungimento dei 20 anni di contribuzione. Il deputato Marco Furfaro (PD) ha sollecitato la Ministra del Lavoro Marina Calderone per risolvere tale "ingiustizia" che blocca oltre 9 miliardi di euro di contributi.
Punti chiave della vicenda
Chi sono: Agenti che interrompono l'attività prima dei 20 anni di contributi minimi richiesti, perdendo i versamenti effettuati.
  • La richiesta: Esponenti politici e associazioni come Federcontribuenti chiedono un intervento governativo (Calderone) per sbloccare la situazione dei silenti, definita una "inadempienza dello Stato".
  • Stato attuale: Nel 2024-2025 sono stati approvati ordini del giorno in Parlamento, ma si attende la copertura finanziaria necessaria per risolvere la questione.
  • Contributi silenti: Questi contributi non possono essere solitamente ricongiunti all'INPS se non in casi specifici, rendendoli inutilizzabili

Il 25 ottobre 2024:

I ‘cosiddetti’ silenti Enasarco hanno depositato nelle casse dello Stato circa 9,2 miliardi per vedersi riconosciuta una pensione integrativa, nel momento di fragilità della loro vita. Ma un ‘Prendi i soldi e scappa 2′ che ha come protagonista lo Stato stesso lì ha lasciati a bocca asciutta in una landa desolata di disperazione”.

Così, con una dura nota Antonio Passaro Responsabile del Dipartimento Enasarco di Federcontribuenti riguardo l’approvazione dell’ordine del giorno della settimana scorsa in Parlamento. “Questo Odg – spiega Passaro – e’ un segno di speranza perché sostenuto da maggioranza con il Presidente della Commissione Lavoro Walter Rizzetto e dalla opposizione in primis l’on. Furfaro del PD anche se sta provocando preoccupazione in quanto e’ solo l’inizio per una risoluzione “con il tempo che ci vuole per trovare le coperture necessarie”.

Tant'è, sottolinea l’esponente di Federcontribuenti “che dalle dichiarazioni di molti Deputati emerge, una chiara mancanza di conoscenza della tematica dei silenti, pur avendo noi informato  le Istituzioni di un piano risolutivo del problema, che evidentemente prima non prestava interesse e che aspettavano la flagellazione umana per prendere coscienza, e creare clamori intorno ad un diritto sacrosanto.

Il 3 giugno 2025

Caso ENASARCO: FEDERCONTRIBUENTI ricorre presso la CEDU sui SILENTI

“Non è bastato il nostro atteggiamento patriottico assunto in questi anni sulla questione Enasarco, cercando di lavare i panni sporchi in casa, e non far sfigurare l’immagine nazionale al cospetto di paesi, che hanno una idea più democratica per quanto riguarda la previdenza. Con l’esaurirsi del mancato impegno dell’intero Parlamento, preso con l’ordine del giorno, che impegnava il Governo a sollecitare un confronto con la Fondazione Enasarco al fine di trovare una soluzione in merito ai lavoratori silenti, ci troviamo costretti ad indire un ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), per far riconoscere le più elementari regole previdenziali che i nostri Governi non sono riusciti a risolvere”. Così in una nota Federcontribuenti annuncia il ricorso presso la CEDU.

“Il Comitato Scientifico Legale di Federcontribuenti, ha evidenziato delle lesioni sostanziali di diritto, che si trasformano in violazioni, per quanto riguarda l’ordinamento italiano, che non è in grado di risolverli – afferma Antonio Passaro Responsabile del Dipartimento Enasarco di Federcontribuenti – Il sistema regolamentare della previdenza Enasarco, approvato dai Ministeri competenti dello Stato, viola costantemente l’art.3 della Costituzione, per la discriminazione di disparità di trattamento tra gli iscritti; un atteggiamento anti democratico che lede la dignità di migliaia di lavoratori, affidati a queste Istituzioni e che si ritrovano in una condizione di povertà assoluta, per la negligenza e l’incapacità di trovare soluzioni adeguate”.

Secondo la giurisprudenza della CEDU, i diritti pensionistici rientrano nella nozione di “beni” protetti.

Federcontribuenti ritiene, che la contribuzione versata nella previdenza Enasarco, ha un fine di previdenza supplementare inderogabile, e come tale deve essere riconosciuta. I regolamenti invece di agevolare la vita delle persone, con l’erogazione certa del supplemento di pensione, regolano il controllo d’uso della previdenza e dell’utilizzo della proprietà; e una espropriazione di fatto delle somme versate, con conseguente cancellazione dei beni del contribuente.

Invitiamo quindi, tutti i contributori, a partecipare per fare chiarezza sull’incapacità delle Istituzioni di sanare le lesioni di diritto sistematicamente violate nella previdenza Enasarco. Un particolare ringraziamento allo Studio legale Mandico & Partners per la collaborazione. Federcontribuenti anche a fronte di tutto questo invita tutti coloro interessati alla questione dei “Silenti” a sostenere economicamente la Federazione che, ricorda l’associazione, non ha mai chiesto fondi pubblici.

