L' EQUAZIONE DI DRAGHI NON E' CORRETTA.

Redazione, 23 marzo 2022.

In quattro e quattr'otto, Mario Draghi, alla nostra Presidenza del Consiglio, ha confermato di ritenere giusto l'intervento militare dell'Italia nel conflitto in corso tra Ucraina e Russia.

Lo ha spiegato con un'equazione tanto semplicistica quanto discutibile.

Si è spinto a ripescare Hitler e Mussolini.

Ma, non aveva bisogno di fare un viaggio così lungo nel passato, avrebbe potuto citare decine di altri casi, di ben più recente meomoria, tutt'ora attuali e aperti per i quali, nè prima, nè ora, l' Italia (nè l'UE) si è mobilitata con carri armati, uomini  e missili al seguito.

Ha preferito scegliere una sorta di terreno neutro, certo di riscontrare l'ovazione di chi lo ha ascoltato, un pò assopito, pare.

Si è espresso al livello degli avventori dei bar che, tra una birra e una scopa, commentano con le stesse identiche parole.

E' probabile che abbia scelto questa modalità di comunicazione proprio per questa "coincidenza".

La comunicazione è una tecnica che insegna, anche, ad usare le stesse parole di chi vuoi convincere e portare dalla tua parte.

Tuttavia, dal superuomo Draghi, ci si poteva aspettare uno sforzo intellettuale maggiore, adeguato al suo ruolo di Presidente del Consiglio italiano e della sua fama.

Ed anche, una corposa argomentazione politica della sua posizione che è così grave.

Negli ultimi decenni, abbiamo "giustificato" una buona quantità di "autocrati" e affini che hanno assediato terre d'altri, uccidendo, devastando, razziando.

Questo, accade ancora, nell'inerzia di Draghi e di chi la pensa come lui, nel caso in questione.