IL "SISTEMA PAVIA" STA RIVELANDO LA SUA AMPIEZZA. GRAZIE AL NUOVO POCURATORE NAPOLEONE E AL LAVORO DELLA PROCURA DI BRESCIA.

Giannina Puddu, 20 ottobre 2025.

Il "SISTEMA PAVIA" sembra nuovo, ma è molto vecchio e radicato in tutto il territorio della Provincia.

Un sistema feudale che non si è mai estinto, nel quale i "signorotti" che occupano ogni posizione di vertice si concedono, ed effettivamente hanno, il potere di indirizzare tutto, condizionando gli interi processi sociali, giuridici ed economici.

Il "SISTEMA PAVIA" è emerso agli onori della cronaca, trascinato dalla forte attenzione mediatica dedicata al caso di Garlasco, legato all'omicidio di Chiara Poggi.

In questi giorni.

Ma, la corruzione che caratterizza il "sistema pavese" era palpabile e pubblico già nel 2014, quando Elio Ferrari, 67enne geometra di Casteggio, noto anche negli ambienti politici , e suo cugino Italo Romano Benvenuti, 76 anni, di Milano erano stati arrestati a ottobre con l’accusa di avere chiesto 150mila euro a Mauro Luciani, dirigente del Ministero dell’ambiente.

In quel fascicolo è indagato anche Francesco Lucio Errichiello, ex provveditore per le opere pubbliche in Lombardia e attuale consulente del Ministero dei Trasporti.

Il pubblico ministero, nella richiesta di arresto, aveva ipotizzato che i soldi chiesti, con la minaccia di una querela, a Luciani, facessero in realtà parte di una somma pagata nel quadro di appalti “pilotati” per i lavori sul dissesto idrogeologico in Oltrepo. 

Il 30 giugno 2015:  tre giudici del tribunale di Pavia risulterebbero al centro di un’indagine coordinata dalla procura di Brescia.
L’inchiesta riguarderebbe accertamenti su un presunto giro corruttivo nel pavese incentrato sui fallimenti immobiliari.
Le ipotesi per il momento vanno dalla corruzione in atti giudiziari all’induzione a delinquere e al falso ideologico.
Oltre ai magistrati risulterebbero iscritti nel registro degli indagati anche alcuni consulenti del tribunale ai quali solitamente viene affidato l’incarico di redigere perizie. Una vicenda, questa, emersa nel corso dell’ultima puntata della nostra trasmissione “Prima Serata Live”, allora condotta da Claudio Micalizio.
In un lancio ANSA del marzo 2025 si leggeva: Perquisizioni sono in corso da parte dei militari della Guardia di Finanza di Pavia nell'ambito in un'inchiesta che vede sette indagati, tra imprenditori, pubblici amministratori e responsabili di uffici pubblici, che devono rispondere a vario titolo di corruzione, falso, peculato, indebita destinazione di denaro, frode nelle forniture pubbliche e truffa ai danni dello Stato.
Secondo l'IA, la stessa Procura di Brescia avrebbe avviato indagini su magistrati appartenenti alla sezione civile del Tribunale di Pavia.
In particolare riguardanti presunti illeciti nelle esecuzioni immobiliari, avvenute nella seconda metà del 2015.
La Procura di Brescia ha indagato tre giudici per reati come corruzione in atti giudiziari, induzione a delinquere e falso ideologico.
Nell'indagine sono stati coinvolti anche dei consulenti del tribunale.
Nel novembre 2024, la Provincia Pavese aveva scritto con mano di Maria Fiore: Clean 2 a Pavia, ispezioni addomesticate e multe ridotte per gli amici ristoratori, in cambio di favori e denaro.
Controlli nei cantieri edili che venivano in alcuni casi annunciati in anticipo, così da permettere ai destinatari di organizzarsi per evitare sanzioni.
L’inchiesta della procura di Pavia getta ombre anche sull’attività del Nucleo carabinieri dell’Ispettorato del lavoro.
Il nuovo "quadro" che emerge è completo e disegna oggi, come ben racccontato da lidentita.it, uno scenario in cui pubblici ufficiali, militari e amministratori si scambiano favori, utilità e denaro.
Favori veicolati anche tramite intermediari, con pesanti ricadute sul funzionamento della giustizia e sulla gestione pubblica.

L’inchiesta è aperta e in espansione, vengono vagliate nuove testimonianze e svolte perquisizioni.

Nel mirino, la gestione opaca di relazioni tra carabinieri, imprenditori, politici e magistrati a Pavia.

Nelle indagini metodi, termini, fisionomie e comportamenti che ci si aspetterebbe da esponenti del crimine organizzato e non da rappresentanti di istituzioni che hanno giurato fedeltà allo Stato.

Fatti da accertare completamente e da approfondire, per verificare se mai potranno finire in un dibattimento ove ciascuno di loro potrà esercitare pienamente la propria difesa.

Intanto, le cronache esibiscono i brandelli degli accertamenti in corso dai quali emergono condotte e atteggiamenti a dir poco non consoni con ruoli e funzioni ricoperte.

Il nuovo procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, classe 58,  che ha riaperto il caso Garlasco coinvolgendo Andrea Sempio per il quale il suo predecessore aveva archiviato le indagini. Napoleone pare aver riportato a Pavia una nuova e indispensabile ventata di aria pulita.