ESCLUSIVA IN - Possono i mercati rimbalzare quando le economie rallentano? (video)

Quest`oggi siamo stati al seminario organizzato da East Capital presso il Grand Hotel et de Milan di via Manzoni dove abbiamo raccolto le testimonianze di Daniele Mellana, Responsabile commerciale per l`Italia, Marcus Svedberg, Capo economista e Aivaras Abromavicius, Partner e Membro del team di gestione.

Dopo la breve introduzione di Mellana, che sottolinea come la società svedese sia ancora il primo investitore mondiale sui mercati finanziari dell’Europa dell’Est ma allo stesso tempo si stia allargando in Asia (è stato recentamente aperto un nuovo ufficio a Shangai) è stata la volta di Marcus Svedberg, il quale presenta l`outlook macroeconomico oggetto dell`incontro.
Il Capo Economista comincia esaminando la situazione mondiale a livello di crescita del PIL nel 2012, sostenendo che questa vedrà un rallentamento della crescita economica nei paesi emergenti e una crescita minimale nelle economie sviluppate con un’inflazione generalmente bassa, mentre il prezzo del petrolio si manterrà intorno ai 100 US al barile.
Nello specifico, Svedberg indica tre possibili scenari per l’Eurozona: quello più fosco prevedrebbe l’uscita di alcuni membri con conseguente recessione che porterà la BCE e il FMI a prendere un ruolo più attivo. Lo scenario intermedio vorrebbe invece alcuni passi in avanti verso una soluzione parziale che non porti crescita o solo una leggera contrazione. Infine lo scenario più positivo vedrebbe una reale soluzione che condurrebbe ad una maggiore positività e ad una leggera crescita positiva.
Svedberg quindi passa ad esaminare la situazione dei paesi dell`Est all`interno di questo contesto. Alcuni paesi sono infatti molto integrati con l’economia europea occidentale e quindi più vulnerabili (Europa centrale e del sud-est), dunque le maggiori economie dell’area e quelle meno integrate potrebbero crescere anche in un contesto di rallentamento dell’Europa occidentale, come ad esempio Russia, Asia centrale e Polonia. Il Capo Economista è pertanto sicuro che in generale anche l’Est Europa in caso di forte recessione delle economie sviluppate mondiali non crescerebbe, ma in ogni caso, essendo scontato un rallentamento nel 2012 rispetto al 2011, le grandi economie domestiche si mostreranno più resistenti (Russia, Polonia e Turchia) mentre in generale nel medio e lungo periodo la crescita dell’area esteuropea sarà più moderata, ma anche più sostenibile.
Dal punto di vista dell’aggregato famiglie il livello di indebitamento risulta invece estremamente basso (la media dell’UE è 12mila EUR pro-capite, contro 130 EUR in Russia, 280 in Turchia e 1480 EUR in Polonia), mentre i consumi restano la componente maggiore dei rispettivi PIL e quindi la maggiore fonte di crescita. Anche per quanto riguarda le finanze pubbliche la situazione è rosea rispetto al mondo sviluppato, con bassi livelli di debito pubblico e basse percentuali di deficit su PIL.
 
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Andando nello specifico, per quanto riguarda la Russia East Capital si attende una crescita fra il 4 e il 5% guidata da un prezzo del petrolio sostenuto e dalla forte domanda interna, con un`inflazione vicina ai minimi di sempre e una migliore politica monetaria in cui il rublo sarà più flessibile. Si stima inoltre che l’accesso al WTO stimolerà una cresciuta ulteriore del PIL di altri 160miliardi di USD a beneficio soprattutto delle aree costiere e degli importatori mentre si andrà avanti nel processo di liberalizzazione per ulteriori 28 miliardi di USD (fra le società parte di questo programma Sberbank, VTB e Rosneft). Dal punto di vista politico le grandi e pacifiche proteste contro la corruzione e l`eccessiva burocrazia continueranno infine a premere per un cambiamento. 
Anche per la Turchia Svedberg si aspetta una crescita solida, guidata dai settori dell’economia domestica in un contesto di solidi conti pubblici e politiche prudenti del sistema bancario, mentre permangono invece perplessità sul comportamento `poco ortodosso` della Banca Centrale. Dal punto di vista politico l’AKP conserva infatti una forte leadership e la vicinanza all`Europa diventarà sempre più strategica, anche come “ponte energetico”. La Turchia può poi contare su una forza lavoro giovane e istruita. Per quanto concerne l’integrazione nell’UE e il rating upgrade, al momento rimandati, questi rimangono comunque fattori importanti nel medio termine.
Chiudendo con l`Europa Centrale, Svedberg si concentra in particolare sulla Polonia, che potrebbe sovraperformare ancora sulla scorta di una forte economia e della buona gestione da parte del Governo, senza contare la spinta che arriverà dagli Europei di calcio del 2012. 
 
