S’Undha, un canto di denuncia contro lo scempio ambientale in Sardegna.
Cagliari, 5 settembre 2025. Di Elia Sanna.
Un grido di dolore e resistenza che parte dalla musica e attraversa le coscienze.
È quello lanciato dal gruppo musicale S’Undha, che ha pubblicato su YouTube un videoclip in lingua sarda dal forte valore simbolico e di denuncia.

Un testo poetico e crudo, scritto da Giorgio Sergio Ricci, che mette in musica il dramma che la Sardegna sta vivendo: una terra deturpata, espropriata, ferita in nome di una transizione energetica che troppo spesso si traduce in mera speculazione.

Il brano – musicato da Giampiero Crobu, Marina Carboni, Andrea Cutri e Federico Loddo, con arrangiamenti curati dall’intero gruppo e la regia del videoclip affidata a MenuUmano (Paolo Pol Congiu) – descrive con immagini potenti la devastazione del paesaggio isolano: campagne infilzate come allo spiedo, monti coperti da torri artificiali, vento imprigionato e un popolo costretto a subire senza equo riconoscimento.
“Abbiamo voluto unirci a chi da anni protesta contro lo scempio che stanno provocando al paesaggio e alla storia della Sardegna con la scusa di realizzare siti di energie rinnovabili, ma con l’unico fine della speculazione energetica”, ha dichiarato Giampiero Crobu a nome del gruppo.
Gli artisti denunciano come intere aree archeologiche, colline e zone agricole siano già state compromesse dall’installazione massiva di impianti eolici e fotovoltaici.

Una corsa all’energia “verde” che rischia di trasformarsi in un nuovo saccheggio del territorio, destinato a ripetersi anche lungo le coste dell’isola, dove sono in programma ulteriori progetti di sfruttamento industriale.
Il videoclip, che intreccia musica e immagini evocative, diventa così un manifesto culturale e civile: un invito a riflettere sul prezzo che la Sardegna sta pagando in termini di paesaggio, identità e memoria collettiva.
Un messaggio che risuona forte “da lontano, molto lontano”, ma che riguarda da vicino tutti i sardi.