Una guida per le imprese che vogliono mettere il colbacco

L`Italia è per la Russia uno dei principali partner economico-strategici, collocandosi al terzo posto nell`interscambio commerciale con i Paesi dell`Unione europea e al quinto a livello mondiale.

Lo scrive il ministro dello Sviluppo economico della Federazione Russa, Elvira Nabiullina, nella prefazione della `Guida per gli operatori economici italiani nella Federazione Russà, che verrà presentata domani a Roma, presso la sala Zuccari del Senato, e venerdì a Milano, presso la Camera di commercio, in collaborazione con l`Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale). La guida è stata promossa dall`Ambasciata e realizzata con il contributo di Ice, Camera di commercio italo-russa, Confindustria, Promos, Gim-Unimpresa, Kpmg e Studio legale Pavia e Ansaldo. L`opera sarà poi disponibile anche in formato ebook sul sito dell`ambasciata (www.ambmosca.esteri.it) a partire dal 21 maggio e sarà periodicamente aggiornata on line. Nel 2011, si legge nella Guida, gli investimenti italiani nell`economia russa hanno continuato ad aumentare, ammontando a circa 600 milioni di dollari, e segnando l`incremento più alto negli ultimi cinque anni. Al momento, gli investimenti italiani cumulati sono pari a circa un miliardo di dollari Usa, di cui la maggior parte nell`economia reale.

«Diverse imprese italiane - ricorda il ministro Nabiullina - partecipano a grandi progetti di investimento in Russia. Alenia Aeronautica, ad esempio, prende parte alla creazione e allo sviluppo del Sukhoj-Superjet, Agusta Westland e la russa Vertolfity Rossii (Russian Helicopters) stanno creando un`impresa congiunta per l`assemblaggio di elicotteri, Merloni e Sest-Luve producono nella zona economica speciale di Lipetsk. È stata avviata la produzione della Ferrero e della Inalca, Berlin-Chemi/Menarini sta costruendo uno stabilimento farmaceutico nella regione di Kaluga». «Quattro società italiane, Enel Eni Finmeccanica e Unicredit, sono membri - aggiunge - del Consiglio consultivo per gli investitori stranieri in Russia, presieduto dal primo ministro della Federazione Russa. Il governo della Federazione Russa sta operando profonde riforme strutturali, dirette alla creazione di un clima più favorevole agli investimenti».

La ripresa economica in Russia, si legge nella `Guida per gli operatori economici italiani nella Federazione Russà, sta comportando un costante incremento dei consumi interni, specie di qualità elevata e in assenza di significative produzioni nazionali di tali beni; la crescita delle domanda si traduce quasi esclusivamente in un aumento delle importazioni dall`estero. Di tali circostanze ha beneficiato anche l`Italia, considerato che nel 2011 le esportazioni italiane in Russia, complessivamente pari a 9,3 miliardi di euro, hanno segnato una crescita (+17,8%) superiore a quella complessiva delle nostre esportazioni verso l`insieme dei Paesi extra Ue (+14,9%). I settori trainanti dell`export italiano in Russia si confermano quello delle macchine e apparecchi meccanici - che da solo rappresenta quasi un terzo del totale e ha conseguito un aumento del 24,2% - e quello alimentare che, pur rappresentando solo il 5,1% del totale, ha segnato una crescita del 23,3%; positive anche le dinamiche del settore tessile, che registra un incremento del 17,5% confermandosi il secondo settore per importanza, e di quello degli articoli in pelle e cuoio, che avendo registrato uno sviluppo del 20,1% si ragguaglia al 7,1% del totale.

La percezione del made in Italy presso il pubblico russo, si legge nella Guida, è legata prevalentemente a beni di consumo nel settore agroalimentare, nella moda e nel design. Meno conosciute, ma altrettanto apprezzate dagli addetti ai lavori, sono le eccellenze italiane in altri campi - macchinari, tecnologia, beni industriali intermedi - che riguardano circa il 50% delle nostre esportazioni. In questi settori l`Italia ha conquistato importanti quote di mercato (nei settori dei macchinari per la lavorazione del legno, della plastica, del materiale di imballaggio per prodotti alimentari, delle macchine per l`agricoltura ecc.), collocandosi saldamente al secondo posto, dopo la Germania. La posizione del Belpaese nel settore dei beni strumentali e di consumo beneficia del favore con il quale i consumatori russi guardano al made in Italy, sinonimo di qualità, soffrendo del crescente ingresso nella Federazione Russa di merce contraffatta. La presenza commerciale italiana, inoltre, permane ancora concentrata a Mosca e San Pietroburgo. Un limite all`incremento della penetrazione commerciale di prodotti italiani è rappresentato dall`assenza di imprese italiane nella grande distribuzione commerciale, dove invece sono molto attive numerose società straniere (francesi, svedesi, tedesche e turche).

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