Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, la posizione finanziaria netta delle imprese bergamasche è mediamente migliorata nell’esercizio 2024 (+15% rispetto al 2023), sebbene in maniera non uniforme tra di diversi cluster dimensionali.
Le difficoltà emerse nel secondo semestre 2024 sembrano proseguire nel 2025, come confermato dai recenti dati sull’export italiano verso gli Stati Uniti in forte contrazione (-21% ad agosto 2025 rispetto all’anno precedente).
Lo Studio RC - Rescigno Carrara (Dottori Commercialisti e revisori legali) fondato da Marco Rescigno e Paola Carrara ha condotto, per il quinto anno consecutivo, un’analisi sui risultati dei bilanci analizzando 6.997 società di Bergamo e provincia, segmentando le informazioni disponibili per dimensioni di fatturato e per specifici settori merceologici ritenuti di particolare interesse e maggiormente rappresentativi della provincia bergamasca.
La ricerca è stata condotta confrontando i risultati dei bilanci 2024 con quelli del 2023, rispetto a specifiche grandezze economiche, finanziarie e patrimoniali ritenute maggiormente significative. Si è proceduto all’analisi attraverso l’utilizzo di dati pubblici desumibili dai bilanci, informazioni anagrafiche e merceologiche relative alle società depositati presso il Registro Imprese, estraendoli e rielaborandoli con l’ausilio di specifici data base professionali.
“L’obiettivo principale dell’analisi è comprendere in che misura i fattori esogeni che hanno caratterizzato il 2024 — tensioni geopolitiche, dinamiche inflazionistiche, oscillazioni dei costi energetici e delle materie prime, incremento dei tassi di interesse — abbiano inciso sulle performance reddituali, patrimoniali e finanziarie delle imprese. -commenta Marco Rescigno, che prosegue-Il 2024 si è distinto per un progressivo rallentamento del ciclo economico, che si è tradotto in una contrazione complessiva dei ricavi pari a -0,9% rispetto al 2023.
Tale flessione, pur contenuta, risulta diffusa in tutte le classi dimensionali, con un impatto più marcato sulle imprese di maggiori dimensioni, maggiormente esposte alla domanda internazionale e alle turbolenze dei mercati esteri.
Le difficoltà emerse nel secondo semestre del 2024 sembrano inoltre proseguire nel 2025, come confermato ad esempio dai recenti dati sull’export italiano verso gli Stati Uniti, in forte calo (-21% ad agosto 2025 rispetto all’anno precedente)”.
Paola Carrara sottolinea come: “Per quanto riguarda gli aspetti finanziari, la posizione finanziaria netta delle imprese bergamasche è mediamente migliorata nell’esercizio 2024 (+15% rispetto al 2023), sebbene in maniera non uniforme tra di diversi cluster dimensionali, tra i quali solo le imprese «molto grandi» presentano un trend negativo (-8,9%), in coerenza con l’andamento negativo dell’indicatore economico EBITDA (-12,8% il trend per le imprese molto grandi rispetto al 2023), che meglio sintetizza la capacità dell’impresa di generare cassa.
La lettura disaggregata per settori merceologici conferma, tuttavia, che l’andamento non è stato uniforme.
Alcuni comparti — carta, edilizia, materie plastiche, legno, meccatronica e tessile — hanno registrato calo dei ricavi e contrazione dei margini più marcati rispetto alla media del campione.
In controtendenza, invece, i settori alimentare e della ristorazione, dove abbiamo osservato fatturato in leggera crescita rispetto al 2023”.