L'INDUSTRIA FINANZIARIA SI ORGANIZZA PER INVESTIRE I VOSTRI RISPARMI IN AZIENDE CHE PRODUCONO BOMBE, COMPRESE QUELLE "A GRAPPOLO"....
Giannna Puddu, 9 luglio 2025.
Lo aveva anticipato, da Londra, il 13 marzo, Reuters, riferendo che I gestori patrimoniali europei stanno riconsiderando le loro politiche di investimento nella difesa, sotto la pressione dei clienti e di alcuni politici affinché allentino le restrizioni e contribuiscano a finanziare la corsa del continente al riarmo.
La chiamano "DIFESA", mentre si tratta di produzione di armi, comprese le famigerate "bombe a grappolo".
Io che, per decenni a Milano, ho avuto relazioni professionali costanti con migliaia di "clienti" (diretti e non) tendo ad escludere che questi abbiano esercitato una tale pressione, se non in rari casi patologici di risparmiatori caratterizzati dall'avidità estrema e pure assetata di sangue.
Chi risparmia lo fa pensando al futuro e con le armi e le guerre il futuro si cancella.
Mentre, la "politica", questa sì, sta pressando in questa direzione e sta smantellando le precedenti restrizioni pur di agevolare il compito assegnato dalla Commissione europea.
Servono soldi, molti soldi, 800 miliardi in quattro anni.
Dove prenderli?
Semplice, dove già sono, nei Fondi di Investimento, nei Fondi Pensione, nelle Casse di Previdenza.
Il colosso britannico Legal & General ha dichiarato senza filtri di voler aumentare l'esposizione al settore della difesa perchè l'attrattiva del settore è "aumentata drasticamente" nel contesto di crescenti tensioni geopolitiche.
Il fondo pensione danese AkademikerPension (20 miliardi di euro in gestione) ha chiesto ai suoi 150mila membri il via libera per disfarsi di alcune restrizioni, come di investire in aziende che producono bombe a grappolo e altre armi controverse.
«È una lotta per la democrazia e senza democrazia non esistiamo. In questo momento, è un problema esistenziale», aveva dichiarato il numero uno del fondo, Jens Munch Holst che in fatto di "democrazia" rimesta le carte in modo barbaro.
Da Copenhagen, il 26 giugno, Reuters ha confermato che il fondo pensione danese AkademikerPension ha revocato il divieto autoimposto sugli investimenti in sei dei maggiori produttori di armi europei e in alcuni gruppi più piccoli, citando il peggioramento della situazione della sicurezza e la necessità di rafforzare le difese europee.
Il 7 luglio, due giorni fa, Vitaliano D'Angerio, su IL SOLE 24 ORE: Sicurezza europea, Sella Sgr sta valutando il lancio di un fondo specializzato.
Ad annunciarlo è stato l’amministratore delegato Mario Romano. Il fondo si focalizzerà anche sulle infrastrutture tecnologiche e tradizionali.
D'Angerio ha chiuso con: L’annuncio di Romano è importante perché mette in evidenza l’interesse anche delle società di gestione italiane verso un settore, come quello della sicurezza, che avrà un grande sviluppo in Italia ed Europa dopo quanto deciso a livello di Paesi Nato.
Caro Vitaliano D'Angerio: quale "sicurezza"?
Qui si tratta, per l'ennesima volta, di trasferire ingenti risorse alla Germania per il suo dominio economico, ormai compomesso.
Qui si tratta di armi e guerra, l'esatto contrario di ciò che è la "sicurezza", per i Popoli.