SPECULAZIONE ENERGETICA. SARDI STANNO MANDANDO UNA LETTERA CHE SFIDUCIA TODDE

SPECULAZIONE ENERGETICA. SARDI STANNO MANDANDO UNA LETTERA CHE SFIDUCIA TODDE
Le DONNE SARDE hanno un ruolo rilevante nella difesa del territorio sardo, contro l'assalto speculativo energetico

Giannina Puddu, 4 giugno 2024.

I cittadini che votano, scelgono a chi assegnare il loro voto sulla base delle "promesse elettorali" e/o della casacca di partito.

Sono consapevoli, ormai, del grande rischio di tradimento, ma votano su questa base, sperando di non essere traditi, per l'ennesima volta, non potendo disporre di altri mezzi, premesso che non esiste neanche un "vincolo di mandato", così che il prescelto abbia, perfino, la possibilità di cambiare il partito di appartenenza, oltre il programma politico promesso.

Quindi, un cittadino che avanzi una sorta di "mozione di sfiducia" nei confronti del politico che aveva votato sentendosi da lui tradito, non può beneficiare di un effetto "formale" e decisivo, giacchè l'eletto continuerà la sua azione politica, ancorchè questa si dimostri palesemente contradditoria rispetto alle sue promesse elettorali.

Le regole in vigore consentono ai politici di mentire e/o di manipolare gli elettori allo scopo di carpirne la fiducia e dunque il voto.

Tuttavia, qualcosa può cambiare, soprattutto nel momento in cui l'elettore che si senta tradito non si limiti alla pura esternazione verbale ma, si organizzi, per mettere nero su bianco le ragioni della sua delusione e provveda a recapitare, al/alla diretto/a interessato/a il suo "giudizio politico".

Tale azione, pur non avendo un effetto "formale", ha, certamente, il valore di una pagella politica, da primo trimestre, nel caso...

Non è possibile annullare il voto a favore di qualcuno, ma si può dichiarare e scrivere di volerlo fare, se fosse ammesso.

Del resto,  reazione simile è espressamente prevista dall'articolo 1453 Codice Civile, per il caso di inadempienza contrattuale.

Di chat in chat, sta girando una lettera (scritta a più mani...) indirizzata al nuovo Presidente della Regione Alessandra Todde (e, p.c., alle massime Istituzioni regionali coinvolte...) che pare essere declinata in versioni parzialmente diverse, ma, che hanno in comune almeno tre contenuti:

  1. l'espressione della grande delusione verso il nuovo Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, riguardo le sue azioni relative alla grave speculazione energetica di cui il territorio sardo rischia di essere  vittima. Azioni contradditorie rispetto alle dichiarazioni fatte da Todde in campagna elettorale;
  2. l'invito, rivolto alla Presidente Todde, a correggere il tiro per fermare il tentativo di assalto in corso e bloccare, innanzitutto, gli iter di autorizzazione dei nuovi impianti oltre la messa a dimora di nuovi impianti;
  3. la richiesta di non-consentire la realizzazione del Tyrrhenian Link e di impedire i nuovi impianti eolici e fotovoltaici a carattere industriale, in qualunque area dell'isola, cancellando il proposito di individuazione delle "aree idonee" che non esistono nel territorio sardo.

La Presidente Todde è libera di ascoltare o non ascoltare i sardi che le stanno inviando la loro lettera di recriminazione, ma, certo è che, il suo eventuale "tirare dritto", potrebbe avere un effetto diretto sulle scelte di voto nelle imminenti europee, per inziare...

A seguire, Todde potrebbe avere difficoltà nel governo della regione a causa di "alleati" che potrebbero voltarle le spalle, per ragioni varie e sotto la spinta della pressione popolare che potrebbero voler assecondare e mettere a frutto, in prospettiva.

E, tanto da ridurre la durata naturale  dell'incarico, anticipando le elezioni regionali rispetto alle previsioni.

In Sardegna, è fortissima l'indignazione per il rischio di violento assalto al territorio a cura di chi vuole fare cassa facile devastandolo con  pale eoliche e pannelli fotovoltaici. 

Indignazione che i sta diffondendo e radicalizzando...

Alessandra Todde è sarda e nuorese, come ama ricordare.

Oltre a ciò, è dotata di grande intelligenza e competenza, tanto che risulta impossibile credere che "una sarda" come lei possa permettere che la sua Terra sia violentata, anche solo in parte (dopo essere già stata offesa nei secoli), per saziare gli appettiti della finanza internazionale che si cela dietro le insignificanti srl mandate in avanscoperta...

