Giannina Puddu, 12 febbraio 2026.
"Tutti gli atti di precetto sono errati nell'importo."
E' incredibile che, dal 1993, gli avvocati e i giudici coinvolti in tali vicende, abbiano operato sulla base di questo errore matematico grossolano!
Certo, sono tutti laureati in giurisprudenza e non in matematica e totalmente digiuni della ancor più sofisticata matematica finanziara.
Ma, i CTU chiamati in causa???
Oltre quelli, neppure chiamati per supponenza del giudice...
Il dottor Alessandro Govoni, profondo conoscitore della materia, si è espresso sul punto affermando quanto, in verità, si può intuire riflettendo e ribaltando il tavolo di numerose sentenze che hanno, troppo spesso, danneggiato i mutuatari.
Con l'ammortamento "alla francese", le banche incassano, prima, tutto il montante interessi calcolato per tutta la durata pattuita del mutuo.
Ma, se la banca ritiene anticipatamente chiuso il contratto, deve restituire tutta la parte di interessi che ha già incassato per gli anni futuri che non ci saranno più.
Questo importo deve essere assimilato in conto capitale per determinare l'effettivo valore di capitale preteso dal cliente.
Semplificando: se il mutuatario ha già pagato, per esempio, 20.000,00 euro in conto interessi per gli anni futuri cancellati dalla chiusura anticipata del contratto, mentre il capitale a debito residuo è pari a 100.000,00€ quest'ultimo deve essere "attualizzato" deducendo i 20.000,00€ già versati come "interessi", così che, alla banca, siano dovuti 80.000,00€ e non 100.000,00€.
Govoni, argomenta premettendo che, col piano di ammortamento alla francese la banca ha accettato di ritardare l' incasso del capitale, per incassare più velocemente gli interessi.
Nel momento in cui la banca decide di risolvere il contratto di mutuo anzi tempo, non può pretendere tutto subito il capitale residuo perché aveva accettato di incassare più velocemente gli interessi.
Può pretendere subito solo il valore attuale del capitale residuo.
Il mutuo per la banca è in tutta evidenza una rendita finanziaria.
Se la risolve anzitempo, non può pretendere oggi tutto il capitale che avrebbe invece incassato rateizzato, può pretendere il capitale residuo ma attualizzato ad oggi.
Lo stabilisce il Codice Civile, il TUB e lo ha statuito la Corte di Giustizia Europea e la Cassazione.
Osserva che il denaro ha un "costo" legato al tempo.
Se la banca decide di rientrare in possesso di una somma prima della data pattuita, sta modificando l'equilibrio del contratto.
E' una decisione della banca quella di risolvere un contratto di mutuo fondiario dopo il mancato pagamento di 6 rate, potrebbe rimodulare il mutuo rimettendo in bonis il mutuatario come avveniva prima del 1993.
Se l' investitore riceve l'intero capitale di scadenza oggi, ottiene un vantaggio indebito: richiedere il capitale anticipatamente trasforma una rendita (flusso periodico) in un valore capitale immediato.
La matematica finanziaria garantisce che questa operazione sia equa per entrambe le parti: l'investitore ottiene la liquidità, ma "paga" una penale implicita sotto forma di sconto sul valore nominale.
Costo Opportunità ": chi ridà i soldi oggi, rinuncia alla possibilità di tenerli e farli fruttare per i prossimi 10 anni.
Per la matematica finanziaria, 100.000 € tra 10 anni "valgono" molto meno di 100.000 € oggi, perché con 61.391 € investiti al 5% oggi, chiunque avrebbe 100.000 € tra 10 anni in capitalizzaziome composta.
Capitale: se era previsto che venisse restituito in 10 anni, la sua "valutazione" oggi deve essere depurata dal valore temporale.
Si applica il criterio di equità (Art. 1374 c.c.) che nella prassi tecnica si traduce nell'attualizzazione finanziaria.
L' investitore (la banca) con la risoluzione anticipata avrebbe il capitale subito e potrebbe teoricamente reinvestirlo, ottenendo un rendimento che non le spetterebbe.
Aggiunge Govoni: la Sentenza della Corte di Giustizia Europea "Lexitor" (Causa C-383/18) dell'11 settembre 2019, ha rivoluzionato il concetto di rimborso anticipato.
La Lexitor è nata per proteggere i consumatori che rimborsano un prestito (quindi "debitori"), il principio giuridico che stabilisce è universale: il costo del denaro è legato al tempo.
Punti chiave della Sentenza:
1. Il principio della riduzione proporzionale
La Corte ha stabilito che in caso di estinzione anticipata, il cliente ha diritto alla riduzione in misura proporzionale alla durata residua del contratto.
La banca se decide di incassare tutto il capitale residuo oggi anziché rimodulare il mutuo, "interrompe" il fattore tempo.
Poiché il tempo è ciò che giustifica il valore del capitale, la somma deve essere riparametrata al momento attuale.
Col piano di ammortamento alla francese la banca ha accettato di ritardare l' incasso del capitale per incassare più velocemente gli interessi che a metà mutuo risultano pressoché già tutti incassati.
A seguito della sentenza Lexitor, anche l'Art. 125-sexies del Testo Unico Bancario è stato riscritto per chiarire che:
"Il consumatore può rimborsare anticipatamente in qualsiasi momento, in tutto o in parte, l'importo dovuto al finanziatore e ha diritto alla riduzione, in misura proporzionale alla vita residua del contratto.
Govoni conclude la sua osservazione riprendendo, in sintesi: la "Matematica Giuridica":
Mentre la Lexitor dice che bisogna "ridurre", la matematica finanziaria fornisce lo strumento per farlo: l'attualizzazione.
La Cassazione (con la sentenza 2633/2022) ha poi recepito integralmente questi principi, ribadendo che tutto ciò che è legato al tempo deve essere ricalcolato se il tempo viene accorciato.
Chiedere il valore nominale (100%) oggi per un credito esigibile in 10 anni è considerato un abuso del diritto.
2. Art. 1185, comma 2, Codice Civile (L'Anticipazione): " Se il debitore paga prima della scadenza, non può ripetere ciò che ha pagato.
Ma il debitore può ripetere, nei limiti della perdita subita, ciò di cui il creditore si è arricchito per effetto del pagamento anticipato."
Questo significa che la legge riconosce che pagare prima arricchisce il creditore (perché può reinvestire i soldi) e danneggia il debitore (che perde la liquidità).
Quindi, il debitore ha il diritto legale di trattenere quella differenza. L'attualizzazione finanziaria è lo strumento tecnico per calcolare esattamente questo "arricchimento".
Se si incassa il nominale oggi, si riceve una prestazione superiore a quella pattuita (perché il denaro oggi vale più del denaro domani), violando l'Articolo 2041 c.c. (Azione generale di arricchimento).
Art. 1375: Il contratto deve essere eseguito secondo buona fede. Non è secondo buona fede pretendere oggi una somma che ha un valore temporale diverso.