Roma, Decreto Legge 175 è Transizione 5.0: “Traditi dai rappresentanti eletti”.

Roma, Decreto Legge 175 è Transizione 5.0: “Traditi dai rappresentanti eletti”.

Cagliari, 18 gennaio 2026. Di Elia Sanna

La dura presa di posizione del Coordinamento Gallura contro la speculazione eolica e fotovoltaica non è una voce isolata. 

Su molte delle accuse contenute nel loro recente post, all’indomani dell’approvazione alla Camera dei Deputati del D. l. 175, la pensano allo stesso modo migliaia di sardi, di ogni estrazione politica, accomunati da una percezione diffusa di danno e di tradimento legato alle scelte sulle rinnovabili.

Scelte che, secondo i comitati e una parte sempre più ampia dell’opinione pubblica isolana, non penalizzano affatto le multinazionali dell’energia “green”, ma finiscono per favorirle, lasciando sul campo territori devastati e comunità locali senza reali benefici. 

A finire sotto accusa non è solo la maggioranza del Governo Meloni, ma anche quella del governo regionale guidato da Alessandra Todde, ritenuta responsabile di aver portato avanti una linea che “pedala contro le opinioni della maggior parte dei sardi”.

Il Coordinamento Gallura usa parole durissime, che non sono frutto di esasperazione momentanea ma coerenti con un impegno politico e culturale portato avanti da anni. 

Il termine “traditori”, utilizzato nel post, viene rivendicato senza ambiguità: “Politicamente valgono quanto il 2 di picche” si legge nel post. Monetariamente”, invece, valgono molto di più. Il loro prezzo è altissimo, visto che ci togliamo il pane di bocca per pagare i loro stipendi da nababbi”.

Secondo il Comitato, i cittadini sardi sarebbero stati ingannati: “Li abbiamo eletti perché abbiamo creduto ingenuamente alle loro parole: quelle che ci hanno detto per intortarci, per convincerci a mandarli a Roma a villeggiare alle nostre spalle”. E ancora: “Stanno campando dai nostri soldi per fare nulla. Anzi, per pugnalarci alla schiena”.

Un passaggio centrale riguarda il sospetto di un condizionamento esterno nelle scelte legislative: “Come dobbiamo definire chi abusa della buona fede del prossimo, promettendo che lo difenderà di fronte al più alto consesso istituzionale, e poi fa gli interessi del Partito o di chissà chi?”.

E il riferimento alle lobby energetiche è esplicito: «Nel palazzo regionale li abbiamo visti, i lobbisti dell’energia. Vogliamo capire se quest’abitudine a “tollerare” la loro presenza sia diffusa anche nei palazzi romani”.

Nel mirino finiscono diversi parlamentari sardi, accusati di aver sostenuto o non contrastato il DL 175. Il Coordinamento cita nomi e cognomi di chi, a vario titolo, come Francesco Mura, Gianni Lampis e Barbara Polo, viene ritenuto responsabile, contrapponendoli a coloro che hanno votato contro il provvedimento. Una distinzione che, nelle intenzioni dei promotori della protesta, dovrà pesare alle prossime elezioni.

La convinzione, condivisa da una parte crescente dell’elettorato, è netta: chi ha cambiato posizione, chi ha “cambiato casacca” o chi si è allineato alle segreterie di partito contro il sentire dei territori “non merita più il voto dei sardi, in qualunque appuntamento elettorale”.

“Gli speculatori stanno allungando le loro unghie sporche sulla Sardegna” scrive il Coordinamento, puntando il dito anche contro la Giunta regionale, accusata di aver prodotto norme inefficaci e di “aver sempre giocato per perdere”. Il messaggio finale è un avvertimento politico chiaro: “Ci ricorderemo di voi quando verrete a chiederci nuovamente il voto”.

Una protesta che va oltre la Gallura e che, sempre più spesso, unisce cittadini, amministratori locali e associazioni di tutta l’Isola.

Un fronte trasversale che chiede di fermare quella che viene definita una colonizzazione energetica mascherata da transizione ecologica, e che promette di presentare il conto nelle urne.