ANCHE GLI ALLEVATORI DI BUDDUSO' RIFIUTANO LA VACCINAZIONE DEI LORO CAPI
Giannina Puddu, 21 luglio 2025.
Stamattina, ho parlato con un allevatore di Buddusò che, per ovvie ragioni, intende mantenere l'anonimato.
Gli ho chiesto se intenda far vaccinare la sua mandria e la risposta è stata immediata e fortissima: NO!
Gli ho chiesto quale sia la posizione dei suoi colleghi nel territorio.
La risposta è stata immediata e forte: tutti CONTRARISSIMI!
Con il sano orgoglio di chi vive il suo lavoro con passione mi ha spiegato che nel territoro di Buddusò si allevano, principalmente, due razze di vacche:
- La razza Bruna, molto apprezzata per la produzione di latte destinato alla caseificazione, in particolare per formaggi tipici come il Parmigiano Reggiano. Il latte di Vacca Bruna è considerato pregiato per le sue caratteristiche di sapore e consistenza, che si traducono in formaggi di alta qualità.
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La razza Limousine, razza bovina da carne, originaria della regione di Limousin (Francia sud-occidentale). In Italia viene utilizzata come vitello da ristallo, per l'ingrasso e il macello, e come allevamento, per ottenere femmine fattrici da inserire nella linea vacca - vitello.
Il mantello è di colore rosso, l'altezza media è di 145 cm al garrese, il peso medio va dai 1100 kg per i tori ai 650 kg per le vacche.
Ha aggiunto che gli allevatori di Buddusò non si faranno ingannare e che si stanno preparando per la Sagra di Santa Reparata, una festa tipica di Buddusò che ha luogo nella prima domenica e successivo lunedì del mese di settembre presso la chiesa campestre di Santa Reparata.
Tutto è organizzato dal comitato locale e sono previste celebrazioni religiose e un pranzo collettivo a base di lesso di bovino, razza Limousine, ovviamente.
Al confine meridionale della provincia di Sassari, a 700 metri d’altezza, attraversato dalle acque del Rio Mannu e del Rio Altana, si erge Buddusò, piccolo paese immerso tra lunghe distese verdi pianeggianti e alture di romantica veduta, su tutte punta Sa Jone con i suoi 1003 metri di altezza.
Il borgo, che conta meno di 4.000 abitanti, custodisce gelosamente i reperti di un’antica storia risalente all’epoca preistorica, ricca di testimonianze storiche e archeologiche.
Una famosa leggenda narra che «una donna di Dure, antico villaggio nei pressi di Bitti, la quale per sua onestà fu da Dio invitata a fuggire dal proprio paese, sul quale incombeva la distruzione, ed a fermarsi e stabilirsi in quella località dove avesse udito cantare il suo gallo, oltrepassato Bitti proseguì verso settentrione e si fermò dove udì il suo gallo cantare in maniera prodigiosa: “Puddu so”. Qui pertanto sarebbe sorto il nuovo paese».