L'ACCANIMENTO TERAPEUTICO IN PREVIDENZA

L'ACCANIMENTO TERAPEUTICO IN PREVIDENZA

Trento, 3 novembre 2022. Di Paolo Rosa, avvocato, patrocinante in Cassazione.

E’ interessante ricordare anche la posizione della Chiesa Cattolica rispetto alla differenza tra eutanasia e sospensione di trattamenti inutili: nella lettera enciclica Evangelium vitae di papa Giovanni Paolo II del 1995 sul valore e l’inviolabilità della vita umana si afferma che:
«Quando la morte si preannuncia imminente e inevitabile, si può in coscienza rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita, senza tuttavia interrompere le cure normali dovute all’ammalato in simili casi».

E veniamo a noi.

Sul sito di Cassa Forense è stato pubblicato questo comunicato, che qui trascrivo integralmente: «Indennità “una tantum”: avvio pagamenti.

Si comunica che Cassa Forense, con bonifico in data odierna, ha disposto il pagamento dell’indennità una tantum di € 200,00 di cui all’art. 33 D.L. 50/2022 e D.M. del 19 agosto 2022, ai circa 82.000 iscritti aventi diritto.

Con separato bonifico, sempre in data odierna ma con valuta beneficiario 26 ottobre, è stato disposto il pagamento dell’indennità di € 150,00 di cui all’art. 20 D.L. 144/2022, ai circa 57.000 iscritti aventi diritto.

Il pagamento delle indennità con distinti mandati si è reso necessario sulla base delle istruzioni Ministeriali che hanno assegnato a Cassa Forense stanziamenti separati per le due indennità.

Le ulteriori istanze, per le quali sono ancora in corso le necessarie verifiche da
parte degli uffici, saranno liquidate nei prossimi giorni».

Risulta, quindi, che 139 mila avvocati su 243 mila fruiscono dei bonus assistenziali erogati dallo Stato.

E’ in atto, presso il Comitato dei Delegati di Cassa Forense, la votazione di una riforma previdenziale che, alla luce di questi numeri, a me sembra già obsoleta trattandosi di un accanimento terapeutico che non serve a nulla perché questi beneficiari, in moltissimi casi, avranno una pensione inferiore al minimo vitale INPS dato che con la opzione al contributivo è vietata per legge ogni integrazione al trattamento minimo.

Il nuovo Governo Meloni ha ribadito in Parlamento di voler innalzare l’aliquota unica per professionisti e partite IVA che salirebbe da € 65.000,00 attuali ad € 85.000,00 nel 2023 per raggiungere il tetto di € 100.000,00 nel 2024.

Secondo gli ultimi dati del 2021 di Cassa Forense, il reddito medio degli avvocati è di euro 37.785 quindi al di sotto delle soglie della tassa piatta, cosicché potrebbero usufruirne circa 150 mila avvocati su 243 mila iscritti.

Al di sopra di € 100.700 all’anno si colloca il 7% degli avvocati che però denunciano un monte reddito di € 4.007.022.243 che è pari al 46,95% del totale ma il volume d’affari è molto più alto, pari al 60,13% del totale.

Perché non riportare tutti questi avvocati in INPS, così da garantire loro un futuro previdenziale più sereno?

La situazione dell’osservatorio INPS sulle pensioni, alla data del 27.10.22, è la seguente:
«Sono stati pubblicati i dati aggiornati al 31 dicembre 2021 dell’ Osservatorio sulle prestazioni pensionistiche e sui beneficiari del sistema pensionistico italiano.
L’Osservatorio prende in esame:
 prestazioni pensionistiche e beneficiari totali, riportando gli importi medi e le ripartizioni geografiche, le distribuzioni per classi di età e sesso dei pensionati;
 analisi tipologica dei beneficiari di prestazioni pensionistiche, focalizzando l’attenzione su cinque platee di beneficiari individuati in base al tipo di prestazione percepita: i pensionati di vecchiaia o anzianità/anticipata, i pensionati di invalidità previdenziale, i beneficiari di pensioni ai superstiti, i beneficiari di prestazioni indennitarie, i beneficiari di prestazioni assistenziali.

Le prestazioni del sistema pensionistico italiano vigenti al 31 dicembre 2021 sono 22.758.797, per un ammontare complessivo annuo di 313.003 milioni di euro, che corrisponde a un importo medio per prestazione di 13.753 euro.

Rispetto al 2020, il numero di prestazioni è aumentato dello 0,2% e il corrispondente importo complessivo annuo è aumentato dell’1,7%. Circa due terzi (67,9%) dei beneficiari di prestazioni pensionistiche percepisce una sola prestazione, mentre circa un terzo (il 32,1%) ne percepisce due o più.

Riguardo alla distribuzione per categoria delle pensioni, le pensioni di tipo IVS (invalidità, vecchiaia e anzianità/anticipate, superstiti) sono il 77,9% del totale, di cui il 53,3% relativo alle pensioni di vecchiaia, il 4,4% a quelle di invalidità e il 20,2% a quelle ai superstiti; le prestazioni di tipo indennitario si attestano al 3%, mentre quelle di tipo assistenziale sono pari al 19,2% del totale» (Osservatorio su prestazioni pensionistiche e beneficiari: i dati 2021, www.inps.it).