Sardinian Link, cresce la paura nei piccoli comuni: “Un progetto che minaccia paesaggio e agricoltura”

Sardinian Link, cresce la paura nei piccoli comuni: “Un progetto che minaccia paesaggio e agricoltura”
Annalisa Mele, Sindaco di Bonacardo

Cagliari, 28 ottobre 2025. Di Elia Sanna

Il clima di tensione attorno al progetto Sardinian Link si fa sempre più pesante nei piccoli comuni dell’interno, dove la popolazione teme che l’imponente elettrodotto da 220 kV, destinato a collegare il Sulcis con Codrongianos, finisca per deturpare paesaggi rurali e mettere in ginocchio l’agricoltura locale.

A Bonarcado, dove lunedì sera si è svolta un’assemblea pubblica convocata dalla sindaca Annalisa Mele, la preoccupazione è ormai palpabile.

“Serve trasparenza, il territorio è coinvolto direttamente” ha ribadito la prima cittadina, “ma ci stanno tenendo all’oscuro di tutto. Non abbiamo informazioni chiare sulle conseguenze ambientali, sanitarie ed economiche di quest’opera che rischia di cambiare per sempre il volto del nostro territorio”.

Il progetto prevede la costruzione di nuove infrastrutture, tracciati elettrici e strade di servizio che attraverseranno terreni agricoli e sentieri rurali, con espropri e servitù coattive su numerose proprietà private. 

Per molti residenti, significa perdere ettari di uliveti, vigne e pascoli, in un’area che vive soprattutto di agricoltura e allevamento.

“Ci sentiamo abbandonati e impauriti” ha detto un agricoltore durante l’assemblea.

“Qui nessuno è contrario al progresso, ma non possiamo accettare che venga calato dall’alto, ignorando chi vive e lavora su questa terra”.

Il rischio, denunciano i cittadini, è che i piccoli comuni dell’interno diventino il prezzo da pagare per la transizione energetica, mentre il paesaggio e le economie locali ne uscirebbero devastati.

Secondo l’avviso pubblico di Terna, l’intervento è dichiarato di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità, ma la sindaca Mele ha annunciato che “il Comune approfondirà ogni aspetto del progetto e valuterà tutte le strade percorribili per difendere la salute dei cittadini e la tutela del paesaggio”.

Un fronte comune dei sindaci dei territori interessati potrebbe nascere nelle prossime settimane, mentre cresce la richiesta di chiarezza, trasparenza e rispetto per un’isola che, ancora una volta, teme di dover sacrificare il proprio paesaggio e la propria identità in nome di scelte imposte da lontano.