Mentre, proprio per gli enormi interessi in gioco, possiamo facilmente immaginare che sia compressa in una sorta di tenaglia che la stringe, costringendola a fare ciò che non farebbe, se fosse libera di scegliere.

Se così fosse, dovrebbe solo chiedere aiuto alla sua Terra, i sardi le correrebbero incontro per la comune difesa del nostro preziosissimo habitat naturale.

Nessun "premio", potrebbe essere migliore per lei della gratitudine eterna dei suoi conterranei, dopo che avesse salvato la straordinaria bellezza della Sardegna!

Chieda, e le sarà dato tutto il supporto di cui ha bisogno e sarebbe garantito anche il suo secondo mandato alla guida della regione!

Di seguito, il  testo di una delle versioni della lettera che sta girando tra i sardi che hanno votato Todde, tra quelli che non la hanno votata, tra i sardi residenti in Sardegna e i non residenti, così come, pure, tra i non-sardi che amano l'isola e capiscono che la speculazione energetica è un rischio che incombe su ogni territorio, in molte regioni italiane (e nel mondo intero...) e che schierarsi per la tutela del territorio sardo sia una scelta di difesa per tutti:

Presidente Alessandra Todde,
immagino non fosse a palazzo, oggi (30 maggio 2024) quando una moltitudine di suoi conterranei è arrivata a Cagliari da ogni dove, diretta alla sua nuova dimora.
Difficile pensarla asserragliata là dentro, sorda alle voci di quella gente che l’ha votata per essere da lei rappresentata e che ora non le interessa più ascoltare.
Una folla nella quale amava immergersi fino a febbraio scorso.
Ora invece si premura di rassicurare gli “investitori”.
E’ stato chiaro dalla risposta data ad una giornalista che le ricordava che i comitati attendono di incontrarla: «Prima di incontrare i comitati dobbiamo essere conseguenti. Dobbiamo lavorare per chiudere la mappa delle aree idonee. La moratoria ci serve proprio per questo, non ci serve certamente per penalizzare chi vuole fare investimenti».

La ringraziamo per essersi rivelata senza farci perdere tempo.
Per noi sardi e non solo, questi “investitori”, sono puri speculatori.
Ora, lei evita il confronto con noi, impegnatissima a “individuare le aree idonee”, altrimenti dette ZONE DI ACCELERAZIONE, per far fronte alla scadenza del 30 giugno.
Quali nostri territori intenderebbe offrire alle multinazionali e a tutte le aziendine con capitale sociale di 10.000 euro che si vorrebbero spartire la Sardegna, contro la volontà dei sardi?
Ci è chiaro che compilare la mappa delle “aree idonee” non significa affatto che nelle aree non idonee non vi saranno impianti.
Significa piuttosto che nelle aree idonee gli impianti industriali potranno essere realizzati in quattro e quattr’otto, senza il fastidio di dover richiedere particolari autorizzazioni.

Altrimenti perché sarebbero “Zone di accelerazione”?
Mentre nelle aree non idonee gli impianti si farebbero lo stesso, ma ci vorrebbe un pochino più di tempo e qualche permesso in più.
Questo è un problema: anche oggi (31 maggio 2024) abbiamo avuto il piacere di vedere la sua firma per l’approvazione di nuovi inutili impianti senza farli passare nemmeno dal VIA…
E’ indispensabile, invece, la Valutazione d’Impatto Ambientale, non che lei “garantisca”.
Nel suo nuovo decreto si prevedono facilitazioni delle procedure autorizzative.
Questo è contro la volontà dei sardi.
Dichiari, pubblicamente, che lei intende trasformare la Sardegna in una immensa Zona Industriale.
Lei sa bene che qui in Sardegna non esistono aree “idonee” ad ospitare mostri industriali.
Sa benissimo che una pala di 240 metri posizionata in una cava dismessa sarà visibile per decine di km tutt’attorno, rovinando anche le aree protette (quelle a cui si potrebbe dare l’assalto in seguito).