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E` stata poi la volta di Aivaras Abromavicius, il quale cerca di dare una risposta al quesito `Possono i mercati rimbalzare quando le economie rallentano?`
Il membro del team di gestione comincia il suo intervento evidenziando come i mercati e le rispettive economie non sempre siano correlate, anche se nel contesto attuale i problemi nell’Eurozona catturano l’attenzione anche se il sentiment è in miglioramento. Ad esempio, in Russia si sta già assistendo a una diminuzione della volatilità e l’indice RTS del mercato russo è stato più correlato al VIX che non al prezzo del petrolio. 
Abromavicius mostra quindi come il mercato russo in questo momento è probabilmente uno dei mercati più economici al mondo, ma con il  maggior livello di utili per azione fra le principali economie emergenti, che in realtà dovrebbe implicare anche un P/E più elevato e che dalla primavera in avanti si è verificato un fatto anomalo, ovvero uno `scollamento` del prezzo del petrolio, in rialzo, (sia in RUB che in USD) dal livello dell’RTS, al contrario in discesa.
Abromavicius spiega come all’interno dei portafogli East Capital abbia deciso di aumentare l’esposizione alla Russia in quanto ritiene che nel breve ci sarà una riduzione del rischio politico e che sarà quindi il mercato più interessante nell’area dal punto di vista delle valutazioni. Allo stesso tempo però, la società svedese manterrà una allocazione molto elevata nel settore energetico (sia gas che petrolio) e sottopeserà decisamente il settore minerario-estrattivo, favorendo nello specifico le aziende con alti rendimenti e con alta distribuzione dei dividendi e mantenendo un sovrappeso sui settori legati alla domanda interna.
 
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Nel settore dei consumi i fondamentali restano infatti molto buoni e dal default del 1998 i livelli di povertà sono scesi drasticamente con livelli di occupazione in costante crescita e aumenti nei salari, per cui il reddito annuo pro-capite è stato sostanzialmente in costante ascesa (e così sarà anche nei prossimi anni seconfo le proiezioni). A dimostrazione dello `spazio di manovra` che ancora è disponibile Abromavicius cita ad esempio il caso del livello dei viaggi aerei, che è ancora pari a meno del 20% di quelli europei (ma lo stesso vale per le banche commerciali, la ristorazione e la logistica).
Il membro del team di gestione indica quindi alcuni casi di investimento da prendere in considerazione in vari settori, citando M-Video per i beni di consumo, Surgutneftegaz nel settore petrolifero, Halkbank nel settore bancario, Fondul proprietatea e Mostotrest per le infrastrutture.
Abromavicius ribadisce poi che quando si guarda al reale valore delle aziende, mercato ed economie possono muoversi diversamente. In Russia ad esempio ci si attende continuità, ma con una spinta riformista maggiore guidata dalle crescenti proteste, mentre i paesi più vicino a Eurolandia al contrario sono destiante a soffrire maggiormente. L`uomo di East Capital conclude il suo intervento criticando infine le valutazioni eccessivamente basse - e senza giustificazioni - che portano ad un’ampia discrepanza su come il mercato e le aziende vedono l’attività economica, in quanto l’80% delle aziende non presenta segni di rallentamento delle proprie attività.
 
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