LE VERE PAROLE SPESE DA PUTIN E TRUMP IN ALASKA... IL NUOVO ASSE RUSSO-AMERICANO CHE CAMBIA IL MONDO.
Giannina Puddu, 20 agosto 2025.
E' sempre indispensabile andare alle fonti, per non farsi manipolare, per conoscere la verità e maturare le nostre visioni.
Il video a corredo, con traduzione integrale degli interventi di Trump e Putin, è prezioso.
Dall'osservazione dei fatti di Anchorage emerge una decisiva virata della Storia.
Ha scritto ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale), quattro giorni fa:
Al termine del faccia a faccia, durato circa tre ore e culminato in una conferenza stampa congiunta, il quadro è emerso con chiarezza: Putin è stato ricevuto con tutti gli onori dovuti a un Capo di Stato, al netto del mandato di cattura della Corte penale internazionale che pende sul suo capo (che gli USA non riconoscono), ed è stato di fatto riabilitato senza dare nulla in cambio, né fornire alcun impegno formale per rendere la pace più vicina.
Trump, parlando dopo Putin e per meno tempo, ha implicitamente ammesso il mancato raggiungimento degli obiettivi auspicati.
Nessun cessate il fuoco, nessun progresso tangibile da registrare. Eppure durante il volo verso Anchorage, città principale dell’Alaska che ha fatto da sfondo al vertice, il presidente americano aveva indicato la fine della guerra come scopo principale del vertice, sottolineando che un fallimento lo avrebbe lasciato insoddisfatto. Il risultato dell’incontro, in effetti, non sembra averlo appagato. I media americani e internazionali lo hanno descritto come “stanco e deluso”, mentre riconoscono a Putin il ruolo di vincitore morale del summit.
Francamente, questa spasmodica ricerca del "vincitore" è stucchevole e puerile. Sembra fatta, soprattutto, per avere temi "caldi" da portare in pasto alle folle per saziare la loro curiosità, sedando la loro capacità critica.
Certamente, come scritto da ISPI, Trump ha steso il tappeto rosso per accogliere Putin, riabilitandolo agli occhi del mondo e senza contropartita.
Ma, oltre a questo, c'è che con questo atteggiamento, Trump ha smentito in modo clamoroso e plateale sia il suo predecessore che tutti i capetti occidentali che, da anni, hanno puntato contro Putin e gli hanno sparato addosso sanzioni su sanzioni, giungendo, infine, a perdere la guerra in Ucraina.
Il fatto che Anchorage non abbia prodotto un esito sta o può stare nella tattica politica, concordata in precedenza tra i due leader.
Sarebbe stato eccessivo, imbarazzante e scomodo per loro stessi, un accordo sul piano concreto per chiudere la partita ucraina.
Credo che abbiano già deciso le condizioni da im-porre a Zelensky e a tutti gli alleati sopravvissuti.
Ma, è più conveniente trasferire tutto su un tavolo allargato nel quale, comunque, si arriverà dove intendono arrivare.
Zelensky esce da questa scena come "dittatore mai eletto" e "comico mediocre" come sentenziato da Trump.
L'UE è già uscita dalla scena internazionale e non serve spendere energie per spingerla fuori come attore rilevante che fatica, perfino, ad accordarsi sul luogo del prossimo incontro, con il nostro Tajani che propone la Svizzera...
Si sta creando un nuovo e destabilizzante asse Russo-Americano.
A Putin conviene per ridimensionare e mettere a cuccia gli occidentali guerrafondai, a Trump fa comodo tenersi stretta la Russia per ridurre l'intensità del suo abbraccio con la Cina...