E questo glielo stanno spiegando anche i suoi corregionali, con le innumerevoli PEC che sta ricevendo in questi giorni.
A proposito, avrebbe l’obbligo di rispondere!
Gli ipotetici risparmi di cui vagheggia non ci interessano.
Può esserle chiaro che non possiamo apprezzare il risparmio di quattro soldi in bolletta in cambio del nostro lavoro, della nostra salute, del nostro ambiente, della nostra terra!!!
Non abbiamo apprezzato nemmeno la sua “moratoria”. Come mai ha utilizzato uno strumento così traballante?
A quanto pare “gli esperti” che siedono in Regione al suo fianco non hanno mai sentito parlare dello Statuto Autonomo della Sardegna, né della nostra potestà in materia di urbanistica; tantomeno conoscono certe direttive europee, né la selva di pronunciamenti, trattati, sentenze a cui ci potremmo appellare. 
Lei ha fatto un DDL colabrodo che, per giunta, sarà preso in esame solo a fine giugno: giusto il tempo di dar modo agli investitori di ogni parte del globo di IMPALARE la nostra terra.
Come mai si è dimenticata anche di mettere un freno agli espropri?
La sua “moratoria” ci ha delusi, enormemente.
Blocca momentaneamente la realizzazione di nuovi impianti, ma non le procedure di autorizzazione.
La verità è che la sua norma intendeva bloccare solo una cosa: il dissenso del popolo, che sta montando come un’onda anomala.
Ma, creda, non è servita manco a quello, ottenendo, anzi, l’effetto contrario.
Ha solo messo fretta agli speculatori, che grazie a lei ora si stanno dando da fare come forsennati.
Nel suo DDL lei ha “dimenticato” il Tyrrhenian Link.
Un cavidotto che servirà per ESPORTARE la corrente elettrica prodotta in Sardegna verso la Sicilia, e da lì verso altri lidi.
Non servirà per stabilizzare la rete nazionale, come lei sostiene, perché non funzionerà mai in senso inverso.
La Sardegna non ha alcun bisogno di importare energia, visto che già oggi ne produce il 40% in più di quanta ne consumi. E non si ha nessuna intenzione di fermare la produzione di energia fossile.
Si tratta di un’opera devastante, l’ennesima servitù a cui lei sta facendo da madrina.
Per portarla a termine piovono gli espropri e vengono distrutti territori preziosi.
Questo non la turba? Questo non può permetterlo.
Da lei ci aspettavamo un cambio di rotta, rispetto ai suoi predecessori.
Invece è cambiato solo il linguaggio: il lavoro che quelli hanno cominciato lei lo sta portando a termine.
Lei non può andare contro il volere del popolo che rappresenta!
Lei sta ignorando le istanze dei comitati che danno voce ormai a centinaia di migliaia di persone, ben più di quelle che l’hanno votata.
«Dobbiamo fare la nostra parte», lei dice.
Certo. Le ricordiamo che la Sardegna la sua parte l’ha già fatta, e pure troppo. La nostra produzione di energia rinnovabile è già al di sopra della media nazionale.
Tre mesi fa erano già 1200 le turbine eoliche impiantate qui. Ora sono aumentate a dismisura, così come sono aumentati enormemente le terribili distese di silicio che ci stanno distruggendo ambiente ed economia. La nostra parte l’abbiamo già fatta. Fu lei stessa a dirci, pochi mesi fa: «Chi l’ha detto 
che noi dobbiamo produrre energia per gli altri?».
Non abbiamo gradito neppure la sua visita a Pichetto Fratin.
I sardi che l’hanno votata credevano che lei fosse una donna forte e capace, una donna che diceva di incarnare lo spirito sardo.
Invece, proprio il contrario.
Lei ha trovato la “convergenza col ministro”, divergendo dal suo Popolo.
Lei vuole permettere che la nostra Isola diventi l’hub energetico d’Europa?
Sappia che non glielo permetteremo.
Difenderemo la nostra terra a tutti i costi e con tutti i mezzi.
L’anima sarda si sta risvegliando grazie ai predatori, ma soprattutto grazie a coloro che, come lei, la stanno rinnegando. E a lei non verrà perdonato nulla, signora Todde.
Lei è già percepita e verrà ricordata come la donna sarda che ha cercato di decretare la condanna a morte della sua terra, senza riuscirci, perché non lo consentiremo.
Eviti di attribuire la colpa a chi l’ha preceduta, Solinas e altri.
Faccia la sua parte, senza indugio, parte che può fare per impedire il saccheggio della Sardegna.
Lei deve rispondere ai sardi, non agli “investitori”, non lo dimentichi.
Il suo ruolo attuale non è quello dell’amministratore di una società che deve rispondere agli azionisti, lei è il Presidente della Regione Sardegna.
Saluti.
Un sardo, anzi, i sardi che si sentono traditi