LE "LISTE BLINDATE" AGGIRANO IL "DIVIETO DI MANDATO IMPERATIVO". SONO INCOSTITUZIONALI

LE "LISTE BLINDATE" AGGIRANO IL "DIVIETO DI MANDATO IMPERATIVO". SONO INCOSTITUZIONALI
Pier Ferdinando Casini: Eletto per la prima volta nel 1983, ha mantenuto un ruolo parlamentare per più legislature.

Giannina Puddu, 27 marzo 2026.

Ho già scritto, in altre occasioni,  che il "Divieto di Mandato Imperativo" ha fallito nel perseguire il fine per cui i Padri Costituenti avevano previsto l'art. 67 della Costituzione italiana.

Ha fallito perchè non c'è stato, fin qui, nessuno che lo abbia difeso con la forza e il potere necessari.

Dice l'art. 67:  Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Nell'interpretazione condivisibile dello studio legale Brocardi, la norma in esame costituisce un corollario dell'articolo 1 che attribuisce la sovranità al popolo.

Vero in teoria, in un ambiente asettico, in assenza di "gatti e volpi" che girino a braccetto e che aggirino l'ostacolo art. 67...

Le liste "bloccate" o "blindate" che ci impediscono, come elettori di esprimere la preferenza sui candidati, sono state introdotte principalmente con la legge elettorale n. 270 del 2005, nota come "Legge Calderoli" o Porcellum.
Purtroppo, il signor Roberto Calderoli (Lega Nord) fu il principale promotore di questa riforma, concepita per garantire liste formate dai partiti e capilista scelti dai vertici.

L'obiettivo dichiarato al tempo  era quello di assicurare la governabilità e rafforzare il ruolo dei partiti nella selezione della classe dirigente.

Ex post, è chiaro agli italiani che questa "capacità" di selezione dei partiti fa acqua da tutte le parti.

Tanto che, un numero crescente di italiani, eviti di andare a votare.

Ma, a tutti i partiti fa un gran comodo la trovata Calderoli così che, anche dopo, nell' Italicum (mai entrato in vigore) e nel Rosatellum, l'attuale legge, sia ancora in uso il metodo delle liste bloccate.

La questione solleva costanti dibattiti sulla rappresentatività e sul rapporto tra eletti ed elettori.

parlamentari non siano legati da istruzioni dei loro elettori o partiti, non è vero che sia garantita la loro  libertà di voto e che sia affermata solo la loro responsabilità politica.

Con le liste "blindate", come elettori, alla faccia della teorica e nostra "Sovranità", ci impongono di votare nei limiti di una lista di candidati predefinita dai partiti, togliendoci la libertà di  esprimere preferenze per singoli nomi.
Oltre a ciò, i partiti scelgono anche chi far eleggere con matematica certezza, semplicemente ponendo i loro nomi  in cima alla lista dei loro candidati.
Questi signori e signore, a prescindere dal favore popolare che raccolgono o che non raccolgono, entrano, comunque, in parlamento, o non ne escono mai (!!!),  in base ai seggi ottenuti dal partito che li ha beneficiati.
Questo sistema è la ragione per cui ci ritroviamo una grassa lista di "Parlamentari a vita" che potrete consultare  su https://parlamento18.openpolis.it/senatori/da-quanto-tempo-sono-in-parlamento
Un'anticipazione dei nomi (e relativi tempi di soggiorno a Roma...) con una domanda, solo per fare un esempio: cosa ha fatto di così buono per gli italiani e per l'Italia il signor Pierferdinando Casini tanto da farsi mantenere dal Popolo italiano  per 42 anni al costo di diversi milioni di euro?

278 Sen. CASINI Pier Ferdinando (Aut (SVP-PATT, UV))

42 anni e 261 giorni

12 Sen. BOSSI Umberto (Lega)

34 anni e 353 giorni

1506 Sen. CALDEROLI Roberto (Lega)

33 anni e 340 giorni

446 Sen. GASPARRI Maurizio (FI)

33 anni e 340 giorni

486 Sen. LA RUSSA Ignazio (FdI)

33 anni e 340 giorni

685 Sen. ROMANI Paolo (Misto)

31 anni e 349 giorni

229 Sen. BONINO Emma (Misto)

29 anni e 328 giorni

1723 Sen. SCHIFANI Renato Giuseppe (FI)

29 anni e 325 giorni

239 Sen. BRESSA Gianclaudio (Aut (SVP-PATT, UV))

29 anni e 325 giorni

291 Sen. CESARO Luigi (Misto)

28 anni e 327 giorni

764 Sen. URSO Adolfo (FdI)

26 anni e 358 giorni

1619 Sen. MALAN Lucio (FdI)

26 anni e 328 giorni

783 Sen. VITALI Luigi (FI)

24 anni e 334 giorni
Sulla Rivista Quadrimestrale NOMOS (Le Attualità nel Diritto), era stato pubblicato il testo dell'intervento di Lara Trucco, Professoressa ordinaria di Diritto costituzionaleUniversità degli studi di Genova, in occasione del Convegno La coda della legislatura, promosso dalla Fondazione Paolo Galizia-Storia e libertà e dalla Rivista Nomos-Le attualità nel diritto, svoltosi il 21 febbraio 2022 presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Aveva detto, tra l'altro, Lara Trucco:

1 Qui, dunque, l’esigenza, fattasi prontamente proposta di un nuovo sistema di elezione, di segno proporzionale, meglio in grado di garantire la rappresentatività dell’organo, ad oggi contenuta nel testo base unificato dell’on. Brescia (proposta di legge A.C. 2329, presentata alla Camera il 9 gennaio 2020, recante: «Modifiche al testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 marzo 1957, n. 361, e al testo unico di cui al decreto legislativo 20 dicembre 1993, n. 533, in materia di soppressione dei collegi uninominali e di soglie di accesso alla rappresentanza nel sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali plurinominali)». 
 
Una proposta realistica e minimale di riforma del Rosatellum-bis: 
via il voto blindato e le candidature multiple!** 
Spiegava Lara Trucco:
4. La reintroduzione del voto preferenziale (ovvero l’eliminazione delle liste blindate) avrebbe però soprattutto un effetto benefico sulla ‘valenza’ (in termini di capacità di incidenza) del suffragio individuale con il riallineamento del sistema nella direzione auspicata dalla Corte costituzionale per cui il voto costituisce un diritto «inviolabile» (sent. n. 1 del 2014) e «fondamentale» (sent. n. 35 del 2017)6, e con il recupero della rappresentatività della rappresentanza, che è quanto dire dello stesso principio di sovranità popolare.

Non si ignora, peraltro, l’accusa mossa al voto di preferenza di favorire il voto di scambio. Ma se di qualche scambio trattasi, anche la fissazione apicale della consistenza e dell’ordine delle liste non ne va certo immune in termini di condizionamenti di varia natura a scapito magari, come si diceva, di candidature più adeguate.
La presenza, invece, di sistemi ‘aperti’ e ‘fluidi’, nell’ambito dei quali le scelte vengono prese garantendosi agli elettori pari, libere (specie sul versante della segretezza del suffragio) e consistenti capacità di incidenza sugli esiti finali, sembra rendere più probabile un ‘reclutamento’ genuino.