L'ONU HA APPROVATO IL CESSATE IL FUOCO A GAZA. SE IGNORATO, POSSIBILE UN INTERVENTO MILITARE.

L'ONU HA APPROVATO IL CESSATE IL FUOCO A GAZA. SE IGNORATO, POSSIBILE UN INTERVENTO MILITARE.

Redzione, 26 marzo 2024.

Ieri, 25 marzo,  il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha adottato una risoluzione che chiede un cessate il fuoco immediato nella Gaza devastata dalla guerra durante il Ramadan e chiede il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi.

Dall'ottobre scorso,  l'operazione militare israeliana ha causato la morte di oltre 32.000 palestinesi, per lo più donne e bambini, lo sfollamento di circa 1,7 milioni e la distruzione di massa in tutta l'enclave.

La Risoluzione 2728 (2024), adottata dai quindici membri che compongono il Consiglio di Sicurezza, è passata con 14 voti favorevoli e grazie all'astensione degli Stati Uniti che fino ad ora, invece, avevano opposto il loro veto, fermando l'adozione.

Richiesti anche  il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi, la garanzia  dell’accesso umanitario per far fronte alle esigenze mediche e umanitarie, il rispetto degli obblighi ai sensi del diritto internazionale in relazione a tutte le persone detenute.

Israele potrebbe sfidare anche l'ONU ignorandone la Risoluzione di ieri.

Intanto, interpreta ciò che non è da interpretare, ritenendo che il cessate il fuoco sia previsto a fronte del rilascio di tutti gli ostaggi.

Ma, non è ciò che è stato scritto, nessuna connessione di causalità è espressa nella Risoluzione, mentre sono indicate, in semplice elenco, le azioni da adottare. 

L'isolamento di Israele è già un fatto e il nuovo atteggiamento americano peggiora la sua situazione. 

L’ONU ha la responsabilità di difendere le popolazioni degli stati che subiscono una lesione profonda dei propri diritti fondamentali e questo è certamente il caso della Palestina. 

L'extrema ratio, vanificato ogni sforzo diplomatico, potrebbe essere l'intervento militare ONU a Rafah per alzare uno scudo che protegga la popolazione che rischia di essere sterminata.

Una soluzione possibile di emergenza che dovrebbe avere carattere temporaneo e seguita da un ennesimo tentativo diplomatico di composizione della crisi.

Il "genocidio" che caratterizza la condizione attuale a Gaza, sarebbe un motivo più che sufficiente persino per tentare di rovesciare l'attuale governo israeliano che sta privando del diritto fondamentale alla vita l'intera popolazione di Gaza.

La risoluta ambizione di Netanyahu (e di tutti quelli che sognano di godersi  le nuove e lussuose ville sulle spiagge di Gaza....) è al capolinea e trascina, obtorto collo, l'atteggiamento di Biden che non potrà farsi carico della strage definitiva a Rafah mentre è esposto anche in casa con le presidenziali dietro la porta.

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