Ho verificato che la CEDU non ha tempi fissi per la pubblicazione delle sentenze, che dipendono dalla complessità del caso e dal carico di lavoro.

Il processo può durare diversi anni e nel cors della fase istruttoria non è possibile accede ai documenti relativi al caso.

Il 7 luglio 2025, su Fisco&Tasse

Enasarco: interrogazione alla Camera sulle criticità della gestione

presentata un’interrogazione sulla Fondazione Enasarco: gestione finanziaria opaca, mancata tutela degli iscritti e proposta di trasferimento in INPS. Attesa risposta del Ministero

Su Fisco&Tasse

Il 30 giugno 2025 l’onorevole Roberto Traversi ha presentato alla Camera dei Deputati l’interrogazione a risposta orale n. 3/02054, indirizzata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Oggetto dell’atto parlamentare è la Fondazione Enasarco, ente previdenziale privato obbligatorio per gli agenti di commercio italiani. 

Sebbene finanziata interamente dai contributi degli iscritti, Enasarco non garantisce tutele assimilabili a quelle del sistema pubblico, generando da tempo malcontento tra gli operatori del settore.

L’interrogazione punta il dito contro diverse criticità gestionali e strutturali, in particolare in tema di sostenibilità finanziaria, scarsa rappresentanza e scelte operative poco trasparenti.

Tra queste, si evidenziano l’acquisizione del 50% della società New Energy (poi rinominata Enasarco Energia), multata per 2,6 milioni di euro dall’Arera per pratiche scorrette, e la vicenda della revoca – poi annullata dal tribunale – del presidente della Fondazione.

Preoccupano anche le modalità delle ultime elezioni del consiglio di amministrazione, svoltesi con una lista unica a trazione sindacale, escludendo una vera rappresentanza pluralistica degli agenti e rappresentanti iscritti. 

Il quadro complessivo ha portato Traversi a chiedere al Governo se non sia opportuno valutare un eventuale trasferimento del sistema previdenziale Enasarco all’INPS, garantendo così maggiore equità e sicurezza pensionistica per agenti e rappresentanti.

Il 10 dicembre 2025

Lavoro: Furfaro, Vicenda silenti Enasarco non più rinviabile, Calderone intervenga

“Ho inviato alla ministra Calderone una lettera formale per chiedere, ancora una volta, di intervenire su una delle ingiustizie più pesanti che gravano su centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori: la vicenda dei silenti Enasarco. Persone che per anni hanno versato contributi obbligatori e oggi si ritrovano senza pensione perché non hanno raggiunto i vent’anni di contribuzione richiesti dalla Fondazione”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato Pd in Commissione Affari sociali e membro della segreteria nazionale del Pd.

“Più di un anno fa la Camera ha approvato un ordine del giorno, a mia prima firma, che impegnava il Governo a risolvere questo problema.

Da allora, silenzio assoluto: nessun confronto, nessun percorso normativo, nessuna risposta. È un fatto grave, che mina la fiducia nel sistema previdenziale e lascia senza prospettiva chi ha fatto la propria parte. Per questo ho sollecitato e chiesto alla ministra un incontro, nonché di aprire subito un tavolo con Enasarco e le rappresentanze dei silenti, definire una soluzione normativa e prevedere risorse per risolvere la questione. Non è più il tempo dei rinvii: qui è in gioco una questione di giustizia sociale e di rispetto verso le persone”

Attualmente:

Il ricorso presentato da Federcontribuenti presso la CEDU contro il sistema previdenziale Enasarco per i cosiddetti "silenti" è attualmente in corso, con l'obiettivo di denunciare la violazione dei diritti umani legati alla previdenza e ottenere una riforma strutturale. L'associazione mira a condannare lo Stato italiano per l'espropriazione di fatto dei contributi versati da migliaia di lavoratori.
Punti chiave della situazione.
Il Ricorso: Federcontribuenti sostiene che i regolamenti Enasarco configurino un'espropriazione delle somme versate, violando il diritto alla pensione, specialmente per chi non raggiunge i requisiti minimi.
  • Destinatari: La battaglia legale riguarda i "silenti", ovvero agenti e rappresentanti di commercio che hanno versato contributi per anni senza ottenere pensione o rimborso.
  • Supporto Legale: L'azione è supportata dallo Studio legale Mandico & Partners.
  • Obiettivo: La richiesta è di una condanna formale dello Stato italiano per la violazione del diritto alla previdenza e alla libertà professionale.

La Federcontribuenti continua a sollecitare la partecipazione e il sostegno economico per questa battaglia, evidenziando come la questione sia stata ignorata per anni.

Di riffe o di raffe, la questione rimbalza, sempre,  sul tavolo del Ministro Calderone.

Decenza istituzionale impone che sia lo Stato a correggere questa evidente stortura prima che si esprima la CEDU...

Il tempo trascorso è più che sufficiente per maturare una soluzione finanziata che restituisca ai "Silenti Enasarco" i loro capitali (versati  con obbligo)  o una rendita equivalente.

La questione dei "silenti" Enasarco è esplosa in modo significativo tra il 2016 e il 2017, circa dieci anni fa!

 

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